
Israele inizierebbe ad annettere aree della Striscia di Gaza se da Hamas non dovessere arrivare una risposta positiva al lavoro dei mediatori per un cessate il fuoco nell’enclave palestinese e il rilascio degli ostaggi. E’ quanto si legge sul Times of Israel che rilancia un articolo del giornale Maariv in cui si afferma che Israele darà comunque un’altra chance ai negoziati.
Secondo le notizie, il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe presentato di recente la proposta di annessione in un incontro con un gruppo ristretto di ministri che avrebbe in ogni caso già deciso per l’istituzione di un ente ad hoc per l’amministrazione delle aree che verrebbero eventualmente annesse.
Secondo quanto scriveva ieri il giornale Haaretz, il piano rientrerebbe nel contesto dei tentativi volti a tenere nel governo il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, e Israele annuncerebbe l’intenzione di concedere a Hamas pochi giorni per accettare il cessate il fuoco e poi, in caso di riposta negativa, inizierebbe l’annessione di aree della Striscia.
Il piano, si legge, prevederebbe inizialmente l’annessione di aree nella “zona cuscinetto”, lungo il confine con Gaza, per poi passare ad aree nel nord della Striscia, vicino alle città israeliane di Sderot e Ashkelon, e proseguire gradualmente con l’annessione.
Haaretz ha scritto che secondo i dettagli presentati da Netanyahu nei colloqui con i ministri il piano avrebbe avuto l’ok dell’Amministrazione Trump. E stando a fonti politiche, Smotrich avrebbe assicurato al premier che “giudicherà dai fatti” e che se il piano di annessione dovesse essere attuato “resterà al momento nel governo” con il suo partito.
Donald Trump, dal canto suo, ha detto: “Stiamo lavorando insieme per cercare di sistemare le cose”.
Nel frattempo il Times of Israel informa che la Gran Bretagna riconoscerà uno Stato palestinese a settembre, a meno che il governo israeliano non adotti misure sostanziali per porre fine alla “situazione spaventosa” a Gaza e non soddisfi altre condizioni.
A dichiararlo è stato il primo ministro britannico Keir Starmer.
“Starmer – scrive The Times of Israel – sostiene che Israele può prevenire la misura raggiungendo un cessate il fuoco a Gaza, chiarendo che non annetterà la Cisgiordania e impegnandosi in un processo di pace che porti a una soluzione a due stati. Il francese Emmanuel Macron, che non ha offerto a Israele una via per evitare la trasformazione in Stato, ha spinto Starmer a seguire il suo esempio, così come hanno fatto un numero crescente di legislatori del partito laburista di Starmer, vedendolo come un modo per fare pressione su Israele in un contesto di crescente preoccupazione per la carestia a Gaza”.
Secondo la dichiarazione del governo, Starmer “ha ribadito che non esiste equivalenza tra Israele e Hamas e che le nostre richieste ad Hamas rimangono: devono rilasciare tutti gli ostaggi, firmare un cessate il fuoco, accettare che non avranno alcun ruolo nel governo di Gaza e disarmarsi”.
Starmer aveva richiamato in precedenza il suo gabinetto dalle vacanze estive per discutere di un nuovo piano di pace proposto, al quale si sta lavorando con altri leader europei, e di come fornire maggiori aiuti umanitari a Gaza.





