
di Nino Orlandi
In un primo momento mi veniva voglia di invitare l’Italia a non immischiarsi più nelle vicende interne degli altri Stati, segnatamente dell’Egitto.
Poi mi sono ripreso dall’accesso di irritazione, pensando che comportamenti come quello di Patrick Zaki, intrisi non solo di ingratitudine, ma di vero e proprio odio, vanno favoriti.
Quando quella faccina strafottente, guarnita da baffetto simil-D’Alema, si rifiuta di incontrare chi – a differenza dei suoi amichetti della parrocchietta, che per due anni non sono stati capaci di combinare un emerito nulla – ha ottenuto la sua liberazione, trovando il pretesto puerile di essere “super partes”, già si qualifica a sufficienza.
Se poi, per continuare ad essere “super partes”, incontra il sindaco PD di Bologna e la segreteria del PD Elly Schlein, la qualifica viene portata all’apoteosi.
Ingrato, presuntuoso e bugiardo: ma dentro di te il pensiero di dovere la tua libertà alla “fascio burina della Garbatella”, come la chiamano dalle tue parti, continuerà a roderti il fegato.
Bentornato dottor Zaki. Il «grazie» più sentito per la propaganda gratuita contro i resti del suo PCI PDS DS PD credo lo riceverà dai suoi avversari.





