
La prossima tornata elettorale sarà un vero termometro che non riguarderà solo il territorio dove si è chiamati al voto, ma sarà anche il palcoscenico dove si potranno comprendere molti giochi di potere che covano sotto le ceneri .
A Brescia, altro comune come Milano governato dal Centrosinistra, il fuoco amico è arrivato da Guido Galperti, proveniente dalle file democristiane, per due legislature parlamentare del Pd e successivamente consigliere regionale dello stesso partito, il quale ha bocciato la candidatura di Laura Castelletti per il Pd è ha detto che appoggerà il centrodestra perché il gioco nel “centrosinistra è chiuso è autoreferenziale”.
Un’accusa politicamente pesantissima, quella di Galperti, fatta alla vigilia elettorale, per di più fatta con una pubblica conferenza stampa.
Il significato implicito che se ne deduce è che i tanti mal di pancia politici non riguardano di certo il confronto sui distinguo delle idee, ma esclusivamente su un’occupazione del potere sviluppata attraverso protezioni e continuità nel metodo e nel merito .
Segno di una mancanza di visione .
Un’altra micidiale bordata da sinistra è arrivata dal consigliere Ghidini del M5S, il quale ha sollevato la questione che Renato Mazzoncini, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, non potrebbe essere l’amministratore delegato di A2A. «L’ 11 giugno 2018 – ha detto Ghidini a proposito di Mazzoncini – è stato rinviato a giudizio dal gup del tribunale di Perugia. Stando alla Carta di Pisa, sottoscritta dal Comune di Brescia nel giugno 2014, non potrebbe diventare amministratore delegato di A2A società partecipata dalla Loggia».
Il punto è politicamente insidioso, perché riguarda l’utilizzo strumentale e puramente propagandistico che l’amministrazione di Centrosinistra ha fatto in questi ultimi anni, utilizzando per pura propaganda documenti etici da sbandierare. Quando però le questioni etiche dovevano essere messe in pratica, la scelta è stata quella di privilegiare brutalmente i giochi di potere carsici .
E questo atteggiamento, si sa , è il cardine della cultura del trasformismo a tutto tondo. La politica degli struzzi viene spesso utile ed è un buon viatico per aiutare quelle acrobazie che servono nella rimozione di documenti che si richiamano ai sacri principi .
Lo specchietto delle allodole, strumento che ben conoscono i cacciatori bresciani, è un approccio efficace nelle battute di caccia al pari delle competizioni elettorali .
Con la nomina di Renato Mazzoncini ad amministratore delegato di A2A a pochi giorni dalle elezioni del Comune di Brescia, il contenzioso forte si è aperto, in quanto il Comune di Brescia, con quello di Milano, a pochissimi giorni da un delicato appuntamento, sul piano dello stile appare come una procedura di sola protervia che denota una scarsa considerazione democratica del corpo elettorale .
Il realismo politico cui spesso si richiama il Pd questa volta è andato in cavalleria, perché rappresenta solo il volto della paura politica (sono gli alleati che attaccano) e fa emergere un’insicurezza palese, che costringe a forzare la mano.
Certo, hanno nominato Renato Mazzoncini, uomo che sarebbe gradito a Sala, alla guida della più importante utility italiana, ma a che prezzo politico .
Un atto che dimostra tutta la distanza che può esistere tra lo sbandierare e votare in Consiglio comunale in Loggia i sacri principi come la carta di Pisa, utile per catturare anime belle, ma poi, al momento della pratica, dimostrare di possedere un vuoto di memoria e farsi ridicolizzare dal rappresentante del M5S in consiglio comunale .
Questo è il cuore pulsante a cui si richiama il documento spartiacque che cita testuale: “La Carta di Pisa non va considerata come un documento rigido e immodificabile. Al contrario, essa intende porsi come duttile strumento di riferimento dal quale ogni ente locale potrà attingere per cercare di agire concretamente sul versante della prevenzione delle nuove e più insidiose forme di corruzione e per promuovere la cultura della trasparenza e della legalità.
Non una legalità qualsiasi. Ma la legalità democratica, ispirata ai principi e ai valori della nostra Costituzione, che richiede a chi rappresenta le istituzioni o ha assunto un incarico pubblico di operare con imparzialità, disciplina e onore”. Inizio modulo





