di Vito Schepisi
Talvolta è un cimitero d’una città di confine (Ventimiglia) in cui stazionano gli immigrati che, bloccati dalla gendarmeria francese, non riescono ad entrare in Francia, un’altra il sagrato d’una Chiesa e poi ancora le piazze d’Italia, coi loro monumenti ricchi di storia e di grande bellezza, poi le periferie in cui vivono le famiglie più umili, coi loro drammi di salari troppo bassi, di degrado ambientale e di costi della vita che aumentano.
Periferie degradate con grandi problemi di decoro e di civiltà, in cui, alle difficoltà nel mantenere uno stato accettabile di convivenza civile, s’aggiungono i pericoli dei minori che vivono a contatto con lo spaccio, con la criminalità e con la violenza, sono lo specchio d’un futuro difficile per la vita civile e sociale dell’Italia.
Gli edifici occupati abusivamente, i racket criminali, le oscenità d’ogni tipo, gli stupri, l’arroganza, gli scippi, lo smercio di droga, il vandalismo gratuito, la microcriminalità, con la violenza che è sempre dietro l’angolo, fanno parte della cronaca nera quotidiana delle nostre comunità locali.
La situazione italiana sta diventando sempre più insostenibile, mentre le organizzazioni criminali, accasatesi sulle coste dell’altra parte del Mediterraneo, vere mafie del traffico d’esseri umani, con l’aiuto d’un mix d’affarismo e di devianze ideologiche che animano le ONG europee, ne traghettano ancora a decine di migliaia e, facendosi scudo di minori e di donne incinta, tra di loro anche criminali senza scrupoli, esaltati, fanatici e pericolosi terroristi.
C’è una bomba sociale innescata che rischia di deflagrare da un momento all’altro.
Con queste premesse, appare tanta incomprensibile irresponsabilità in coloro che spacciano provvedimenti di decoro e di civiltà delle Istituzioni per “fascismo”.
Una cosa è chiedere comprensione e tolleranza da parte delle nostre istituzioni, che comunque c’è e che a volte è anche troppa, altra è tacciare di violenza autoritaria (perché sarebbe tale il fascismo) chi fa il proprio dovere in nome della responsabilità amministrativa che gli elettori hanno loro affidato.
Le parole fuori d’ogni misura, e lanciate così per insulto, oltre che irresponsabili, sono meschine. Certi toni non sono dissimili da quelli di coloro che, venendo da paesi in cui latitano del tutto libertà e democrazia, pretendono d’imporre in Occidente il loro stile di vita e la loro cultura, e che non fanno neanche mistero di puntare al cedimento completo, contando sulla mollezza e sulla penetrabilità della democrazia (come si sosteneva dietro la cortina di ferro dello stalinismo, per sconfiggere il “capitalismo”).
Si può capire il buonismo, anche quello sciocco e senza una strategia logica, e si può anche capire la genuinità del pensare che la vita sia difficile e che sia importante e appagante aiutare il prossimo, ma chi ha responsabilità amministrative ha l’obbligo di far rispettare le leggi, di tutelare il decoro urbano, di pretendere la sicurezza ed il rispetto dei cittadini.
Anche Piero Fassino si lamenta del suo stipendio da parlamentare, ma non è detto che debba esserci qualcuno che si debba prestare ad aiutarlo, invece che mandarlo … proprio là dove tutti (s’immagina che) vorrebbero mandarlo.
L’Italia è stanca d’aiutare chi non lo merita, e chi dovrebbe essere cacciato a calci nel sedere fuori dal nostro Paese.
Sarebbe anche tempo che si provasse a disincentivare l’immigrazione clandestina: ad esempio, con una legge che stabilisca che chi entra irregolarmente in Italia, in particolare se privo di motivazioni umanitarie, non avrà mai diritto d’essere cittadino italiano.
Ed ancora che s’introduca una legge che stabilisca, senza deroghe, che un cittadino straniero che compia un reato di violenza, di spaccio o d’associazione alla criminalità organizzata, sia obbligato a lasciare immediatamente l’Italia e consegnato alle autorità del paese di provenienza per il seguito di giustizia.
Il rispetto della legge e della sicurezza dei cittadini non è “fascismo”, al contrario è democrazia e civiltà, cioè l’esatto contrario.
Il fascismo, invece, è assimilabile a coloro che per varie ragioni (spesso meramente ideologiche e politiche) non tollerano che siano fatti rispettare i principi di base della convivenza civile.
La lotta politica può essere arcigna e serrata, ma non dovrebbe mai cadere nella stupidità di danneggiare il proprio Paese.




