Home Politica estera ISRAELE ACCELERA A GAZA, LA SITUAZIONE PRECIPITA ANCOR PIU’

ISRAELE ACCELERA A GAZA, LA SITUAZIONE PRECIPITA ANCOR PIU’

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Gaza, Netanyahu: «Non ci fermeremo finché non avremo riportato a casa tutti gli ostaggi».

Recuperati i corpi di due prigionieri

La guerra a Gaza non conosce tregua e continua a mietere vittime, mentre Israele intensifica le proprie operazioni militari e ribadisce con forza il suo obiettivo prioritario: riportare a casa tutti gli ostaggi, vivi o morti.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha riaffermato con fermezza questa linea in una dichiarazione ufficiale, poco dopo che l’esercito aveva reso noto il recupero del corpo senza vita di Ilan Weiss,tenuto prigioniero per quasi due anni, e dei resti di un altro ostaggio non ancora identificato.

Nel suo messaggio, Netanyahu ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime, lodando allo stesso tempo le forze armate israeliane per la loro “determinazione” e il loro “coraggio”.

Secondo quanto comunicato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), Weiss, residente del kibbutz Be’eri, il 7 ottobre 2023 lasciò la propria casa per unirsi alla squadra di risposta alle emergenze del villaggio durante l’attacco di Hamas. Venne ucciso e successivamente rapito.

La moglie Shiri e la figlia, allora diciannovenne, furono anch’esse portate a Gaza come ostaggi, per poi essere liberate nel corso della tregua temporanea del novembre 2023.

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha espresso pubblicamente la propria vicinanza alla famiglia Weiss, definendo Ilan «un uomo che in quel giorno oscuro ha combattuto con coraggio e nobiltà contro i terroristi,sacrificando la propria vita». Herzog ha poi rinnovato l’appello alla comunità internazionale affinché eserciti pressioni concrete per il rilascio di tutti gli ostaggi ancora trattenuti a Gaza, ribadendo che Israele «non si fermerà finché ogni persona rapita non sarà restituita alla propria famiglia, viva o morta, per ricevere almeno una sepoltura dignitosa».

Parallelamente, la situazione sul terreno resta drammatica. Le forze israeliane hanno annunciato la sospensione delle pause tattiche nella zona di Gaza City, considerate fino a oggi uno spazio temporaneo utile per la distribuzione degli aiuti umanitari.

«Gaza City è un’area di combattimento estremamente pericolosa»hanno scritto le IDF in un comunicato, aggiungendo che la priorità rimane la sicurezza nazionale, pur continuando formalmente a sostenere le operazioni umanitarie.

Il portavoce militare Avichay Adraee ha inoltre dichiarato che,Israele si trova ormai nella fase preparatoria di una nuova offensiva su vasta scala: “Abbiamo iniziato le prime mosse per rafforzare la nostra presenza a Gaza. Intensificheremo gli attacchi e non esiteremo fino a quando non avremo smantellato Hamas sia dal punto di vista militare che politico».

Intanto, il bilancio delle vittime palestinesi continua a salire in maniera vertiginosa. Secondo il ministero della Salute dell’enclave, citato da al-Jazeera, nelle ultime 24 ore sarebbero morte almeno 59 persone, tra cui 23 civili in attesa di aiuti umanitari, e altre 224 sarebbero rimaste ferite.

Dall’inizio del conflitto, il 7 ottobre 2023, i morti palestinesi avrebbero raggiunto la cifra di 63.025, con oltre 159.000 feriti. Il quadro che emerge è quello di una guerra senza tregua, in cui la logica della rappresaglia e del recupero degli ostaggi sembra prevalere su ogni ipotesi di cessate il fuoco,mentre la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto.

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  • Redazione

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