Home Politica estera Il Donbass resta irraggiungibile e Zelensky sfida la narrativa

Il Donbass resta irraggiungibile e Zelensky sfida la narrativa

0
di Giuseppe Gagliano*
Ucraina. Il Donbass resta irraggiungibile e Zelensky sfida la narrativa del Cremlino
Volodymyr Zelensky torna a colpire la strategia comunicativa del Cremlino ricordando le numerose scadenze fissate da Mosca e puntualmente rinviate per la conquista del Donbass. Il presidente ucraino sostiene che i continui ritardi dimostrino come la Russia, pur mantenendo l’iniziativa sul campo, non sia riuscita a trasformare la superiorità numerica e industriale in una vittoria decisiva.
Dall’inizio del conflitto Mosca ha presentato la conquista del Donbass e delle quattro regioni annesse come l’obiettivo principale della guerra. L’avanzata, tuttavia, procede lentamente e a costi elevati in termini di uomini, mezzi e risorse. Per il Cremlino il controllo completo del Donbass rappresenta un traguardo politico prima ancora che militare, indispensabile per poter rivendicare il successo dell’operazione.
Sul piano diplomatico le posizioni restano inconciliabili. La Russia continua a subordinare qualsiasi negoziato al ritiro delle forze ucraine dai territori rivendicati e alla rinuncia di Kiev all’ingresso nella NATO. L’Ucraina ribadisce invece di aver avanzato proposte per ridurre le ostilità, accusando Mosca di respingerle sistematicamente. In questo contesto i tentativi di mediazione internazionale non hanno finora modificato gli equilibri sul terreno.
Il fronte più delicato resta quello di Kostiantynivka, nodo strategico della linea difensiva che protegge Sloviansk e Kramatorsk. Le forze russe continuano a esercitare una pressione costante con artiglieria, droni, bombe guidate e infiltrazioni di piccoli reparti, puntando a logorare la capacità difensiva ucraina piuttosto che ottenere rapidi sfondamenti. Kiev sostiene che la città possa ancora resistere, ma diversi analisti segnalano un progressivo peggioramento della situazione tattica.
La strategia russa continua a basarsi sulla superiorità di uomini, mezzi e capacità di assorbire perdite, ottenendo però avanzamenti limitati e molto costosi. L’Ucraina risponde intensificando gli attacchi in profondità contro depositi di carburante, infrastrutture energetiche, raffinerie e linee logistiche, nel tentativo di rallentare l’offensiva e aumentare il costo della guerra per Mosca. Queste operazioni hanno provocato disagi nella distribuzione dei carburanti in alcune aree russe, senza tuttavia arrestare le operazioni militari.
Anche il fronte economico assume un peso crescente. Per la Russia le difficoltà nella gestione delle forniture interne di carburante rappresentano un elemento di vulnerabilità dell’immagine di stabilità che il Cremlino cerca di trasmettere. L’Ucraina, invece, continua a dipendere dal sostegno finanziario e militare occidentale, condizione essenziale per mantenere la capacità di resistenza.
La guerra entra così in una fase di logoramento nella quale nessuna delle due parti può permettersi concessioni sostanziali. Mosca punta a dimostrare che il tempo gioca a suo favore, mentre Kiev cerca di trasformare ogni ritardo russo in una prova dell’incapacità del Cremlino di conseguire gli obiettivi dichiarati. Il Donbass rimane il principale teatro dello scontro, ma il conflitto si estende ormai anche alle infrastrutture energetiche, alla logistica e alla tenuta economica dei due Paesi, rendendo sempre più difficile immaginare una conclusione a breve termine.

*in collaborazione multimediale con Notizie Geopolitiche

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui