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LA LAICITA’

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di Antonio Foccillo

Dopo un secolo di pratiche e di trasformazioni della società, il principio di laicità che è intriso di tolleranza, dubbio, rispetto degli altri e solidarietà è lungi dall’essere divenuto obsoleto, ma esso ha bisogno di essere riproposto chiarito e vivificato in un contesto radicalmente diverso.

Il principio di laicità è concepito come garanzia dell’autonomia e della libertà di ciascuno di scegliere di essere sé stesso. Esso suppone un atteggiamento intellettuale dinamico all’opposto della posizione passiva, rappresentata dalla semplice neutralità. È un problema che va al di là della sola religione e riguarda la società in tutte le sue componenti.

Questo principio della laicità deve valere nel senso più ampio del termine, e cioè in quello della cultura, dell’arte, della scienza, dell’istruzione, della politica e del sociale, in modo da consentire la massima espressione altrui, senza essere né espressione di una propria concezione egemone, né prevaricazione di alcuni sugli altri. Tutto questo deve venire attraverso il dialogo.

La laicità è il risultato di un’alchimia fra una storia, una filosofia politica e un’etica individuale. Essa poggia su un equilibrio di diritti e di doveri.

Deve essere portatrice di valori, non imposti dogmaticamente perché deve essere anche sinonimo di democrazia che si rafforza proprio attraverso la partecipazione e il pluralismo. E deve ritornare ad essere la base del convivere moderno.

Ma anche il laico non deve imporre le sue istanze di laicità, altrimenti viene  meno la sua filosofia di vita.

Ognuno nel suo campo di intervento, elaborando opinioni e convincimenti e prendendo decisioni o posizioni, deve contrapporsi a precetti e verità definiti altrove, e deve essere portatore di valori per arrivare a far emergere aspetti di libertà e anche di responsabilità, di pluralismo di idee, come contesto del riflettere e dell’agire e di conseguenza come parte della società.

Mai come oggi, infatti, la laicità sembra lontana dalla pratica quotidiana. Diventa più urgente ritrovarne le ragioni. I suoi critici sono spesso i dogmatici e i fondamentalisti in qualsiasi campo agiscano.

Essa è anche tolleranza e dubbio. Il dubbio è anche superare quella logica smithiana dell’amico/nemico, perché questa logica, avendo la convinzione di essere soltanto noi portatori di verità, fa nascere poi l’ostilità, le guerre, e le persecuzioni.

Il dubbio, invece, presuppone che ci siano tante altre voci, anche contrarie ai propri convincimenti. Perché esso si affermi vi è bisogno di confronto, di discussione, di approfondimenti e non nemici da abbattere.

Mentre per la tolleranza si può ricordare che nel “Trattato sulla Tolleranza” di Voltaire, del 1763, e nella “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, del 1789, si legge: “Nessuno deve essere disturbato per le sue opinioni anche religiose purché la manifestazione di esse non disturbi l’ordine pubblico stabilito dalla legge”.  

A questo punto il principio di tolleranza è assurto a garante della coesistenza conflittuale delle minoranze e della maggioranza quale nuovo valore universale nella relatività dei valori pertinenti alle opzioni libere dei soggetti.

Dobbiamo, però innanzitutto considerare che la tolleranza può esercitarsi soltanto in un contesto di relazioni. È assume, oggi una nuova attualità, proprio perché è anche un modo di organizzare la vita collettiva.

Per rispondere a tale sfida, la laicità, deve essere aperta e dinamica, per poter affermare in questo contesto l’esistenza di valori comuni.

Essa per i suoi connotati di affermazione di tutti, può svolgere un ruolo essenziale nel restituire centralità al progetto basato sull’Uomo ricollocando i suoi bisogni, materiali, culturali e spirituali in un quadro armonico che sappia tener conto delle trasformazioni della società, intervenendo per correggerne le storture.

Il valore della laicità si misura e si deve affermare, soprattutto oggi perché si è persa, nei processi economici, politici sociali e umani.

Vanno rifiuti sia il dogmatismo e sia  le verità assolute che alcuni professano come se fossero una religione.

Oggi soprattutto nel dibattito politico vi è poco dubbio e molte certezze di essere nel giusto. Si rinnega il passato ideale e valoriale perché si è convinti che la storia nasca dal momento in cui si prende il potere, qualunque esso sia.

Vi è poco confronto e non si fa niente per capire le dinamiche, le sofferenze e le necessità dei cittadini. Ognuno afferma solo sé stesso. Niente più diventa collettivo. Questo sta inaridendo sia il confronto, ma anche la partecipazione e di conseguenza la democrazia.

Invece, la laicità non accetta limiti alla ricerca della verità e attraverso il dubbio mette in discussione anche le proprie certezze e diventa un continuo interrogarsi e confrontarsi per la necessita di rispettare il pensiero dell’altro e vagliarne le sue ragioni.

È proprio perché  la laicità è la negazione del dogma, deve essere riportata al centro della discussione politica perché il dogmatismo e l’autoritarismo sono grandi pericoli per l’umanità.  

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  • Redazione

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