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TRUMP, VALZER CON PUTIN E PAGA L’EUROPA

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Un valzer con Putin e un annuncio forte e chiaro alle élite europee: se volete andare avanti con la guerra pagate. Un messaggio che aggiunge a quello sui dazi: se volete andare avanti con il Green Deal, la Ribera, i socialisti e i verdi, fate pure, ma con dazi del 30%.

Roger? No. L’Europa non capisce, è stordita. Cornuti e mazziati tutti quelli che blateravano del povero stupidotto Trump, preso per i fondelli da Putin e ora, arrabbiatissimo, pronto a fare la guerra.

Arrivano i patriot, per difendere Kiev e qualche altra città, ma li devono fornire gli europei.

La Germania ha già detto no. Secondo il Financial Times il ministro della Difesa tedesco Pistorius ha dichiarato che Berlino non sarà in grado di fornire all’Ucraina sistemi di difesa aerea Patriot e missili Taurus. Pistorius ha detto che dei 12 sistemi tedeschi Patriot, tre sono stati consegnati a Kiev, due alla Polonia e uno è in manutenzione o formazione. Solo sei sistemi sono rimasti in servizio. Questo è davvero troppo poco, soprattutto alla luce degli obiettivi della NATO di rafforzamento delle capacità che dobbiamo raggiungere. Di certo non possiamo dare di più”.

Contrariamente alle aspettative degli ottusi e dei guerrafondai europei, Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti imporranno “dazi molto severi” alla Russia entro 50 giorni se non verrà raggiunto un accordo per fermare la guerra in Ucraina.

Cinquanta giorni sono in pratica arrivare a metà settembre, quando in Ucraina cominciano le piogge e arriva la rasputizza, fenomeno meteorologico tipico della Russia e dell’Ucraina, caratterizzato da un periodo di fango intenso. Questo fango rende le strade e i terreni impraticabili, influenzando pesantemente le operazioni militari e i trasporti. 

Quindi fine della campagna estiva di Putin. Giro di valzer completato.

Seduto fianco a fianco con il segretario generale della Nato Mark Rutte nello Studio Ovale, Trump ha detto ai giornalisti di essere deluso dal presidente russo Vladimir Putin e ha osservato che il commercio è “ottimo per risolvere le guerre”. Ha anche affermato di avere raggiunto un accordo per inviare armi all’Ucraina. Seduti di lato nell’Ufficio ovale erano presenti anche il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth. Vertice al completo.

Il presidente Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti invieranno armi di alta qualità alla Nato per sostenere l’Ucraina nella sua guerra contro la Russia: “Produciamo armi di alta qualità e le invieremo alla Nato”, ma Trump ha anche affermato che saranno i membri della Nato, e non i contribuenti americani, a coprire il costo delle armi: “È totalmente logico volere che gli europei paghino. Questo significa che l’Ucraina potrà mettere le mani su apparecchiature militari, munizioni”.

Ovviamente Mark Rutte, segretario della Nato”, ha commentato, seduto al suo fianco: “Questo è molto importante. La ricostruzione in Ucraina sarà il prossimo problema, perché richiederà molto tempo”.

La logica è ferrea. Chi vuole continuare la guerra la paghi. Ovvero: Europa, paga. Anzi, paga anche la ricostruzione, dopo che sarà finita la guerra, tanto gli Usa si sono già assicurati i diritti di estrazione.

Europei mazziati e cornuti? Evidentemente si.

Dare tempo 50 giorni a Putin rientra in una sorta di minuetto tra Mosca e Washington che ha come focus il Medio Oriente, dove, guarda caso, il leader del Cremlino ha detto che l’Iran non deve arricchire l’uranio.

La Russia, del resto, continua il balletto, dicendo di attendere proposte su quando svolgere il prossimo round di negoziati con l’Ucraina. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov nel corso di una conferenza stampa. “ È evidente – ha detto – che Kiev non ha fretta. Noi stiamo continuando ad attendere proposte sulle tempistiche (del terzo round di negoziati)”.

Gli Stati Uniti invieranno “diversi pezzi” di equipaggiamento “militare molto sofisticato all’Ucraina”, per i quali Kiev “pagherà il 100 per cento” del prezzo, ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando ai giornalisti. “Gli daremo sistemi Patriot, di cui hanno disperatamente bisogno”, ha aggiunto, senza precisare quante batterie intenda dare a Kiev. Il presidente russo, Vladimir Putin, “ha sorpreso molte persone: parla con gentilezza, poi la sera bombarda tutti quanti, ma è un problema. Non mi piace”.

Armi a Kiev sì, ma se le paga. E le altre? Le pagano gli europei.

