Home Opinioni IN ANTICIPO TUTTE LE PUNTATE DEL SERIAL SUL MISSILE DI USTICA

IN ANTICIPO TUTTE LE PUNTATE DEL SERIAL SUL MISSILE DI USTICA

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di Eugenio Baresi*

Ma che caspita di interessi ci sono?

Certo quella di Ustica è l’unica tragedia fra gli attentati subiti in Italia che ha avuto risarcimenti oltre agli indennizzi riconosciuti per legge.

In questi giorni è un fiorire di fantasiosi ricordi.

Prima l’intensità delle invenzioni era una all’anno.

Perfetta logica della disinformazione.

Chi ha la quotidianità della vita da affrontare tende a ricordare la sintesi: la battaglia aerea.

Quindi ogni anno protagonisti diversi, ma battaglia aerea come conclusione.

Questo ci si ricorda.

La strategia ha già dimostrato la sua utilità supportando le opinioni dei magistrati civili.

Come mai allora adesso un fuoco di fila quotidiano?

Come abbiamo già scritto attendiamo che la Procura di Roma concluda l’inchiesta aperta dal 2007 e condotta da un pubblico ministero che ha scritto un libro sulla vicenda con un avvocato di parte civile.

Normalmente la prova dei fatti viene sottoposta ad una verifica giudiziaria indicando i responsabili da perseguire.

Immaginiamo, pensando male, che alla fine ci racconteranno che nonostante il massimo impegno, l’abilità dei responsabili ha impedito agli inquirenti di raggiungere la prova dei fatti.

Ottima via d’uscita non sottoporre nulla a nessuna Corte.

Senza confronti dibattimentali si scardina il risultato delle Corti penali che hanno stabilito l’insussistenza della battaglia aerea.

Le Corti penali hanno già definito fantascienza immaginare una battaglia aerea dopo 272 udienze, dopo aver interrogato 400 testimoni, dopo aver confrontato perizie e dopo aver preteso che i periti confrontassero le loro affermazioni.

Secondo il nostro malevolo pensiero queste sentenze verrebbero dimenticate e derubricate a cosa superata.

ll risultato sarebbe quello di affermare che la battaglia aerea c’è stata, ma non si può dimostrare e quindi nessuna incriminazione, nessun processo, nessun confronto.

Utile e comoda affermazione.

Per questo la cosa migliore è preparare l’opinione pubblica con una quotidiana informazione di tante ricostruzioni, tutte divergenti nei fatti, ma tutte convergenti nel racconto della battaglia aerea.

Quello che conta non è la verità dei fatti, ma quello che si fa apparire.

Non pensiamo certo di aiutare chi questo interesse persegue, ma per risparmiare tempo li aggiorniamo delle versioni che hanno già raccontato negli scorsi anni, che hanno iniziato a riraccontarci e che nei prossimi giorni pensiamo continueranno a riraccontarci.

Le presentiamo, tutte 30, con la rigorosa indicazione di chi le ha pubblicate e quando le ha pubblicate.

Chi ha fatto 30 era l’autorevole Purgatori, l’autorevolissimo Amato ha fatto 31!

– IL MIG ARRIVA DALLA IUGOSLAVIA… POI UN AEREO AMERICANO SI SCONTRA, PROPRIO COSI’, CON IL Dc9… MA L’AEREO AMERICANO… NON CADE!!!

Un Mig libico, che proviene dopo manutenzione dalla Iugoslavia, si infila sotto al Dc9 sbagliando perché pensa sia un Air Malta, quando se ne accorge cerca di allontanarsi ma viene visto dal copilota del Dc9 e dalle difese aeree della NATO. Si alzano in volo americani, francesi ed italiani con un aereo americano che in una manovra azzardata colpisce l’ala del Dc9, lo fa precipitare integro, mentre il Mig fugge e senza carburante si schianta sulla Sila con il pilota che essendo ben in salute non si capisce perché non si lanci con il paracadute. (film di Martinelli, 2016)

– ANCORA IL MIG CHE COMPARE MISTERIOSAMENTE SULL’APPENNINO… PRIMA DOVE ERA… MA!?!

