Home Opinioni XI JINPING RISCRIVE LA STORIA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

XI JINPING RISCRIVE LA STORIA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

0

La Zapad della memoria Xi Jinping riscrive la Seconda guerra mondiale con Putin e Kim

La parata militare del 3 settembre 2025 a Pechino, organizzata per gli 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, non è stata soltanto una rievocazione storica. È stata una messa in scena geopolitica di prim’ordine, costruita per parlare a tre livelli: alla popolazione cinese, agli avversari occidentali e al cosiddetto “Sud globale”.
Al fianco del presidente Xi Jinping sono apparsi due leader destinati a rafforzarne il messaggio: Vladimir Putin e Kim Jong Un. Tre figure, tre narrazioni, un’unica strategia: la storia usata come arma politica, riscritta per il presente.
Tradizionalmente la Cina definisce la Seconda guerra mondiale come “Guerra di Resistenza contro il Giappone”. Quest’anno, però, Xi ha compiuto un salto qualitativo: ha trasformato quella memoria in fondamento politico. Non più la Cina solo vittima, ma vincitrice accanto alle potenze alleate.
Riscrivere la storia significa dunque reclamare il diritto a riscrivere le regole dell’ordine mondiale nato nel 1945. È una strategia di legittimazione che colloca Pechino come co-architetto del sistema globale.
La tempistica non è casuale. La parata è arrivata pochi giorni dopo il vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO) a Tianjin. Prima la cornice multilaterale, poi la foto simbolica: Xi con Putin e Kim.
Con Putin, XI manda un messaggio di solidarietà strategica in piena guerra in Ucraina.
Con Kim, concede un palcoscenico internazionale inedito alla Corea del Nord, mostrando che Pechino è in grado di “normalizzare” persino l’attore più isolato del sistema internazionale.
La foto di Tiananmen diventa così un manifesto che dice: esiste un asse eurasiatico alternativo all’Occidente.
Questa narrazione non riguarda solo il passato. Serve a giustificare la postura militare cinese attuale in Asia-Pacifico.
Inquadrando Giappone e Taiwan come eredi di vecchie minacce, Pechino proietta la Seconda guerra mondiale nel presente: non più memoria, ma strategia di deterrenza.
La parata ha mostrato sistemi missilistici a lungo raggio e nuove piattaforme nucleari: un messaggio diretto agli alleati di Washington e Tokyo.
All’opinione pubblica cinese il messaggio è : “Siamo gli eredi dei vincitori, il Partito garantisce rinascita e sicurezza.
Agli avversari occidentali ricorda che : “Russia, Cina e Corea del Nord possono saturare due teatri strategici, Europa e Indo-Pacifico.
Ai Paesi non allineati mette in evidenza che : “Esiste un’alternativa multipolare, con strumenti economici e finanziari fuori dall’orbita del dollaro.”
Sul piano interno, la parata ha funzionato come collante nazionale. In un anno segnato da crescita economica rallentata e tensioni sociali, Xi ha utilizzato la memoria della vittoria per consolidare consenso e legittimare la sua leadership.
La scelta della giacca “alla Mao” non è stata casuale: un richiamo alla continuità rivoluzionaria e al rifiuto dei valori occidentali.
La parata del 3 settembre non è stata quindi una celebrazione storica, ma un’operazione chirurgica di geopolitica narrativa.
Il parallelo con l’esercitazione russa Zapad 2025 potrebbe non essere azzardato.
Mosca usa il campo di battaglia simulato per mostrare la capacità di chiudere il corridoio di Suwałki, isolando i Paesi baltici e mettendo sotto pressione la NATO.
Pechino utilizza la narrazione storica e simbolica per esibire la propria forza e l’ampiezza delle sue alleanze.
Entrambe le operazioni hanno lo stesso scopo: spostare la soglia della percezione, obbligando l’avversario a calcolare sempre la possibilità che la minaccia sia reale.
La parata di Pechino può dunque essere letta come una vera e propria “Zapad della memoria”: meno carri armati in movimento, più storia e immagini. Ma l’effetto deterrente è simile.
Il passato, in questa logica, non è mai davvero passato. È un’arma, e Xi Jinping lo ha appena mostrato al mondo intero.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui