
Ecco l’ intervista integrale della dottoressa Anna Gallucci, magistrato, a Quarta Repubblica con Nicola Porro. Una testimonianza che fa riflettere su come funziona davvero la giustizia in Italia.
La dottoressa Gallucci racconta cosa le è successo quando era PM a Termini Imerese, tra il 2014 e il 2020. Parte da un’indagine sui “furbetti del cartellino” che intercetta politici sia di destra che di sinistra. Ed è qui che cominciano i guai.
Secondo il suo racconto, l’allora procuratore capo Cartosio le chiede di dare priorità al filone sulla Lega e di procedere con gli arresti domiciliari, usando un reato pescato da una vecchia legge elettorale degli anni ’60. Lei ha dei dubbi ma alla fine procede. Risultato? Sia il Tribunale del Riesame che la Cassazione annullano tutto.
Quando arriva il momento di occuparsi del filone sul centrosinistra, cambia tutto: Cartosio le dice di chiedere l’archiviazione. E aggiunge che questa linea è condivisa con l’allora Procuratore Generale Roberto Scarpinato – sì, proprio lui, oggi senatore del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Antimafia.
La dottoressa Gallucci decide di fare il suo lavoro applicando le stesse regole per tutti e va avanti con l’indagine. Da quel momento la sua vita professionale diventa un inferno: procedimento disciplinare (che il CSM poi archivierà perché infondata), valutazione negativa, e una nota firmata anche da Scarpinato che, pur riconoscendo le sue capacità, raccomanda di “collocarla in collegio” – in pratica, di non farla più lavorare da sola.
Il capitolo finale è forse il più grave: il senatore Scarpinato cita pubblicamente atti che sarebbero riservati del suo procedimento disciplinare. L’Associazione Nazionale Magistrati? Silenzio totale. Nessuna presa di posizione in sua difesa.
Una storia che fa venire i brividi e che pone domande pesanti.
Guardate il video e fatevi la vostra idea.





