
di Ugo Busatti
Alla fine ce l’hanno fatta. La direttiva UE 2021/2118 é in fase di approvazione e questo significa che le auto, o meglio i veicoli secondo la nuova definizione europea, dovranno pagare l’assicurazione anche se sono fermi. Cosa sará un “veicolo” per la UE?
“ogni mezzo a motore e autoveicolo che circola sul suolo e non su rotaia, con una velocità di progetto massima superiore a 25 chilometri l’ora o con un peso netto massimo superiore a 25 chili e una velocità di progetto massima sopra i 14 chilometri l’ora. Questa nozione include anche i rimorchi di qualsiasi tipo. Inoltre, l’uso dei veicoli è ora definito come qualsiasi utilizzo conforme alla loro funzione abituale come mezzi di trasporto, indipendentemente dal terreno su cui sono impiegati e dal fatto che siano fermi o in movimento.”
Dunque, la UE sta apparecchiando un’altra “tassa” occulta sui i cittadini europei. Dopo l’obbligo di revisione delle auto biennale, obbligatorio anche per le auto regolarmente mantenute con i servizi della casa di provenienza, l’assicurazione obbligatoria anche a veicolo fermo. Le lobby dei costruttori hanno vinto ottenendo la prima, quelle degli assicuratori ottenendo la seconda. Tanto a pagare siamo noi.
La guerra contro la Russia che la UE sta combattendo per procura con tanto impegno, sta significando nella pratica altre tasse occulte per i cittadini: l’aumento vertiginoso dei costi dell’energia sono un danno solo per noi cittadini che dobbiamo fare il pieno o riscaldare casa. Lo Stato e le compagnie che trafficano in energia, esultano e fanno utili pazzeschi. Lo Stato con l’aumento corrispondente delle accise, e le compagnie con i nuovi contratti.
Per riassumere: i politici europei hanno dichiarato guerra alla Russia ed ai suoi prodotti energetici che arrivavano “puliti” con i gasdotti e gli oleodotti, mentre ora arrivano per nave e costano molto di piú. Questo ha innescato una inflazione che ha fatto godere banche, societá che trafficano in energia, tutti coloro che si stanno approfittando di questi aumenti per procurarne altri, ed a pagare siamo noi. Adesso alla festa sono state invitate le societá di assicurazione, e tutte quelle che fanno fatturato arrotondandosi i denti sui fondi “next generation”, ovvero quelli che la prossima generazione dovrá restituire, mentre i loro papá godono e fanno banchetti. Nel frattempo, dopo aver dato tanti soldi alla Tunisia per cercare di limitare gli sbarchi della invasione ormai evidente, il governo tunisino ha “negato” l’ingresso alla delegazione UE che doveva fare il punto della situazione.
Prendiamo schiaffi ovunque, come istituzione, e soprattutto, purtroppo, come cittadini.
L’inflazione fuori controllo, i tassi bancari alle stelle, le case che valgono sempre meno, obblighi di spesa ovunque, nuove tasse ovunque (si sta pensando di tassare i contenuti delle cassette di sicurezza) sempre meno servizi e quei pochi quasi inservibili…
Non sarebbe ora che se la smettessero di fare affari sulla nostra pelle?