Invero l’informazione che uno o due Mig si siano palesati sotto al Dc9 ancora sull’appenino tosco emiliano assume validità del suo fantasioso esistere nelle opinioni raccontate da Rosario Priore al giornalista Giovanni Fasanella nel suo libro “Intrigo internazionale” (libro di Fasanella, 2010)

– ADESSO IL MIG ARRIVA DALLA LIGURIA.

La prima versione ci racconta del “noto e ignoto” aereo proveniente da ovest, questa volta però dalla Liguria, si infila sotto al Dc9, lo dice la traccia radar, ma vale ricordare che le tracce radar si incontrano con dieci minuti di differenza.

Poi ancora narra di come nell’area di Ponza vi sono attività volative, fa niente che come abbiamo visto siano inesistenti, che anche se non fossero inesistenti siano sempre con orari sfalsati rispetto al passaggio del nostro aereo e soprattutto non c’entrino con l’area del disastro.

La cosa drammatica è che tale descrizione inverosimile è raccontata, persino con una affascinante striscia di disegni, affermando con sicumera che è tratta dalla perizia radaristica Dalle Mese. (La Stampa, 1997)

– ECCO CHE IN VACANZA CI SVEGLIANO GLI AEREI… FRANCESI.

Un’altra delle invenzioni ultimamente ripresa riguarda questa volta solo i francesi che partiti in massa dalla base di Solenzara in Corsica e dalla portaerei Foch, sempre per colpire un Mig libico, abbattono invece il Dc9. (Matrix, 2016)

– PER I RUSSI, CHE SONO STATI I PRIMI A PARLARE, LA COLPA E’ OVVIAMENTE DELLA NATO. GLI INGLESI ALLORA DICONO CHE SONO I LIBICI… OVVIAMENTE CON AEREI RUSSI.

La versione del nuovo “triangolo delle Bermuda” nel Tirreno promossa dai sovietici è già nota, ma ci sono anche gli inglesi, veramente con un paio di anni di ritardo, che ci raccontano con la consulenza di tecnici statunitensi il fatto che l’aereo sia stato abbattuto da un missile ma questa volta lanciato da un Mig libico. (BBC, 1982)

CI INFORMANO DI UN BEL GROSSO AWACS STATUNITENSE.

Ecco un “Awacs” statunitense, un aereo radar, perché dedicato al controllo dei cieli per il passaggio degli aerei che partivano dopo la conclusione del vertice internazionale del G7 di Venezia.

Per inciso il vertice era terminato il 23 giugno.

Si afferma con perentoria certezza che questo aereo ha visto certamente il Mig libico che si intrometteva nella rotta del Dc9 e molto altro. (Corriere della Sera, 2011)

– ECCO IL MARESCIALLO IN PENSIONE CHE DICE DI ESSERE DOVE NON POTEVA ESSERCI, INFATTI NON C’ERA… MA SA TUTTO.

In una nuova versione aumenta la precisione indicando sia la nazionalità dei protagonisti (Libia, Stati Uniti), ma persino gli aerei (Mig, Tomcat).(L’Ora, 1992)

– ADESSO L’AEREO GROSSO E’ UN TUPOLEV!

C’E’ GHEDDAFI SULL’AEREO DA COLPIRE.

Ora in un altro caso i servizi segreti francesi sanno di un aereo libico con a bordo Gheddafi e sono quindi pronti ad abbatterlo, ma abbattono il Dc9.(Bliz Quotidiano, 2011)

– ARRIVANO I NOSTRI!!!

COMPAIONO FINALMENTE GLI F104 ITALIANI.

Ancora vi è il solito Mig sotto al Dc9, che è stato visto dai 104 di Grosseto, che però bisogna ricordarlo, incredibilmente chiudono ogni attività: cioè rientrano alla base che chiude l’operatività.

Allora non si sa chi ma americani o francesi… ci pensano loro.(laRepubblica, 1993)

– UN MARESCIALLO LAVORA IN UNA SALA CONTROLLO RADAR.

