
“Spero davvero che si riesca a raggiungere un’intesa sulla firma dell’accordo di programma e quindi si riesca a fare quello che è l’obiettivo del governo: non solo salvare l’Ilva, ma fare dell’Ilva una delle realtà più moderne d’Europa”, afferma il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin al suo arrivo al ministero dell’Industria e del Made in Italy dove è convocato il tavolo ex Ilva con gli enti locali per cercare un accordo interistituzionale in vista della nuova autorizzazione integrata ambientale e sanitaria Aia per Taranto. “L’Aia comunque come procedura va avanti” c’è una commissione indipendente e “valuterà”, aggiunge.
Al di là della dichiarazione, è stato rinviato al 31 luglio il tavolo sull’ex Ilva, tenutosi oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy e durato circa quattro ore. Ancora nessuna firma dell’accordo interistituzionale, che potrebbe avrebbe dovuto preparare il terreno per la nuova autorizzazione integrata ambientale e sanitaria Aia per Taranto. I presenti hanno firmato, però, un verbale che rinvia l’incontro al 31 luglio e istituisce un comitato, che avrà il compito di valutare la questione sulla nave rigassificatrice entro il 28 luglio. Il 30 luglio, intanto, è atteso il primo incontro del Consiglio comunale di Taranto: è stata accolta, così, la proposta del sindaco tarantino Piero Bitetti di spostare la decisione sull’accordo. La data della conferenza dei servizi prevista giovedì 17 luglio resta al momento invariata. La firma del verbale è “significativo”, frutto “del clima collaborativo e costruttivo che siamo riusciti a instaurare con tutti gli attori”, ha affermato il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, al termine dell’incontro. “Abbiamo deciso di accogliere la richiesta del sindaco di Taranto di sottoporre il piano di piena decarbonizzazione che ci consentirà di realizzare a Taranto, il più importante e avanzato stabilimento siderurgico green d’Europa, alle valutazioni del consiglio comunale. Siamo sulla strada giusta”, ha aggiunto Urso.
Il ministero delle Imprese, quindi, istituisce una commissione tecnica finalizzata a dare maggiori elementi a tutte le opzioni, come previsto nella proposta formulata da Urso nel corso dell’incontro. Il comitato è costituito dal ministero delle Imprese, ministero dell’Ambiente, regione Puglia, provincia di Taranto, i due Comuni Taranto e Statte, autorità portuali e Snam. Nel verbale si introduce un “impegno formale” per garantire l’occupazione dei lavoratori eventualmente in esubero, attraverso misure di politiche del lavoro o un intervento normativo finalizzato allo scopo: questo è il punto raggiunto nel corso dell’incontro che si è tenuto ieri al ministero alla presenza delle sigle sindacali. L’istituzione di una commissione, più nel dettaglio, è volta a verificare l’approvvigionamento del gas sostenibile da un punto di vista ambientale ed economico. Il comitato tecnico sarà chiamato, dunque, a valutare la possibilità di realizzare a Taranto fino a quattro impianti di Dri (preridotto). Quello che è certo, è che i tre forni elettrici restano un punto fermo.
La conferenza dei servizi “dovrà comunque rilasciare” un’autorizzazione integrata ambientale, anche ai fini sanitari, “per soddisfare le esigenze” del Tribunale di Milano, ha ribadito Urso. Il ministro ha specificato che, nel contempo, il rilascio dell’Aia “ci consente di proseguire nel negoziato, perché tutti gli attori industriali, che hanno presentato un’offerta ed altri che potrebbero aggiungersi, hanno chiesto come fattore preliminare abilitante che lo stabilimento abbia l’esercizio a produrre”. Per quanto riguarda la nave rigassificatrice, le valutazioni si baseranno sull’afflusso di gas necessario a Taranto e verranno poi definite con quali modalità. Questa mattina il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, ha incontrato il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, per giungere a una linea comune sulla decisione della nave rigassificatrice. Emiliano aveva premesso ieri, al termine dell’incontro con i sindacati, l’ipotesi che si giungesse a un accordo senza esprimersi su rigassificatore. L’accordo di programma “ha ancora bisogno di maturare dentro la logica degli enti locali”, ha dichiarato Emiliano, perché “purtroppo, l’Italia sta delegando al comune di Taranto, ancora una volta, il suo destino industriale e nel frattempo però nessuno fa sentire al sindaco di Taranto la sua vicinanza, perché lui, appena eletto, dovrà andare a dire ai suoi cittadini a nome dell’Italia intera che devono sopportare e soffrire per altri tot anni una situazione in cui le fonti inquinanti sono ancora aperte”. L’orizzonte “è difficile”, ha aggiunto. Questa vicenda “è drammatica, lasciata a marcire per anni e anni e anni”, ha concluso il presidente della regione Puglia.
cura di Agenzia Nova