Nella giornata di ieri Putin in un’intervista al giornalista di “Vgtrk”, Pavel Zarubi ha dichiarato che la Russia “deve raggiungere la leadership in aree strategiche, ma deve farlo basandosi sui suoi valori tradizionali, preservando e sviluppando ogni aspetto. Garantire il futuro del Paese sarà impossibile se lo sviluppo non si basa sulla storia degli antenati, sui valori tradizionali, sulla profonda essenza della società, che si tramanda di generazione in generazione”. Secondo il presidente russo, il successo attende tutti coloro che si sviluppano su questa base “morale, storica e tradizionale”.

Intanto l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Keith Kellogg, quello che conta nulla, è arrivato in Ucraina. Lo ha annunciato su Telegram il capo dell’ufficio presidenziale dell’Ucraina, Andriy Yermak. “Difesa, rafforzamento della sicurezza, armi, sanzioni, protezione del nostro popolo, rafforzamento della cooperazione tra Ucraina e Stati Uniti: sono molti gli argomenti di discussione”, ha scritto Yermak. “La Russia non vuole cessare il fuoco. La pace attraverso la forza è il principio del presidente Trump e noi sosteniamo questo approccio”.

Perfetto. Come volevasi dimostrare.

Nel frattempo sul campo i russi avanzano.

Stando ai dati di ISW (Institute for the study of war), i milblogger russi hanno affermato che le forze russe sono avanzate a Yunakivka, nella periferia settentrionale di Myropillya (entrambi a nord-est della città di Sumy), a nord-est di Oleksiivka (a nord della città di Sumy) e a nord di Ryzhivka (a nord-ovest della città di Sumy e immediatamente a sud di Tetkino, Oblast di Kursk).

I milblogger russi hanno affermato che le forze russe stanno attaccando nel nord di Myropillya e che sono in corso combattimenti a Yunakivka e Kindrativka.

I milblogger russi hanno affermato che le forze ucraine hanno contrattaccato vicino a Kindrativka e Andriivka (a nord della città di Sumy).

Le forze russe hanno condotto operazioni offensive a nord della città di Kharkiv verso Lyptsi e a nord-est della città di Kharkiv vicino a Vovchansk e Zelene.

Le forze russe hanno continuato gli assalti a nord-est di Velykyi Burluk verso Chuhunivka e Ambarne.

Un milblogger russo ha affermato il 13 luglio che le forze russe sono avanzate vicino a Radkivka (a nord di Kupyansk).

Le forze russe hanno attaccato nord di Kupyansk vicino a Kindrashivka e Holubivka, a nord-est di Kupyansk vicino a Synkivka, a est di Kupyansk vicino a Petropavlivka e a sud-est di Kupyansk vicino a Stepova Novoselivka e verso Pishchane e Novoosynove.

Le forze russe hanno attaccato a nord-est di Borova vicino a Zahryzove e Kolisnykivka, a est di Borova vicino a Zelenyi Hai e Kopanky  e a sud-est di Borova vicino a Hrekivka e verso Cherneshchyna.

Un milblogger russo ha affermato il 13 luglio che le forze ucraine hanno ripreso la maggior parte di Ridkodub (a nord di Lyman) e un altro milblogger russo ha affermato che le forze russe sono avanzate a Torske (a est di Lyman).

Le forze russe hanno attaccato a nordovest di Lyman verso Shandryholove e Serednie, a nord di Lyman vicino a Karpivka, Zelena Dolyna, Novyi Myr e Ridkodub, a nordest di Lyman vicino a Kolodyazi e Yampolivka e a est di Lyman vicino a Torske e Dibrova e all’area forestale di Serebryanske.

Le forze russe hanno condotto operazioni offensive a nord-ovest di Siversk verso Dronivka, a nord di Siversk vicino a Serebryanka, a nord-est di Siversk vicino a Hryhorivka, a est di Siversk vicino a Verkhnokamyanske  e a sud-est di Siversk vicino a Ivano-Darivka e Vyimka.

Un milblogger russo ha affermato che le forze russe sono avanzate nel sud di Chasiv Yar e vicino a Hryhorivka (a nord di Chasiv Yar).

Le forze russe hanno condotto operazioni offensive a sud-est di Chasiv Yar vicino a Klishchiivka e a sud di Chasiv Yar vicino a Bila Hora e Stupochky.

I milblogger russi hanno affermato che le forze russe sono avanzate a nord-ovest di Dyliivka (a nord di Toretsk), a nord di Yablunivka, vicino a Popiv Yar e Rusyn Yar (tutti a nord-ovest di Toretsk) e tra Oleksandro-Kalynove (a nord-ovest di Toretsk) e Katerynivka (a est di Oleksandro-Kalynove).

Le forze russe hanno attaccato nei pressi di Toretsk, a nord di Toretsk vicino a Dyliivka  e a nord-ovest di Toretsk vicino a Rusyn Yar, Popiv Yar, Yablunivka, Oleksandro-Kalynove e Poltavka e verso Stepanivka.

 Filmati geolocalizzati pubblicati il 13 luglio indicano che le forze russe sono recentemente avanzate a sud-est di Novotoretske (a nord-est di Pokrovsk).