Si ricorda che un Crusader americano, cambiamo aereo, quella sera partì da Verona Villafranca e ritornò qualche tempo dopo il disastro. Che un aereo americano normalmente imbarcato sulle porterei e già dismesso, partisse da Verona, operativa come base italiana di soli ricognitori, per arrivare ad intercettare un presunto Mig fino ad Ustica resta un mistero.
Almeno questa volta non ci crede nemmeno Priore. (rinvio a Giudizio Priore, 1999)

– POI, OVVIO CI SONO I MISTERIOSI RITROVAMENTI E COSI’ COMPARE UN SERBATOIO DI AEREO DISPERSO IN MARE.

Era impiegato su velivoli subsonici, A-4 e A-7, entrambi aerei da attacco al suolo e non caccia intercettori ed è stato sganciato in mare almeno attorno agli inizi degli anni ‘70, venendo poi dismesso dall’uso. Ma faglielo capire! (come sopra)

– PERSINO LE CORSE FRA AEREI CIVILI A TESTIMONIARE LA CONFUSIONE DEI CIELI E L’ERRORE CHE HA PORTATO AL DISASTRO. E NOI ITALIANI PREFERIAMO ALMENO LE VERSIONI RACCONTATE DAI SOTTUFFICIALI… SONO PIU CREDIBILI DI UN SOLDATO SEMPLICE.

Una quasi gara nella quale un Boeing 720 dell’Air Malta supera in velocità il nostro Dc9 e tutto questo visto da un ennesimo maresciallo ai radar che lo acquisisce dal radar di Marsala. Poi, verificato il tutto si scopre che al momento del disastro l’Air Malta risulta ancora sull’Argentario. ( Punto condor di Bianchissi e Colarieti, 2002)

– FINALMENTE E FINANCO I LIBICI CHE FANNO TUTTO DA SOLI. PARTONO DAI NOSTRI AEROPORTI, MA NEMMENO QUESTO INCREDIBILE “DETTAGLIO” FA PRESUMERE ALLA DISINFORMAZIONE ITALIANA CHE SIA UNA AUTENTICA BUFALA. E POI SONO BELLISSIMI I COLORI DELLE LIVREE.

Un Mig libico decolla da Pratica di Mare, addirittura immaginandolo con i colori azzurri e bianchi degli aerei da addestramento. Si infila sotto il Dc9, ma viene visto dagli americani e dai francesi che si attrezzano per colpirlo, a questo punto due Mig, questi con livrea da combattimento, marrone e verde, si alzano in volo da una base in Sardegna, forse San Lorenzo in Muravela, e si predispongono per proteggere l’altro Mig.
Risulta colpito il Dc9, uno dei Mig, comunque danneggiato finisce in Sila, ma non contenti si va a sostituirlo perché i colori della livrea non possono essere di quella da combattimento, ma di quella da esercitazione. (ANSA E L’EUROPEO, 1992 – ripresi poi da Ustica, la tragedia e l’imbroglio, di Bruni e Moroni, 2003)

– L’AIR MALTA RIMANE NEI CUORI DI MOLTI ED ECCOLO SEMPRE PROTAGONISTA. MA SEMPRE IN UN ALTRO POSTO.

Un Mig libico partito dalla Sardegna  vuole abbattere il volo Air Malta e si sbaglia abbagliato dal sole, non negli occhi ma alle spalle, e abbatte il Dc9.
Parrebbe eccessivo immaginare una così intensa presenza di aerei libici, non tanto e solo nei nostri cieli, ma persino nei nostri aeroporti! (Tempi, 2011)

– ADESSO DOBBIAMO CAMBIARE UN POCO ZONA DI PROVENIENZA PER NON OFFENDERE NESSUNA PARTE DI ITALIA E COSI SIAMO IN CALABRIA.
MA FOSSE SEMPLICEMENTE COSI’ SAREBBE PERSINO NOIOSO.
ECCO ALLORA GLI ISRAELIANI CHE ARRIVANO DALLA CALABRIA.

