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NON VINCERÀ IL NOBEL MA HA VINTO LA PACE

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Trump pace

Il Comitato norvegese per il Nobel, che assegna il prestigioso premio per la pace, ha tenuto lunedì la sua riunione finale, afferma l’Istituto Nobel, facendo svanire la maggior parte delle speranze che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump potesse essere nominato quando oggi verrà annunciato il vincitore.

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Ciò significa che la decisione sul vincitore o sui vincitori è stata presa prima della conclusione di un accordo tra Israele e Hamas.

“L’ultima riunione del Comitato per il Nobel si è tenuta lunedì”, ha dichiarato all’AFP Erik Aasheim, portavoce dell’Istituto norvegese per il Nobel.

Poco male. Donald Trump non vincerà il Nobel, ma ha vinto la pace.

Del resto il Nobel per la pace è ormai sufficientemente screditato dopo essere stato assegnato preventivamente a Barack Obama.

Nel 2011 (meno di due anni dopo il Nobel), Barack Obama ha approvato l’intervento militare in Libia, promosso soprattutto dalla Francia. Almeno nella prima fase (l’Operazione Odissey Dawn), fu un’azione militare quasi interamente americana. Ci furono otto mesi di bombardamenti, non sempre selettivi, con perdite civili stimate attorno ai 1000 morti, che provocarono una destabilizzazione totale dell’area.

Il conflitto nel Mali, nell’Africa occidentale, fu una diretta conseguenza di quella guerra: le armi degli ex arsenali di Gheddafi si riversarono tutte nelle mani dei Tuareg, le milizie jihadiste tornate dalla Libia alimentarono il focolare di rivolta nell’Azawad, preludio della nuova guerra. Al Qaeda nel Maghreb Islamico si è arricchita e rafforzata.

Lungo l’elenco dei Paesi che, grazie all’opera diplomatica dell’amministrazione Obama, sono precipitati nel caos. Basti nominarne uno: l’Egitto, divenuto una trappola mortale per i cristiani (10% della popolazione), dominato dal partito emanazione dei Fratelli Musulmani per un anno, dopo che Obama aveva scaricato il regime di Mubarak. I Fratelli Musulmani avevano creato caos politico, crisi economica e collasso dell’ordine pubblico, sono stati cacciati da un golpe militare effettuato a furor di popolo, ma Obama ha continuato a difendere i Fratelli Musulmani. Gli altri protagonisti della Primavera Araba, a partire dalla Tunisia (per non parlare della Libia) hanno seguito lo stesso copione egiziano. È questo il risultato degli “sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli” del presidente Obama.

Nella motivazione al premio di Obama si legge: «Per 108 anni il Comitato ha cercato di stimolare proprio quella politica internazionale e di quegli atteggiamenti di cui Obama è il portavoce a livello mondiale. Il Comitato condivide l’appello di Obama: “È giunto il momento per tutti noi di assumerci la nostra parte di responsabilità per una risposta globale alle sfide globali”».

Globalismo, altro che pace. Propaganda, non premio alla pace.

Conseguentemente se Donald Trump fa la pace e non riceve il Nobel si conferma, ancora una volta, che dietro le quinte si muovono i globalisti e i neocon, nonché le monarchie europee neo colonialiste. Esattamente tutti i soggetti che Trump combatte.

Composto da cinque membri, il Comitato per il Nobel solitamente prende la sua decisione diversi giorni o addirittura settimane prima e si riunisce un’ultima volta prima dell’annuncio ufficiale.

“Gli ultimi ritocchi sono stati apportati lunedì, ma non riveliamo mai quando il Comitato per il Nobel prenderà la sua decisione”, aggiunge Aasheim.

“Quest’anno ci sarà un vincitore”, afferma. Alcuni esperti hanno ipotizzato che il Comitato per il Nobel – a causa del deterioramento della situazione geopolitica – potrebbe astenersi dall’assegnare il premio.

L’accordo tra Israele e Hamas “non ha assolutamente alcun impatto” sulla scelta del vincitore del premio Nobel del 2025 perché “il comitato per il Nobel ha già preso la sua decisione”, ha dichiarato all’AFP lo storico Asle Sveen, specialista del premio Nobel.”Trump non vincerà il premio quest’anno. Ne sono sicuro al 100%”, afferma.

E chi se ne importa.

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  • Redazione

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