Home Opinioni UN PAESE IN CRISI, CON POCHI UOMINI E MOLTI CAPORALI

UN PAESE IN CRISI, CON POCHI UOMINI E MOLTI CAPORALI

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Una settimana complessa. Incontri presso enti pubblici per preparare una attività di sviluppo industriale in aree internazionali, a supporto della eccellenza del made in Italy. A seguire li soliti mal di fegato, per seguire le annose vicende circa ricorsi amministrativi e civili nelle sedi opportune. Treni, metropolitane, auto, camminate sotto il sole a 33 gradi in giacca e cravatta, quantità esagerate di caffè consumate durante la giornata.
La mattina alle 5,30 sveglia con la prima Bialetti. Caffè senza zucchero con solo aggiunta di cacao amaro e la consueta lettura delle prime pagine dei quotidiani e la lettura degli articoli del NGN.
Stamattina lettura di un articolo di Paolo Falconio che ha incuriosito lo scrivente. L’articolo di Paolo, scritto come sempre con competenza, illustrava alcune Sue considerazioni di natura politica internazionale. Ma Paolo ha citato un passaggio con nota riportata da Limes. la rivista dei cartografi di eccellenza e del “Professor Caracciolo” che ha meritato un approfondimento.
La si propone:
GLI ITALIANI VOGLIONO CHE LA GUERRA LI LASCI IN PACE
Siamo neutralisti ma non ripudiamo la Nato. Il 70% non si schiera fra Israele e Palestinesi. Il 62% si astiene su Russia e Ucraina. Il 38% si batterebbe per liberare la Groenlandia occupata dagli Usa. Il 16% difenderebbe la patria. Meglio i mercenari. Piace la difesa europea. (di Massimiliano Valerii  pubblicato il Pubblicato in: Corsa alla Bomba – n°6 – 2025)
Lascio, a chi lo desidera,  la lettura completa nella dotta rivista lasciando a noi qualche riflessione.
Nel merito gli italiani sono “astensionisti” circa la guerra Russia/Ucraina, giusto a ricordare che sono stati i russi ad invadere quel Paese. Circa il M.E. neanche a scriverlo in quanto la maggioranza non prende posizione. Straordinario il fatto che il 38% parteciperebbe alla “liberazione” della Groenlandia, forse perchè lo si ritiene un video gioco, ma è la “conferma” del dato che “non meraviglia” ovvero che solo il 16% degli italiani combatterebbe per la propria Patria.
Circa il professor Caracciolo, persona di assoluta eccellenza, ricorda il pensiero di Einstein che riportava il principio di non dover mai affidare la soluzione dei problemi a “chi” li aveva generati, ma anche su questo lo scrivente troppo ha scritto.
Scriviamo del 16% degli italiani. Nel 2025 la popolazione italica conta circa 59 milioni di abitanti. Abbiamo una media età tra le più anziane del mondo. Ora se la matematica non è una opinione il 16% di 59 milioni è 9.440.000. Di questi 9,4 milioni poi si dovrebbe capire che età hanno i nostri “prodi” dando per scontato che in tale cifra rientrano tutte le componenti di Forza Armata, dell’Ordine comprese Agenzie ed allegati vari.
Non si entra nel merito di armamenti, tecnologie, per non scrivere delle capacità di “comando” che se si volesse ricordare la “Notte di Taranto” del 11/12 novembre 1940, allorché  l’intera Regia Marina venne quasi del tutto affondata dagli inglesi in un tripudio di tradimenti ed inefficienze verrebbe da ascriversi al club della “satira e fagiana”.
Per chi, come lo scrivente, è nato in una caserma di Carabinieri con un passato giovanile da ufficiale di Artiglieria sarebbe più salutare bere un caffè con la cicuta per non continuare.
Poi si pensa agli oltraggi di una pubblica amministrazione indecorosa, al fancazzismo generale, al piano ferie, e la soluzione più classica è quella della serie “…andate tutti a quel paese e combattete voi, sempre se ne siete capaci”.
Ma, perchè vi è sempre un ma.
Perchè si è nati in un certo modo e la “natura” vince sempre.
Ed arriviamo alle conclusioni.
Si inizia a pensare a quanti italiani lavorano con onestà, dedizione, lealtà, portando innovazione in tutto il mondo. Si pensa ai giovani, come i “ragazzi” che con una divisa appena indossata pieni di fervore ed entusiasmo vengono il sabato e la domenica al TSN  e chiedono del “vecchio” per imparare a sparare.
Si pensa al proprio padre, maresciallone dell’Arma. Si pensa ai figli.
Speriamo anche a certi valori che ancora ci sono.
Valori che sono una  “brutta notizia” per traditori, badogliani, infami che hanno venduto l’Italia allo straniero, alle mafie, a vili figuri paludati da titoli inutili, in quanto in questo disgraziato Paese esistono ancora Uomini che hanno combattutto, combattono e combatteranno per il Tricolore.
A questi “caporali”, ricordati dal grande Totò,  lasciamo conferenze e convegni,
 

Autore

  • Redazione

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