E così eccoci in Calabria con appunto gente che racconta di fuochi in cielo fa niente se vengono da sud e sud-ovest a pelo d’acqua e siamo a Isola Capo Rizzuto sullo Jonio e non si capisce come possano appunto essere a pelo d’acqua se venissero dal Tirreno. negli anni successivi si documenta il signore e guardando decine di foto pensa proprio che siano F16.
Poi gli dicono che di quel colore sono israeliani. Dire cazzate da soli non è bello , in compagnia è meglio! Poi ci sarebbe da dire che gli F16 vennero consegnati agli israeliani nel 1982!!! (il Fatto quotidiano 2011)

– ANCORA I FRANCESI E LE LORO PORTAEREI.

La Clemenceau e la Foch, secondo le risposte francesi, quella notte erano nei dintorni o addirittura nel porto di Tolone, quindi molto distanti dalla zona di Ustica. Si sa inoltre che tra il 7 e l’8 giugno la Foch era alla fonda in un porto della Corsica. Questo fornisce un contesto importante e una conferma almeno parziale a un fatto ormai ritenuto assodato; la presenza di una portaerei nella zona in cui il Dc 9 fu abbattuto. Il disastro come tutti sanno avviene 20 giorni dopo, ma cosa volete, l’importante è raccontare che ci sono passati i francesi.
Ognuno di noi deve augurarsi non viaggiare su una strada in cui si verificherà un incidente perché per il semplice fatto di esserci passato potrebbe esserne il responsabile! (l’Unità, 2014).

– UN PILOTA ALITALIA, CHE 33 ANNI DOPO, RACCONTA L’INCREDIBILE VERSIONE DEL “FORSE MI E’ APPARSO”.

Questo pilota racconta di aver incrociato lui in volo da Palermo, pochi minuti dopo la partenza, una flotta composta da una che sembrava una portaerei e da altre navi non individuabili, ma certo non pescherecci, nei mari di Ustica.
Una testimonianza, decine di anni dopo, e pare strano che mai nessun altro pilota, abbia avuto il sentore di immaginare utile aver visto una portaerei in quei luoghi in quei giorni.
Se la Saratoga era a Napoli, una portaerei francese da Ustica per ritornare a Tolone doveva attraversare tutto il Tirreno.
E siccome tutti, ma proprio tutti sapevano dell’accaduto, figuriamoci i piloti di aerei civili, nessun altro ha visto o raccontato nulla. E pensate quanti aerei hanno attraversato in quei giorni, come in tutti gli altri giorni le rotte del Tirreno. (laRepubblica, 2013)

– RESTIAMO CON I PILOTI ED UN’ALTRO CI RACCONTA IN MANIERA PRECISISSIMA DI AVER VISTO RIAFFIORARE I CORPI E CHE DI CONSEGUENZA L’AEREO NON ERA STATO NE’ COLPITO DA UN MISSILE NE’ ESPLOSO IN VOLO. ERA AMMARATO E POI AFFONDATO.

Il Dc 9 è affondato imbarcando acqua lentamente da una falla. Si è fermato a 50-70 metri perché, all’interno, la pressione dell’aria e dell’acqua si compensavano. Poi la pressione dell’acqua ha provocato il cosiddetto “colpo di ariete” che ha sfondato la coda. In quel momento i cadaveri hanno cominciato a risalire»”. (Oggi, 2010)

– ADESSO RITORNIAMO AL COMPLOTTO ED A GHEDDAFI CHE DOVREBBE ESSERE SUL SUO AEREO DA ABBATTERSI DA “SUOI” AEREI LIBICI IN UN CIELO IN CUI AMERCANI E FRANCESI FANNO LE GUARDIE AI LATI, POI CI SONO I NOSTRI CHE TENTANO DI DEVIARE IL Dc9 ITAVIA E POI SUCCEDE IL “PATATRAC”.
GHEDDAFI POI SI FERMA IN VACANZA A MALTA… CON CUI STA LITIGANDO… MA QUESTO E’ UN ULTERIORE INCISO.

