

Epstein o Ghisalaine? Sesso e pedofilia o qualcosa di più profondo e pericoloso?
Lo scandalo sessuale sembra solo il tappeto sotto il quale si nasconde ben altra polvere.
Un tappeto ignobile, satanico, degno dei vizi delle élite debosciate di un Occidente che ha perso il senso, ma solo un tappeto.
Dai dati scandagliati sulle fonti aperte, emerge un disegno che indica una trama degna di Margaretha Geertruida Zelle, meglio conosciuta come Mata Hari, agente segreta olandese, condannata alla pena capitale per la sua attività di spionaggio durante la prima guerra mondiale e fucilata nel 1917.
Negli Stati Uniti infuria una polemica dovuta al fatto che Donald Trump non avrebbe mantenuto la promessa di trasparenza sui reati sessuali di una élite di porci diabolici viziosi (una vera e propria potente cupola e anche una cloaca morale) della quale farebbero parte uomini e donne con responsabilità importanti ai vari livelli: economico, politico, finanziario, scientifico, culturale.
Negli States è in atto un duro scontro sui files dell’affare Epstein.
Va sempre precisato che frequentare un miliardario non significa necessariamente condividerne i vizi e nemmeno essere suoi clienti. Vale anche per i non miliardari. Se così non fosse, nessuno potrebbe più frequentare nessuno. I delinquenti non si presentano con scritto sulla fronte delinquente e, anzi, a volte sembrano bravissime persone. I colletti bianchi della ‘ndrangheta ne sono una prova.
Fatta questa necessaria precisazione e aggiunto che con l’intelligenza artificiale si possono costruire prove false di qualsiasi genere da postare sui social, va registrato che la componente filo trumpiana, che possiamo considerare radicale, è scatenata dopo che il Dipartimento di Giustizia ha affermato lunedi che Jeffrey Epstein non teneva una “lista clienti”, affermando che nessun altro fascicolo relativo alle indagini sul traffico sessuale del ricco finanziere sarebbe stato reso pubblico, nonostante le promesse del procuratore generale Pam Bondi che avevano suscitato le aspettative degli influencer conservatori e dei teorici della cospirazione.
La presa di posizione del Dipartimento di Giustizia sta suscitando un vespaio enorme, con dibattiti feroci sui social media.
A gennaio del 2024 si era alzato il velo su oltre 150 persone legate alla vicenda giudiziaria di Jeffrey Epstein, il finanziere americano suicidatosi in cella a New York nel 2019 mentre aspettava il processo per traffico sessuale di minorenni.
I loro nomi sono stati tenuti segreti per anni finché un giudice non ha stabilito che non c’è alcuna giustificazione legale per continuare a mantenerli sotto sigillo. La tranche iniziale comprende 40 documenti precedentemente non divulgati con quasi 1.000 pagine di deposizioni e dichiarazioni.
L’elenco di nomi ha alimentato curiosità e speculazioni su social e media, ma non è una lista di ‘clienti’ e non presuppone alcuna accusa di complicità nei crimini di Epstein.
https://www.rainews.it/dl/doc/1704342014016_FinalEpsteindocuments.pdf
Storia solo di pedofilia, ossia di uno schifo di viziosi satanici altolocati o intrigo di servizi segreti che hanno utilizzato, come spesso è accaduto nella storia, il sesso per creare una rete di personaggi ricattabili?
Quanti segreti importanti e quante notizie riservate sono stati sussurrati all’orecchio delle amanti o degli amanti durante gli amplessi monitorati da occhi e orecchi attenti?
Anneke Lucas, in un libro fondamentale, descrive questa routine quasi silenziosa, quando sua madre la portava, la bambina di 6 anni, la sera in varie ville, palazzi, castelli e altri appartamenti di lusso, a volte nei bar, dove si svolgevano orge con persone focose.

La ragazza sapeva cosa sarebbe successo, ne aveva paura e sapeva come doveva comportarsi per non scontentare la madre: era addestrata.
“Nelle orge intorno a Bruxelles, nei bar, nelle ville o nei castelli, non si sa mai cosa può succedere. L’atmosfera a Bruxelles era cruenta. La rete, poiché è la mia realtà e devo conoscerla, è una parte dell’ombra che non può essere conosciuta”, scrive nel suo libro.
Come hanno raccontato altre vittime di questo tipo di abusi, Anneke spiega di essere stata così spaventata durante l’abuso che la sua mente si è fissata su molti dettagli, sul viaggio, sui luoghi degli eventi, sugli atteggiamenti dei pervertiti.
Nel libro, l’autrice parla soprattutto degli anni 1973 e 1974, quando aveva 10 e 11 anni, ma i gravi abusi sono iniziati prima. In un post su Facebook del novembre 2018, ha spiegato che all’età di 9 anni è stata portata dalla Svizzera all’aeroporto JFK di New York con un jet privato, aggirando la dogana.
Scrive di essere stata mandata sulla costa orientale degli Stati Uniti, in Svizzera, Germania, Francia e, naturalmente, in Belgio. Ha lavorato per oltre cinque anni in questa rete, che inizialmente ha descritto come una sorta di “club” molto chiuso di uomini adulti in cui abbondavano droghe e alcol e “i bambini erano una merce”.
