Home Opinioni L’ALTRO 1992, RACCONTATO DA CAZZOLA

L’ALTRO 1992, RACCONTATO DA CAZZOLA

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di Gianvito Caldararo

Quando l’Italia scoprì le riforme.  E’ il titolo del libro di Giuliano Cazzola, già deputato e dirigente sindacale della CGIL, con il quale ripercorre puntigliosamente quanto realizzato dal noto governo presieduto da Giuliano Amato, noto come il “dottor sottile” e grande costituzionalista. Fu il governo che evitò la bancarotta, grazie alla incisiva azione del governo stesso. E il buon Cazzola, ricorda di come nel 1992 “i conti pubblici erano fuori controllo, la nostra moneta sotto attacco speculativo che la Banca d’Italia non riusciva a contenere, un marco tedesco che volava rispetto alla lira e i capitali fuggivano all’estero”.
La situazione era determinata principalmente da tre fattori, quali: a) il costo elevato del sistema pensionistico; b) lo stesso dicasi per la spesa sanitaria; c) troppe aziende pubbliche operavano in perdita.
A rendere sempre più difficile la situazione era anche il fatto che l’Italia si era impegnata a partecipare al processo comunitario, ma soprattutto la mafia di Riina che come sottolinea Cazzola, “operava con una brutalità inarrestabile e il montare del fenomeno giudiziario di “Tangentopoli” o  Mani pulite”. Si assiste a quotidiani arresti di politici, imprenditori e dirigenti delle grandi imprese.
Fu un periodo drammatico per i tanti inquisiti e i diversi suicidi, come quello di Renato Amorese, ex segretario del PSI di Lodi, poi quello dell’on. socialista Sergio Moroni. E Craxi, uscendo dalla casa di Moroni, quasi in lacrime, disse: “Hanno creato un clima infame”. Nel luglio del 1993 giunsero i suicidi di Gabriele Cagliari, presidente dell’Eni, e quello di Raul Gardini, amministratore del Gruppo Ferruzzi.
Cazzola ricorda, inoltre, che sul versante della criminalità mafiosa viene assassinato il giudice Giovanni Falcone e due mesi dopo anche il giudice Paolo Borsellino. In questo clima così rovente, il presidente Scalfaro, conferisce l’incarico “di governo” a Giuliano Amato, che nel discorso sulla fiducia, ricorda Cazzola, disse: “c’è il rischio di diventare un’appendice dell’Europa, una Disneyland al suo servizio”.
Appena ottenuta la fiducia, fu dato corso ad una manovra di trentamila miliardi di lire per ridurre il deficit di bilancio e accompagnare la ratifica del trattato di Maastricht. I provvedimenti, come sottolinea Cazzola, comprendevano “la revisione della scala mobile sulle pensioni, l’età pensionabile elevata a 65 anni, il riordino degli enti pubblici, la liquidazione dell’Efim, che aveva un disavanzo superiore alla entità della manovra, l’abolizione della scala mobile, il blocco per un anno della contrattazione aziendale e per fare cassa fu deciso un prelievo straordinario sui depositi bancari del 6 per mille”, che ancora oggi gli italiani ricordano.
Manovre di lacrime e sangue, a volte inefficaci o almeno insufficienti, a contenere gli attacchi alla nostra debole moneta, con  la Banca d’Italia che non riusciva a difenderla pur dando fondo alle sue riserve, afferma Cazzola.
Giuliano Cazzola, con il suo libro, ripercorre ogni momento e ogni provvedimento di quel governo, che ha il grande merito di aver evitato il disastro. Grazie anche ad una revisione della spesa pubblica, con un taglio della stessa di novantamila miliardi di lire, fu possibile evitare la bancarotta e di far riprendere la lira e la stessa economia del Paese. Fu un governo, come sottolinea Giuliano Cazzola, “che rappresentò una svolta che ebbe ripercussioni sulle vicende successive del Paese, con tante riforme proposte, tentate e attuate”.
Il merito del libro di Cazzola, è quello di raccontare quegli eventi dimenticati, i risultati ottenuti, l’esito finale che ricorda un sacrificio rituale.
 

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  • Redazione

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