
La presidente della Commissione Ursula Von der Leyen ha indossato il ruolo Greta, pensando di essere in un vicolo, quello del Parlamento Europeo, per fare un gioco di prestigio da comiziante dilettante per saltare completamente un doveroso “consuntivo “ in Europa .
Una furbata da comiziante che per il rispetto che deve ai principi democratici va doverosamente evidenziato .
E’ un dovere elementare di rispetto nei riguardi degli elettori.
Un gioco spregiudicato, quello della baronessa di Ursula Von der Leyen, messo in ridicolo da una sua commissaria che, mentre lei concionava , continuava, davanti alle telecamere, a lavorare a uncinetto.
Ora che la baronessa Ursula le abbia sbagliate tutte sul piano geopolitico, come sulla strategia economica e produttiva è evidente ad ogni persona di buon senso. Pensare di assumersi il ruolo di un “continuismo” senza le naturali verifiche appare come una volgare protervia insensata.
Fatto questo triplo dialettico salto mortale, la presidente della Commissione europea ha chiesto a Mario Draghi di preparare un rapporto sul futuro della competitività europea e l’ex premier e già numero 1 della Bce non si è tirato indietro.
Von der Leyen, riferiscono all’Adnkronos fonti vicine al dossier, ha chiesto a Draghi di approfondire “un tema di assoluto interesse comune, in un quadro geopolitico in rapida evoluzione”, accendendo un faro “su come funzionano le relazioni che governano la competitività tra paesi o tra aree a livello globale”.
Concetti che Draghi avrà modo di sviscerare nel rapporto che gli è stato chiesto di stilare, assolvendo a un compito che ha acceso inevitabilmente la curiosità dei tanti
Qui però casca l’asino: Mario Draghi, che da storico cooptato in mille ruoli e da supremo teorico delle sanzioni, ha fatto la scelta dei muscoli, incentivando una politica europea di puro tifoso gregario, ha portato in un vicolo politico cieco il futuro di significativo peso di un Europa gregaria e senza idee.
A Draghi, l’uomo dei boicottaggi e delle svendite, Ursula chiede un lungo elenco di auspici come condizione di una sua copertura della attuale legislatura, che la salvi dall’obbligo del procedere con un consuntivo di una folle strategia green perseguita fino ad oggi.
E lo fa saltando la doverosa domanda d’attualità: quali sono risorse disponibili e materie prime con cui si può realisticamente contrastare la Cina e il resto del mondo ricco di materie prime fatto di Paesi i quali oggi politicamente rifiutano le vecchie politiche coloniali?
Oggi i giochi di prestigio del mondo della finanza creativa, che punta a costruire monopoli e espandere una cultura di censura e di cooptare nelle istituzioni i suoi servili personaggi, montando campagne di comunicazione su giornali e tv di profili fasulli di autorevolezza non reggono più. Tutto ciò non basta più e il gioco delle commedie e obsoleto .
Forse era molto meglio usare la testa e assumersi responsabilità dirette non da gregario professionista a contratto come è sempre stato nella sua vita professionale .
Ursula, come Gentiloni, sono solo la rappresentanza e la continuità dei loro totali nobiliari, propositori e parassiti che dirigono un orchestra burocratica dove lo spartito di fondo è scritto dal mondo della finanza .
Un dibattito va aperto in modo franco e brutale perché se ci troviamo nel bel mezzo del cuore di una guerra in Europa e non sappiamo più come uscirne lo dobbiamo ad una storica mancanza politica e a uomini che non hanno saputo assumersi responsabilità.
Certo rincorriamo come una liturgia vuota una “pace giusta “ sulle orme del Vaticano senza domandarci cosa sia “la pace giusta”. Serve domandarsi il perché – vedi le dichiarazioni furbesche della Merkel- quando per anni in Europa si è teorizzato che la diplomazia serviva a prendere tempo e non a trovare equilibri stabili ovvero avere un ruolo attivo nella geopolitica.
Facciamo consuntivi, ma non delegandoli a chi ha condotto il gioco barando mattina e sera con la logica dei boicottaggi insensati, con la spudoratezza che comunque a riserva c’erano muscoli che allo stato dell’arte attuale si è visto hanno solo prodotto disastri in tutti i paesi europei .
Forse è giunta l’ora di dire basta nel fare confusione e montare nebbie .
Una proposta si può proporre: ricordare Bettino Craxi in tutta Europa .
Una via intitolata a Bettino Craxi dovrebbe essere dedicata -anche a nome di tutti i leader socialdemocratici padri dell’Welfare – in tutta le città d’Europa, con la seguente motivazione politica: Craxi a Sigonella sottolineò come stare nella NATO significava stare con “pari dignità”, dove ogni Paese doveva possedere la doppia chiave delle proprie strutture militari sul territorio italiano per affermare anche simbolicamente la consensualita consapevole di comuni obbiettivi.
Una questione di primaria importanza politica, visto come si è sviluppato e regredito lo scenario politico in Europa, con nani e camerieri a contratto, è il tema della ripresa politica reale, dovrebbe iniziare positivamente da questo tempo perduto.
Senza pari dignità politica non esiste autonomia politica e non si difendono storia, radici e interessi .
Lo scenario geopolitico si può modificare se si alza il livello del confronto politico, diversamente l’alternativa è quella delle giustificazioni e della delega ad ottimati avventurieri senza anima.





