L’antinazismo muro eretto a difesa del potere di un’alleanza tra democristiani, verdi e socialisti bocciata dal popolo
Nel suo discorso a Monaco di due anni fa, il vicepresidente degli Stati Uniti ha detto che la minaccia per l’Europa è l’arretramento dai valori fondamentali ed è stato profetico.
“La minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa – ha detto Vance – non è la Russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno. Quello che mi preoccupa è la minaccia dall’interno: l’arretramento dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali, valori condivisi con gli Sta Uni d’America”.
“Mi ha colpito il fatto – ha aggiunto – che un ex commissario europeo sia andato recentemente in televisione e si sia rallegrato del fatto che il governo rumeno abbia appena annullato un’intera elezione. Ha avvertito che se le cose non dovessero andare come previsto, la stessa cosa potrebbe accadere anche in Germania. Queste affermazioni così disinvolte sono scioccanti per le orecchie degli americani. Per anni ci è stato detto che tutto ciò che finanziamo e sosteniamo è in nome dei nostri valori democratici condivisi. Tutto, dalla nostra politica sull’Ucraina alla censura digitale, è costruito come una difesa della democrazia. Ma quando vediamo tribunali europei che annullano elezioni e alti funzionari che minacciano di annullarne altre, dovremmo chiederci se ci stiamo attenendo a uno standard adeguatamente elevato. E dico noi stessi perché credo fondamentalmente che siamo nella stessa squadra. Dobbiamo fare di più che parlare di valori democratici, dobbiamo viverli”.
Bruxelles e Berlino, che proclamano ad alta voce il solito stanco ritornello dell’antifascismo come salvaguardia dei propri interessi, erigono un muro nei confronti di forze di destra che loro, ossia verdi, socialisti e democristiani (al servizio della finanza globalista), ritengono naziste.
In buona sostanza, chi non vota per democristiani, socialisti e verdi o è nazista o è un povero ignorante, come ci hanno spiegato a più voci i rappresentanti delle élite radical chic debosciate in questi giorni.
La cronaca ci consegna logiche da dittatura da DDR.
Le istituzioni di Bruxelles hanno minacciato il congelamento di circa 2,95 miliardi di euro di fondi comunitari destinati allo Stato federale della Sassonia-Anhalt.
Questa potenziale misura punitiva è legata agli sviluppi politici interni al Land tedesco e in primo luogo alla vittoria dell’AfD nelle elezioni regionali di settembre 2026.
Esponenti del Parlamento Europeo (tra cui l’eurodeputato dei Verdi Daniel Freund) hanno formalmente chiesto alla Commissione Europea di applicare il “meccanismo di condizionalità sullo stato di diritto”.
Si tratta dello stesso strumento già utilizzato in passato contro Ungheria e Polonia.
Se il futuro governo regionale guidato o influenzato dall’AfD dovesse violare i valori fondamentali dell’UE o i diritti civili, Bruxelles potrebbe bloccare l’erogazione dei 2,95 miliardi di euro stanziati nel bilancio europeo 2021/2027.
Tali fondi sono destinati a finanziare infrastrutture pubbliche essenziali nel Land, tra cui la ristrutturazione di scuole, asili nido, ospedali e impianti sportivi.
Al momento si tratta di un avvertimento formale e di una forte pressione politica. La sospensione effettiva del denaro avverrà solo nel caso in cui le azioni concrete del nuovo esecutivo regionale violino apertamente i trattati europei.
Nel frattempo Berlino ha avviato una durissima e inedita contromisura di sicurezza.
Il Ministero della Difesa tedesco sta valutando di tagliare fuori il futuro governo della Sassonia-Anhalt dai piani militari segreti di difesa nazionale qualora l’estrema destra dell’AfD dovesse guidare o far parte dell’esecutivo regionale.
I dettagli di questa drastica iniziativa politica e di sicurezza includono il blocco dell’OPLAN. Il Ministro della Difesa, Boris Pistorius, ha comunicato l’intenzione di negare alla Sassonia-Anhalt l’accesso all’Operation Plan Deutschland (OPLAN).
Si tratta di un documento riservato di circa 1.000 pagine che stabilisce la strategia di difesa della Germania e della NATO in caso di escalation militare con la Russia.
L’intelligence interna tedesca (rimessa in piedi dagli Usa nel Dopoguerra con gli uomini dei servizi di Hitler!) classifica la sezione dell’AfD in Sassonia-Anhalt come “estremista di destra accertata” e il governo federale teme formalmente che la consegna di piani NATO sensibili a un Land governato dall’AfD possa esporre il Paese a gravi rischi di spionaggio o fuga di notizie a favore della Russia.
Normalmente tutti i 16 governatori dei Länder hanno accesso a questo piano, dato che le regioni gestiscono la logistica e la protezione civile in caso di emergenza.
Isolare la Sassonia-Anhalt creerebbe un precedente unico nella storia della Repubblica Federale, configurandosi come un “isolamento di sicurezza”, molto simile a un commissariamento politico.
Sebbene non si tratti di una rimozione forzata dei poteri amministrativi locali, questa mossa rappresenta la rottura istituzionale più profonda mai minacciata da Berlino nei confronti di un proprio Stato federale.





