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UN LIBRO, UN GENERALE

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In questi giorni di canicola (e di letture sotto l’ombrellone o sotto gli alberi del bosco) è esploso il caso del generale Roberto Vannacci, il quale ha scritto un libro, dal titolo: “Il mondo al contrario”.

Dall’annuncio della sua uscita ad oggi non si contano le prese di posizione contro e a favore delle opinioni del generale scrittore, sia riguardo ai contenuti, sia riguardo al metodo, sia riguardo alla libertà di mettere nero su bianco e di pubblicare il proprio pensiero da parte di un dipendente dello Stato.

Non entro minimamente nella discussione su alcuno dei punti dell’attuale dibattito. Così com’è ora non mi interessa.

Mi interessa invece, perché mi ha incuriosito, la questione riguardante la velocità di lettura.

Da vetusto incallito lettore, anche se mi accosto ad un testo leggero, ci metto del tempo. Figuriamoci quando devo leggere un saggio che sottolineo, rileggo, annoto.

Se dovessi occuparmi di criticare un testo, prima lo leggerei per intero, lo annoterei, cercherei di capirne la logica e sottolineerei i passaggi significativi. Successivamente passerei a stendere il mio pensiero (opinione) riguardo a quel testo.

Mi chiedo: la velocità di lettura dei critici del libro del generale Roberto Vannacci deve appartenere all’ambito della fisica quantistica, perché sembra andare oltre la velocità della luce.

Se davvero tutti quelli che in questi due o tre giorni ne hanno scritto hanno letto il libro, devo dire che rimango esterrefatto per la loro velocità, capacità di lettura, di comprensione e, anche, di esposizione delle loro critiche (anche scrivere un articolo porta via del tempo).

Capisco che esprimo un desiderio che rimarrà inevaso, ma mi piacerebbe che tutti quelli che hanno scritto del libro del generale dichiarassero, sul loro onore, di averlo letto prima di aver cominciato a mettere nero su bianco le loro critiche.

Se il ragionamento vale per i critici, tanto più vale per i politici e per i ministri.

Trovo sorprendente che il ministro della Difesa Guido Crosetto abbia letto, annonato e sottolineato il libro del generale prima di aver deciso di destituirlo. Sarebbe interessante se, sul suo onore, dichiarasse di averlo letto, meditato, sottolineato e annotato e, dopo aver fatto tutto questo, a ragion veduta, avesse deciso quanto ha deciso.

Non entro minimamente nel merito del libro e della polemica in corso. Non leggerò immediatamente il libro del generale, perché di opinioni sul mondo a rovescio ce ne sono in quantità. Non è una mia priorità. Sarei stato più interessato ad un libro del generale che raccontasse gli aspetti tecnici dei conflitti con i quali si è trovato, da valente militare italiano, faccia a faccia. Il parere di un tecnico è sempre interessante. L’opinione personale di un generale sui temi di una realtà a rovescio mi suscita un interesse minimale, salvo che non sia qualcosa di più di un’opinione. E forse lo è. A quel punto l’attenzione cambia. Per capirlo leggerò, con calma, questa opinione, a mio parere legittima e, come tutte le opinioni, criticabile, ma non censurabile. Per il momento rimango curioso di vedere le reazioni di chi si presume abbia letto il libro.

Mi interessa, al momento, sottolineare come il libro del generale stia in testa alle classifiche di vendita su Amazon, il ché significa che il ministro Guido Crosetto e tutti i commentatori che, ripeto, spero abbiano letto il libro, hanno messo in atto una grande operazione di marketing che sicuramente il generale non poteva aspettarsi.

L’ex comandante della Folgore e del reggimento d’assalto Col Moschin, che ha partecipato a varie operazioni in vari teatri, era noto all’interno del mondo militare, mentre ora, d’improvviso, è diventato un personaggio pubblico e il suo libro, che probabilmente avrebbe letto una ristretta schiera di ammiratori, è diventato un best seller.

In questi giorni saranno in molti a leggere quanto afferma il generale, ma rimane la domanda di fondo: quelli che per primi hanno dato il via all’operazione di marketing lo avevano letto il libro o avevano letto quelli che senza averlo letto lo hanno criticato?

Speriamo che, giurando sul loro onore, ce lo facciano sapere.

La mia curiosità non appartiene alla morale, alla deontologia, al buon senso, e a quant’altro si possa pensare. No, la mia curiosità è tutta concentrata sulla velocità di lettura.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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