Home Opinioni LA GIUSTIZIA EUROPEA OSTACOLA IL RIMPATRIO DEI CLANDESTINI, MA CHE ROBA E’

LA GIUSTIZIA EUROPEA OSTACOLA IL RIMPATRIO DEI CLANDESTINI, MA CHE ROBA E’

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Come ormai tutti sanno la Corte di Giustizia Europea con una sentenza ha riconoscito il ruolo dei Giudici nella scelta dei Paesi sicuri dove rimpatriare i clandestini. In parole più povere i giudici dovrebbero avere la potestà di stabilire se lo stato di provenienza di un clandestino sia più o meno sicuro e quindi se lo stesso possa essere rimpatriabile.

Neanche a dirlo, l’opposizione esulta e ha subito intonato i soliti cori da stadio, la capo curva Schlein ha dato il via alle grida e suoi coriferi Bonelli e Fratoianni si sono subiti uniti alle solite giaculatorie, Magi poi ha subito attivato una ola.

Appare molto difficile capire cosa c’è da esultare, ma si sa questa opposizione ormai da tempo mostra di non avere a cuore l’interesse del Paese, anzi sembra sempre essere allineata con chi rema contro l’Italia. Chissà perchè viene alla memoria la frase di Togliatti, cittadino italiano e sovietico, con la quale parlava di “utili idioti”.

In un paese serio, il Governo e il suo Parlamento, per prima cosa dovrebbe immediatamente puntualizzare la sovranità del proprio Paese, al di là di quanto stabilito dai trattati europei, i quali oltre che essere modificabili (non sono certo un libri sacro), non possono sottintendere una cessione di sovranità, soprttutto in assenza di uno stato federale. L’unione europea è un vero e proprio condominio, che non ha nessun diritto di stabilire chi può entrare a casa di qualcuno, per di più in modo abusivo ed illegale.

Purtroppo la modestia e l’inadeguatezza della classe dirigente politica ha consentito una graduale e crescente esondazione, in materie che rigurdano la volontà dei cittadini e di chi li rappresenta, da parte del sistema giudiziario. Ma non è certo pensabile che un dipendente dello Stato o un dipendente della Commissione europea  possa nei fatti legiferare, attraverso una sentenza, che in questo caso appare dettata da logiche politiche e non esclusivamente giuridiche.

Allora cosa significa tutti questo. Che esiste una sorta di “deep state” manovrato dai soliti noti, che attraverso una finta soggettività, una sorta di capzioso ipse dixit di pitagorica o aristotelica memoria, vuole imporre desiderata soggettivi, ovviamente indicibili, al fine di condizionare e destabilizzare la vittima di turno, che in questo caso è l’Italia.

Il Governo a questo punto deve, senza se e senza ma, denunciare e recedere dalle norme, alle quali è stato fatto riferimento, per una serie di evidenti ragioni, tra cui la sicurezza del Paese, che è un diritto, oltre che un dovere, inalienabile.

Ovviamente si invocherà il sovranismo e le solite amenità senza senso, che purtroppo per taluni sono mantra che ottenebrano il pensiero dei soliti buonisti a senso unico alternato. Ma la cosa è troppo seria per subire una cosa del genere.

Le curve continuino pure a urlare e, se tanto mi da tanto, a ragliare, i cittadini hanno capito benissimo di cosa si parla e sapranno giudicare. Non affrontare con decisione un accadimento simile significa che chi ci governa, nei fatti, non merita il consenso e sicuramente sarà mandato in curva ad abbaiare alla luna, di fronte ai capi tifosi della “curva larga”. 

 

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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