Filologia del Mediterraneo medievale
Incontri e scontri fra testi, lingue e culture di Stefano Rapisarda
Questa è una storia che non si può né disconoscere, né smontare, tantomeno assoggettarla per motivi ideologici o di partigianeria politica.
Come le osservazioni già affermate di studiosi quali Abulafia e Lewis, per citare gli ultimi contemporanei, il Mediterraneo, il “mare nostrum” è crocevia naturale di una osmosi culturale e linguistica, ancora oggi insuperata ed insuperabile.
Carocci porta in libreria a firma Stefano Rapisarda, questo suo “Filologia del Mediterraneo medievale”.
Testo solido, affascinante, godibilissimo. Un viaggio, una genesi profonda del e nel processo linguistico.
C’è da dire che il campo dell’indagine preso in considerazione, non si è mai interrotto nel corso dei secoli. Oggetto l’incontro/scontro tra tradizione latina ed innesti greci ed arabi in un perimetro relativamente chiuso e limitato.
Il precipitato prima, la contaminazione ed il deposito dopo, hanno costituito il centro propulsivo di una esperienza umana unica al mondo.
Certo, doveva vincere l’approccio al mondo esterno, all’alterità. A dispetto di ogni xenofobia e di ogni razzismo. Ma la sfida è davanti a noi tutti ancora oggi!
Tradizione e traduzione quindi, una lezione magistrale anche per noi che viviamo la contemporaneità.
Il saggio ha il grande pregio di rilanciare la necessità di preservare le identità semantiche del mondo della glottologia dell’area mediterranea.
Forse proprio dalle identità linguistiche, l’uomo ha bisogno di riflettere, di ritrovarsi, di rispettare altri mondi ed altre culture!!!