Ill Ministero della Difesa russo (MoD) ha affermato che le forze russe hanno conquistato Mykolaivka (a est di Pokrovsk).

I milblogger russi hanno affermato che le forze russe sono avanzate a Novotoretske, a Fedorivka (entrambi a nord-est di Pokrovsk) e vicino a Zvirove (a sud-ovest di Pokrovsk).

Le forze russe hanno attaccato verso la stessa Pokrovsk, a nord di Pokrovsk verso Rodynske, a nord-est di Pokrovsk vicino a Razine, Novotoretske, Novoekonomichne, Myrne, Fedorivka e Myrolyubivka e verso Volodymyrivka, a est di Pokrovsk vicino a Mykolaivka e Promin, a sud di Pokrovsk vicino a Vidrodzhennya, Shevchenko e Novoukrainka e a sud-ovest di Pokrovsk vicino a Zvirove, Udachne e Kotlyne e verso Molodetske.

Un filmato geolocalizzato pubblicato il 13 luglio mostra le forze russe che issano una bandiera a Myrne (a sud-ovest di Novopavlivka).

I milblogger russi hanno affermato che le forze russe sono avanzate a ovest di Novopil (a sud-ovest di Velyka Novosilka) e verso Maliivka orientale (a nord-ovest di Velyka Novosilka nell’oblast’ di Dnipropetrovsk).

Questo insieme di notizie, che ovviamente ISW si ripropone di geolocalizzare e confermare, danno comunque un’idea di come le truppe russe stiano premendo e avanzando su tutto il fronte.

Volodymyr Zelensky ha espresso la sua gratitudine a Donald Trump “per la sua disponibilità a sostenere la difesa” delle vite ucraine. Il presidente ucraino ha rilasciato queste dichiarazioni nel suo videomessaggio serale, dopo che il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la vendita di armi alla NATO per aiutare l’Ucraina. Contento lui.

Nel frattempo a Kiev si prepara un rimpasto di governo, con una nuova premier amica degli Usa (quindi molto meno amica degli inglesi e dei francesi?).

I piani del presidente ucraino prevedono un cambio fino al vertice dell’esecutivo, che sarà rappresentato dall’attuale vicepremier Yuliia Svyrydenko. E cambierà anche il rappresentante diplomatico a Washington: il ministro della Difesa Rustem Umerov.

Sulla scelta della 39enne Svyrydenko, che guida il ministero dell’Economia, hanno probabilmente pesato due fattori: è considerata una stretta alleata di Andriy Yermak, il potente capo di gabinetto di Zelensky e vanta forti legami con la squadra di Trump, dopo aver guidato i colloqui insieme al segretario al Tesoro Scott Bessent, che hanno portato all’accordo sui minerali (quanto mai vantaggioso per gli Usa).

A lei verrà affidato il compito di “trasformare il potere esecutivo”.

Per Umerov c’è in ballo un ruolo forse ancora più delicato, quello di ambasciatore negli Stati Uniti.

L’attuale rappresentante a Washington, Oksana Markarova, pagherà l’essersi inimicata il partito repubblicano, dopo che a settembre aveva organizzato una visita di Zelensky con alcuni esponenti dei democratici a un deposito di armi nello stato chiave della Pennsylvania durante la campagna del 2024: un’iniziativa condannata dallo speaker della Camera Mike Johnson, che aveva chiesto le sue dimissioni.

Per la povera Unione Europea, destinata al massacro, ieri è arrivata una batosta anche dalla Croazia.

Il presidente croato Zoran Milanović ha dichiarato ieri, durante una conferenza stampa congiunta con il suo omologo bulgaro Rumen Radev a Zagabria, che affermare che l’Ucraina sia il Paese più vicina all’adesione all’Ue è un insulto “sfacciato” a Paesi come il Montenegro e la Macedonia del Nord.
“Mi sembra sempre più – ha detto il presidente della Croazia – che il cinismo e l’impudenza di certe strutture europee siano inarrestabili. Queste persone sembrano ossessionate dall’Ucraina, come se fosse il loro modo di rimanere al potere. L’Ucraina è un Paese in guerra, senza un territorio chiaramente definito, incapace di autofinanziarsi”.
Per Milanović “affermare che l’Ucraina è più vicina all’adesione all’Ue rispetto al Montenegro o alla Macedonia è uno sfacciato insulto a quei Paesi. È ingiusto e disumano; stiamo rovinando quel Paese”, ha dichiarato Milanović. Radev ha affermato che non sarebbe un buon segnale per gli Stati dei Balcani occidentali dare priorità all’Ucraina a causa delle circostanze geopolitiche, senza soddisfare i criteri e le riforme necessarie per l’adesione. Ha espresso la stessa opinione sulla Macedonia del Nord e ha negato che la Bulgaria stia bloccando l’ingresso di Skopje nell’Unione.

 

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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