
di Alessandro Roazzi
Inflazione in calo “lento”. Quella acquisita per il 2023 secondo ISTAT e’ al 5,7%, quella di fondo, alta, al 5,1%. Ma soprattutto il carrello della spesa resta su due cifre e nulla fa pensare che possa “crollare” nei prossimi mesi. aumento dei prezzi ed eventuali speculazioni sono il bene rifugio di questa economia.
Per giunta il Pil vede spuntare dopo mesi un segno meno, -0,3%. Che vuol dire? Primo, non siamo la locomotiva d’Europa, manco a…vapore. Secondo, la discussione sulla economia da parte della politica tutta non offre motivi di certezza sul futuro perché’ e’ refrattaria a ragionare sul serio. E ciò’ pesa su investimenti e rischio di impresa.
La nostra mediocre classe dirigente politica resta vincolata al…salario minimo oppure al fisco…gentile, ma la resa dei conti prima o poi arriverà per tutti. Intanto maggioranza e opposizione campano sulla solita…spontaneità dello sforzo produttivo ed economico che a osservare l’andamento meno brillante della componente estera comincia a rallentare.
Da Schlein e Conte finora si sono avuti solo slogan, dal governo di destra furbate e movimento “estero” senza veri risultati. Sarebbe utile almeno tornare, oggi che si e’ ancora in tempo, tornare ad una logica di concertazione con le parti sociali per limitare almeno i danni prossimi futuri. Ma siamo nel terzo millennio, caspita, il passato è archeologia.
Speriamo non ci tocchi in sorte osservare impotenti la avanzata di un declino futuro per giunta in una società che rischia di cristallizzare il peggio anche sul piano culturale e civile con un paraocchi politico ed etico deprimente.





