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I CARRI (ARMATI) DAVANTI AI BUOI

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di Paola Bergamo

Ieri su questo stesso giornale Paolo Falconio ha scritto un interessante articolo dal titolo “La guerra è finita ma continueranno i morti”.

Concordo con l’analisi di Falconio e sconcerta anzi fa rabbrividire, al di la delle belle parole di circostanza dei tanti leader protagonisti della nostra contemporaneità che, nell’ormai indifferenza generale, si protragga da tre anni una guerra, quella russo-ucraina che non sarebbe mai dovuta iniziare e che assurdamente si continui a mandare a morire inutilmente chi è rimasto in terra d’Ucraina mentre più di 600 mila abili alla leva se ne sono a suo tempo andati allo scoppio delle ostilità.

La guerra è stata perduta, per parte ucraina, “ ab initio” e del resto quel 24 febbraio 2022 è stata l’escalation di un conflitto che si protraeva dal febbraio 2014 e aveva già fatto moltissime vittime mentre tutti noi continuavamo pacifici i nostri scambi commerciali.

La conta dei morti è così lievitata che dovrebbe dissuadere le parti in causa dal continuare il conflitto e indurre la comunità internazionale a intervenire finalmente per via diplomatica efficacemente.

Se tutti ricordano le parole di Von Clausewitz per cui “la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi” e quelle di Sun Tzu per cui è meglio “ sfruttare le debolezze dell’avversario preferendo la conquista senza combattere” ci si dovrebbe piuttosto soffermare sulla saggezza di Wei Liao-tzu vissuto tra il V e il III secolo a.C: “La guerra va intesa come ultima risorsa! La guerra dovrebbe essere considerata l’ultima opzione, da utilizzare solo quando tutte le altre alternative sono esaurite

Oggi accade il contrario.

L’odio, genererà più odio, con fratture che si proietteranno nelle generazioni a venire facendo unicamente l’interesse di produttori e venditori d’armi!

Vale tra Russi e Ucraini, vale in Medio Oriente e in tutti “palcoscenici” di guerra del mondo, ad oggi circa una sessantina in cui s’incrociano tanti interessi economici non ultimo la conversione bellica dell’industria europea.

Se si producono più armi va da sé che servono più guerre! Quindi si semina vento per poter raccogliere tempesta!

La guerra però va da sé che è sempre una sconfitta: anche per chi la vince!

A uscire sconfitta è l’Umanità che pare essere stata fatta avvitare su sé stessa!

E del resto tutto politicamente appare un navigare a vista, l’inattendibilità viene eretta a “sistema”, espressione di un tempo scomposto, dove il caos serve a generare più caos: ciò che si afferma al mattino viene smentito la sera(!). La volontà è rompere ogni schema. Nulla regge più. I tagliatori di teste, un tempo si sarebbe detto i barbari, sono all’opera. La Forza è lessico sintassi e grammatica di ogni cosa con il paradosso-burla che pullulano le conferenze per fantomatiche ricostruzioni a guerre ancora in corso: insomma burattinai e registi mettono i carri (armati) davanti ai buoi!

Intanto Trump per parte sua dice che lunedì p.v. farà importanti dichiarazioni sulla Russia.

Non ci resta che “attendere”!

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  • Redazione

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