Dunque: il 27 giugno è previsto un volo di Gheddafi da Varsavia a Tripoli, che deve passare sopra il Tirreno. L’abbattimento di Gheddafi non interessava solo l’Aeronautica libica: c’era la Francia, c’erano gli Stati Uniti … Il piano prevedeva che due aerei libici “rinnegati” abbattessero Gheddafi e poi andassero ad atterrare a Gioia del Colle o, in alternativa, a Crotone. L’ordine originario, quindi, era quello di tener sgombro il basso Tirreno da altri aerei… L’aereo di Gheddafi (sembra, tra l’altro, che il leader libico si servisse di un DC9 per i suoi spostamenti) devia e stranamente non torna in Libia ma atterra a Malta, dove rimane ospite di Dom Mintoff per una settimana…”. (Instoria, 2009)

– GIA’ CHE STIAMO PARLANDO DEI NOSTRI ECCOLI FINALMENTE PROTAGONISTI. LO RACCONTA ADDIRITTURA UN SENATORE CHE LO HA APPRESO DA UN MARESCIALLO DELL’AERONAUTICA. COSI’ ECCO CHE , NON SI SA, SE IL MARESCIALLO SIA LO STESSO, MA RICOMPARE IL RACCONTO GIA’ CONOSCIUTO CHE E’ SMENTITO DAL FATTO CHE LA BASE DI GROSSETO HA INDUBITABILMENTE CHIUSO LE OPERAZIONI PRIMA DEL DISASTRO.

“E’ stato un missile italiano, a testata inerte, a squarciare la carlinga del Dc 9 Itavia”. Questa affermazione è stata fatta dal senatore Erminio Boso che ha inoltre fornito altri particolari. Questa la verità del parlamentare della Lega: il Dc 9 è stato abbattuto da due caccia italiani F 1O4 che hanno lanciato un missile “ibrido”, cioè dotato di una piccola carica sull’ogiva e di una seconda carica di sfere di piombo. Il sen. Boso ha precisato che quelle misteriose scie sulla carlinga del Dc 9, ripescato in mare, come fossero graffi di un grosso animale, sono state procurate dalle sfere di piombo. L’ aereo perforato dal missile “ibrido” sarebbe esploso in volo per lo sbalzo di pressione…
Le sue informazioni, comunque, provengono, come lui stesso ha dichiarato, da un maresciallo dell’Aeronautica di cui non ha voluto fornire le generalità. (laRepubblica, 1994)

– UN ULTERIORE TESTIMONE CHE RACCONTA DI AVERE AVUTO CONFIDENZE DA UNA PERSONA NON PIÙ IN GRADO DI CONFERMARE TUTTO CIÒ. QUELLA PERSONA LO AVEVA SAPUTO DA UN’ALTRO. INSOMMA, QUESTA ULTIMA PERSONA L’AVEVA SAPUTO DA UNA PERSONA CHE L’AVEVA SAPUTO DA UN’ALTRA PERSONA.

“Secondo alcune ricostruzioni, il sottufficiale avrebbe confidato ad un capitano della base di Pisa che il Dc 9 sarebbe stato abbattuto dai nostri caccia… sembra abbia detto al capitano di Pisa: “Non posso fornire documentazioni di nulla, qui è un casino, mi fanno fuori. Ma lei ricontrolli i missili a guida radar a testata inerte e gli orari di atterraggio”.
E questo passaggio raccontato da La Repubblica nel 1994 ci viene raccontato dalla terza persona in Commissione stragi.( laRepubblica, 1994. Audizione Commissione stragi, 1995.)

– PER RIMANERE IN TEMA CON I NOSTRI AEREI PROTAGONISTI ECCO CHE UNO SI RICORDA CHE IL SUO INTERLOCUTORE NEL 1986 PARLANDO DI UN INCIDENTE AEREO, E LO PARAGONA AD USTICA, SI INCUPI’. QUELLA PERSONA ERA UNO DEI PILOTI DELL’AERONAUTICA MORTI NELL’INCIDENTE DELLE FRECCE TRICOLORI A RAMSTEIN. SICCOME NON C’E’ PIU’ SI PUO’ COSTRUIRE QUELLO CHE SI VUOLE. CHE TUTTI I DATI TECNICI ED I DATI DI FATTO SMENTISCANO IL RACCONTO NON IMPORTA E… VIENE RACCONTATO.

