
Non vorrei dire che il re è nudo, ma è chiaro che quei bambini non avevano preso quella macchina per fare una bravata. Erano stati mandati dai genitori a rubare quella macchina perché essendo così piccoli, anche se fossero stati presi dalla polizia, non sarebbero stati penalmente perseguibili.
In questo modo rubano evitando il carcere e imparano l’arte di rubare. Questo tipo di cose io le avevo già sentite quando ero studente universitario. I Rom mandavano i bambini a rubare nella metro per lo stesso motivo.
Io ci parlavo ogni tanto con i Rom perché vivevano proprio vicino all’università ed erano proprio quelli più cattivi, i Casamonica.
Ora, è chiaro che non bisogna pensare a provvedimenti nazisti di persecuzione contro queste gruppi etnici, però non mi si venga a fare del vittimismo. È chiaro che rappresentano un problema, non sono dei romantici girovaghi, possono essere anche molto pericolosi e brutali come hanno appunto mostrato di essere i Casamonica. Inoltre sono loro stessi i primi sfruttatori dei loro stessi bambini. Ci sono squilibri enormi all’interno della loro comunità, che tra l’altro è profondamente patriarcale e maschilista e hanno un vero e proprio culto per l’oro. Sono fissati.
I Rom possono essere stanzializzati e convertiti in cittadini come tutti gli altri, secondo la formula genitori al lavoro e figli a scuola, come mi disse uno del Mandrione (altra vecchia zona “zingara” di Roma).
D’altronde i numerosi cognomi improntati agli zingari raccontano proprio di gruppi che hanno scelto la via dell’integrazione. Zingaretti, Zingarelli, Zingari, Zingarini, ecc. ci ricordano storie di integrazione. Quello che è sicuro è che invece lasciarli vivere di furti e malavita non aiuta né noi né loro.





