
di Giovanni Fasanella
«Fummo io e la Merkel a far dimettere Berlusconi. Il problema era lui»
(Nicolas Sarkozy)
Un brano del lancio Ansa del libro di memorie dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy:
(…) In quel drammatico novembre [2011], a Cannes, furono i due leader di Parigi e Berlino a “convocare” Berlusconi: “Lui cominciò a spiegarci – racconta Sarkozy – che eravamo noi a non capire che il debito italiano era nelle mani degli italiani e che con i mercati internazionali non si correva alcun rischio.
Ipotizzava un grande prestito nazionale da chiedere agli italiani, era piuttosto delirante. Tutto questo veniva condito con le battute cui ci aveva abituati e che erano ancora più fuori posto rispetto al solito. Assistevamo, atterriti, all’inizio della fine di una grande carriera politica”.
Poi, Francia e Germania gli comunicarono la decisione: “Fu un momento di grande tensione, dovetti spiegargli che il problema dell’Italia era lui! Angela ed io eravamo convinti che fosse diventato il ‘premio di rischio’ che il Paese doveva pagare ai creditori del Tesoro italiano. Pensavamo, sinceramente, che la situazione sarebbe stata meno drammatica senza di lui e il suo atteggiamento patetico. Non sapeva che entro la fine del mese sarebbe stato abbandonato e costretto a lasciare le sue cariche”.
La conferma di quello che accadde nel dietro le quinte della politica italiana ed europea alla vigilia del “golpe” contro Silvio Berlusconi, durante le cosiddette “primavere arabe” che ebbero come conseguenza l’espulsione dell’Italia dal Mediterraneo. Ed è la conferma, l’ennesima, che le debolezze interne del nostro Paese costituisco la leva su cui agiscono amici-concorrenti.
Il vittimismo non serve. Sarebbe più utile, per il nostro interesse nazionale, Imparare la lezione.