La sera del 27 giugno 1980 Nutarelli e Naldini si alzarono in volo dalla base di Grosseto con i loro F 104. Intercettarono il Dc 9 Itavia, lo affiancarono e poi scoprirono qualcosa di molto grave perché lanciarono il segnale di allarme, ma non via radio. “Squoccarono” elettronicamente il codice di emergenza e per essere più sicuri che il loro segnale fosse stato recepito, come da manuale, fecero una manovra a triangolo che serve proprio per avvertire gli operatori radar a terra di una situazione di massima allerta. Non usarono la radio evidentemente per non farsi intercettare da altri. È la prova che Nutarelli e Naldini avevano scoperto qualcosa di veramente grave. Forse aerei non della Nato che avevano violato il nostro spazio aereo. Pare che nei giorni successivi abbiano confidato a qualche collega che c’era stato un combattimento aereo… Anche loro hanno sparato. E sono tornati alla base con 450 chili in meno sul loro caccia. Contro chi non lo so ma è chiaro che il segnale di emergenza generale che hanno usato, lo si lancia solo quando c’è una situazione di combattimento». (Oggi, 2010)

– ECCOCI QUINDI, LASCIATI PERDERE MARINAI, SOTTUFFICIALI E UFFICIALI NON ELEVATI IN GRADO… CON UN GENERALE DELLA EX UNIONE SOVIETICA, YURI SULIMANOV, COADIUVATO DA UN COLONNELLO, ALEXEI PAVLOV. BADATE BENE CHE QUESTA VOLTA GLI AEREI NON PARTONO DA UN PORTAEREI, MA DALLA SARDEGNA.

“Spunta un altro testimone della tragedia di Ustica, il generale in pensione Yuri Sulimov, in servizio in Libia all’epoca dell’incidente aereo. E conferma, in un’intervista al gr1 la testimonianza resa lo scorso tre marzo, sempre al gr1, dal ”colonnello Alexei Pavlov”, nome di copertura dell’ex residente del Kgb a Tripoli, secondo cui furono ”caccia americani ad abbattere il dc 9 dell’Itavia sui cieli di Ustica il 27 giugno del 1980”, caccia partiti ”da una base italiana in Sardegna e non da una portaerei come si è detto in tutti questi anni”. (Adnkronos e Rai Gr1, 1993).

– QUI ABBIAMO UN DOCUMENTO DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI CHE CI INFORMA DI UN PILOTA LIBICO CHE SCAPPA, VIENE INSEGUITO DA DUE MIG, ARRIVA FINO NEL TIRRENO E FINALMENTE VIENE COLPITO INSIEME AL Dc9. IL LIBICO È QUELLO CHE CADE IN CALABRIA.

“Ed ecco l’epilogo. Dai Mig fedeli a Gheddafi sarebbero partiti due missili: uno sarebbe andato a colpire il Dc 9 dell’Italia, che proprio in quel momento si sarebbe trovato sulla traiettoria dell’aereo inseguito. Risultato: l’aereo di linea si sarebbe disintegrato in volo. Ma anche il caccia, colpito a sua volta dalle mitragliere di bordo degli altri due Mig, sarebbe precipitato a Timpa della Magara”.(Il Nuovo, 1988).

– ED ESSENDO IN CALABRIA ECCO L’ENNESIMA VERSIONE FINALMENTE CON GLI ISRAELIANI CHE NELLA LORO PERVERSIONE SI INVENTANO PERSINO IL DEPISTAGGIO DEL NOTO MIG LIBICO.

“La sera del 27 giugno 1980, passate le 21 e pochi minuti dopo l’inabissamento dell’aereo nei pressi di Ustica, qualcuno vide un aereo militare volare a bassa quota sulla città di Catanzaro. Forse l’aereo militare coinvolto in una battaglia ad alta quota, in cui sarebbe stato abbattuto il DC 9, scaturita dell’intercettazione da parte degli israeliani della rotta di un cargo francese. Tale cargo, tutt’altro che casualmente, posto sulla scia del DC 9 stava trasportando uranio in Iraq e nel tentativo di fermarlo gli israeliani sarebbero intervenuti. Solo che avrebbero colpito il DC 9, abbattendolo. Il cargo di uranio sarebbe giunto in Iraq e avrebbe compiuto indisturbato la missione. Quel mig libico ritrovato nel Castelsilano crotonese (allora provincia di Catanzaro) sarebbe stato solo uno dei numerosi elementi di depistaggio in questa vicenda che dunque potrebbe avere come protagonisti i servizi segreti italiani e stranieri”. ( ReggioTV, 2014)

– MA CON GLI ISRAELIANI NON POTEVA MANCARE UNA POTENZA DI FUOCO INCREDIBILE. ECCOLI CHE ATTRAVERSANO L’INTERO MEDITERRANEO.

