
Dopo un periodo di crescita esplosiva nel post-pandemia, le prospettive per le grandi società di consulenza appaiono sempre più cupe. I nomi di spicco come McKinsey, Bain e BCG stanno avvertendo i primi contraccolpi, sospinti da due forze che rischiano di ribaltare il loro modello di business.
I due fattori dirompenti: A) Presidente Trump. Il governo statunitense ha tagliato contratti lucrativi e spinge per ulteriori riduzioni nelle spese di consulenza. Risultato: Deloitte e Booz Allen hanno già annunciato licenziamenti in seguito a questi tagli; Accenture segnala ritardi e cancellazioni nei contratti federali che hanno eroso i ricavi. B) Intelligenza artificiale. Gli esperti del settore ritengono che le fluttuazioni nella spesa pubblica siano temporanee, mentre l’AI rappresenta una minaccia strutturale. Infatti: l’automazione accelera le fasi di analisi e implementazione; il tradizionale modello a tariffa oraria perde senso quando gran parte del lavoro si compie in pochi clic; molte società stanno già passando a tariffe basate sul progetto anziché sul tempo impiegato.
Gran parte dell’attività classica dei consulenti riguarda l’adozione di nuovi software e tecnologie. L’intelligenza artificiale, semplificando l’implementazione, riduce la domanda di supporto specialistico. Alcuni clienti preferiscono rivolgersi direttamente a fornitori di AI, tagliando così ulteriormente fuori le società di consulenza.
L’intelligenza artificiale minaccia i professionisti del colletto bianco. I consulenti – spesso bersagli di satira ma noti per le alte tariffe orarie – iniziano a sentire il peso della trasformazione. Un “crash” della consulenza potrebbe avere impatti significativi sui piani di innovazione di aziende e istituzioni.
È necessario ripensare il modello commerciale. Per sopravvivere, i consulenti devono rivedere il proprio sistema di compensi: passare da tariffe orarie a contratti “a risultati”; sviluppare partnership con aziende tech per offrire soluzioni end-to-end; puntare su competenze di governance e gestione del cambiamento, dove il valore umano resta cruciale.
Intanto, le tech aggrediscono le consulting. Ad esempio, Palantir, la compagnia tech di Peter Thiel, sta guadagnando terreno offrendo servizi di AI che erodono il dominio dei grandi studi di consulenza. Lo stesso Thiel ha dichiarato che “Se le attività di consulenza fossero azioni quotate, le metterei allo scoperto in questo momento”. Invece, Kate Smaje, senior partner di McKinsey e leader globale per tecnologia e AI, rivendica un approccio diverso: “Stiamo usando l’AI per trasformare il funzionamento interno della compagnia. Entro l’anno risparmieremo migliaia di ore per il nostro team, che potrà concentrarsi su idee nuove e su maggior valore per i clienti”.
Il futuro della consulenza si giocherà sul bilanciamento tra automazione e valore aggiunto umano. Le società più rapide a integrare l’AI nei loro processi interni e a riprogettare i modelli di revenue saranno quelle che emergeranno più forti da questa fase di turbolenza.





