Home Opinioni DIGITALIZZAZIONE, PURCHE’ NON SIA “ROBOTTIZZAZIONE”

DIGITALIZZAZIONE, PURCHE’ NON SIA “ROBOTTIZZAZIONE”

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di Ugo Busatti

Quando leggo la parola “semplificazione”, mi vengono i sudori freddi. Quando una banca mi dice “per rendere piú semplice il servizio abbiamo cambiato tutto”, sono preso dal panico, pensando a quanta fatica avevo fatto per capire come funzionava, e mi ritrovo a dover ricominciare da capo.
Dal 6 luglio, quindi domani, sembra che la PEC diventi obbligatoria per tutti. La Posta Elettronica Certificata è un sistema che permette di inviare e-mail con valore legale equivalente a una raccomandata con ricevuta di ritorno. E fin qui tutto bene. Puó essere uno strumento utile per le aziende o i professionisti. Ma noi, povero parco buoi che siamo solo vittime della burocrazia, cosa c’entriamo? Non solo siamo in situazione di soggezione giuridica come si dice legalmente, dato che con lo Stato nemico siamo sempre in colpa per qualche motivo, ma adesso se non abbiamo un computer o un telefonino, e dunque una PEC, possiamo incorrere persino in sanzioni pesanti.
Il processo di registrazione del domicilio digitale è semplice, dicono loro. Tutti i cittadini possono registrare il proprio domicilio digitale su INAD, che potrebbe essere un indirizzo PEC precedentemente attivato, dove ricevere tutte le comunicazioni ufficiali da parte della Pubblica Amministrazione. Per farlo, è sufficiente collegarsi al sito domicilio digitale del Governo, accedendo con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi), e inserire il proprio recapito certificato.
Quindi da adesso, anche per ricevere una multa, modo vigliacco della PA per fare soldi, dovremo lavorare per di piú a pagamento, dato che per avere una PEC si deve pagare per aprirla e per mantenerla.
Una volta le cose erano semplici: ti arrivava a casa la comunicazione, andavi all’ufficio competente, parlavi con un umano che riceveva uno stipendio e ci manteneva la famiglia, facevi quello che dovevi fare, e tornavi a casa con la ricevuta.
Oggi, per renderci le cose semplici, devi fare tutto on line, devi pagare privati che fanno soldi sui tuoi obblighi, e devi renderti la vita veramente complicata, pena sanzioni, tanto per cambiare.
Io penso che la parola piú pericolosa per il genere umano, dopo “POLITICA” sia DIGITALIZZAZIONE”. Ci stanno rendendo la vita molto difficile.

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  • Redazione

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