Un intero esercito, composto da Phantom F4, Kfir o A4, Boeing 707 attrezzati per assistenza radar, Boeing 707 per rifornimento in volo, svolazza segretamente nei cieli del Mediterraneo e del Tirreno meridionale per colpire un Airbus A300 dell’Air France con nientemeno che un carico di uranio per l’Irak.
Disgraziatamente quell’aereo non è mai decollato ed il nostro Dc9 che era partito con due ore di ritardo si è trovato in quel posto senza che un simile esercito si fosse accorto che proveniva da una rotta diversa e non era un Airbus francese.
In questa versione finalmente manca un Mig. (Il quinto scenario, Rizzoli, 1994).

– MA POI C’È ANCHE LO STUDIO TECNICO CHE ESSENDO UNO, LO STESSO, VIENE PRESENTATO CON DUE VERSIONI DIFFERENTI.

NON CI POTRETE CREDERE, MA E PROPRIO COSI’!!!

– Secondo la relazione che è stata depositata al processo civile “Ustica bis” in corso a Palermo, l’aereo non si frantumò in volo. Riproducendo lo scenario all’ultimo istante nel quale il Dc-9 ha comunicato la propria posizione, il professore De Marco ha ricostruito la traiettoria di caduta che si concluse con un impatto sull’acqua: il velivolo entrò in mare integro, dopo essere caduto a vite, con la punta e l’ala destra, e poi si inabissò…Un oggetto ha creato un foro, qualcosa in coda, il cono di coda quasi certamente si è distaccato, l’aereo ha perso il controllo. A quel punto il pilota non ha potuto fare nulla. (laRepubblica, 2014).

– Lo studio, durato nove mesi, e redatto su richiesta dell’avvocato delle vittime Daniele Osnato, fa emergere un’importante novità sulla dinamica dell’incidente che ha portato alla morte 77 passeggeri e 4 uomini dell’equipaggio: la nuova simulazione, oggi possibile grazie ad un software open source sviluppato dallo stesso Professor De Marco, ipotizza che quella notte di 34 anni fa l’aereo potrebbe aver impattato contro una possibile forza d’urto contraria che lo avrebbe fatto sobbalzare dalla sua rotta originale; a quel punto l’aereo avrebbe iniziato ad avvitarsi su sé stesso e poi sarebbe precipitato pressoché integro verso la superficie del mare. (Corriere della Sera, 2014)

– L’INTERVISTA AL MARINAIO BRIAN SANDLIN

Questa intervista non la descriviamo nuovamente avendola ormai più volte ridicolizzata. Però nel produrre falsità ha un posto di rilievo perché ha consentito a Purgatori di poter dire: ho fatto trenta! (Atlantide 2017). La successiva trasmissione di Atlantide del 2020 è stata un poco un remake di alcune delle cose che qui abbiamo presentato.

– AMATO, ESSENDO AUTOREVOLE HA FATTO 31!!

Così ritornano i francesi, forse, ma potrebbero esserci gli americani e noi abbiamo contribuito, ma i libici hanno compartecipato.

Non sapremmo come definire quanto Amato non ci ha fatto conoscere avendo lui modificato i termini della questione più volte.

In questi ultimi giorni abbiamo fatto però molto più di trentuno con qualche anziano che come Amato è molto timoroso dell’aldilà.

Così ci hanno detto loro.

Ma quelli che sono superesperti e che promuovono il Paradiso e che minacciano l’inferno ci hanno sempre detto che le bugie portano nel posto alquanto disagevole. (laRepubblica 2023 con la gentile collaborazione della disinformazione italiana)

 

*segretario della Commissione stragi

 

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