Bambine addestrare ad essere delle schiave sessuali per carpire segreti.
Entriamo, pertanto, sotto il tappeto per vedere, per quanto ci è possibile, scandagliando le fonti aperte, quanta polvere c’è.
A ottobre del 2020 è stata pubblicata una lunga deposizione rilasciata da Ghislaine Maxwell nell’ambito della causa civile intentata contro di lei nel 2015.
La deposizione ha dato spazio a moltissimi dubbi circa le reali attività del finanziere-pedofilo. Era legato ai servizi segreti?
Come riporta Il Messaggero, gli inquirenti hanno chiesto a Ghislaine Maxwell se è “a conoscenza del ruolo che Epstein aveva nei rapporti con la Cia? E con l’Fbi? Sapeva della sua collaborazione con la Sec (le autorità fiscali, ndr) per scoprire cifre sottratte all’erario? Aveva parlato con lui del supposto ruolo di gestore di affari negli Usa per conto del governo di Israele?”.
I legali della ereditiera dell’impero editoriale britannico hanno lottato per evitare che il verbale fosse divulgato, fino a suscitare il sospetto che il testo comprendesse l’elenco degli uomini potenti e famosi implicati nei traffici di Jeffrey Epstein.
Come riporta da IlGiornale.it, l’ipotesi che Jeffrey Epstein fosse legato all’intelligence israeliana è supportata da alcune testimonianze.
Alla fine del 2019 Ari Ben-Menashe, una ex spia isrealiana e sospetta figura dietro a Robert Maxwell, il magnate inglese della stampa, ha rivelato agli autori del libro Epstein: Dead Men Tell No Tales che il finanziere conduceva una complessa operazione di intelligence per conto del Mossad. Come scriveva La Stampa, il miliardario americano che ha messo nei guai il principe Andrea era forse una spia che lavorava per i servizi segreti, ricattando i politici e imprenditori che aveva ospitato nelle sue dimore, piene di minorenni e di telecamere nascoste.
Secondo i tre giornalisti investigativi che hanno scritto Dead Men Tell No Tales ci sono forti dubbi sul fatto Epstein si sia suicidato nel carcere di New York: il sospetto è che molte persone avrebbero avuto interesse a farlo tacere per sempre. La tesi del libro è che a introdurre Epstein nei circoli dell’intelligence israeliana fu proprio Robert Maxwell, padre di Ghislaine.
Secondo Ari-Ben-Menashe, Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell avrebbero procurato ragazze minorenni ai politici e ai potenti di tutto il mondo, per poi ricattarli per conto dei servizi segreti israeliani. Va sottolineato, tuttavia, che le accuse di Ben-Menashe vanno prese con le pinze: l’accusa viene infatti da un enigmatico faccendiere e uomo d’affari israeliano di origine iraniana che sostiene di aver lavorato per il Mossad dal 1977 al 1987. Una figura misteriosa arrestata nel 1989 negli Stati Uniti con l’accusa di traffico di armi e scagionata nel 1990.
L’elenco reso pubblico dei soci collegati al defunto finanziere Jeffrey Epstein ha fatto emergere nuovi sospetti sui suoi presunti legami con il Mossad, l’agenzia d’intelligence israeliana. Tra le figure di spicco identificate nei documenti resi pubblici c’è l’ex-primo ministro israeliano Ehud Barak.
Sebbene Barak sia brevemente menzionato nei documenti, le questioni relative al suo rapporto con Epstein sono state a lungo oggetto di speculazioni. Barak, che ha ricoperto la carica di Primo Ministro dal 1991 al 2001 dopo un mandato di 35 anni nell’esercito israeliano, è noto per aver incontrato Epstein circa 36 volte. È stato anche fotografato mentre entrava nella residenza di Epstein a Manhattan nel 2016, un giorno in cui c’erano giovani donne che entravano e uscivano.
Ex-agenti dei servizi segreti israeliani hanno affermato che l’operazione di traffico sessuale internazionale di Epstein era uno schema di intrappolamento mirato ad acquisire “kompromat” per ricattare potenzialmente le élite politiche e commerciali. Il principe Andrea, un altro nome della lista, è stato definito da un ex-agente dell’intelligence “l’utile idiota” di Epstein, che ha agito come un prezioso trofeo grazie alle sue influenti connessioni.
L’amicizia di Andrew con Epstein ha permesso al finanziere e a Ghislaine Maxwell di partecipare a eventi dell’alta società a Londra, soggiornando persino nella tenuta Balmoral della Regina. Le accuse si estendono ulteriormente, suggerendo che Maxwell, la presunta maitresse di Epstein, potrebbe avere legami familiari con il Mossad attraverso il padre, Robert Maxwell, un ex-magnate dei giornali britannici.
Siamo di fronte ad una rete di spionaggio che si avvale di bambini addestrati a indurre uomini e donne di un’élite viziosa, drogata, perversa, dai tratti satanici a spifferare , durante amplessi pedofili, quanto sanno a bambini e bambine che sono, di fatto, delle orecchie addestrate.
Qui entra in scena il padre di Ghislaine Maxwell, ebreo, scampato alla Shoa, mentre la madre è morta in campo di concentramento, morto misteriosamente alla Canarie.
Ghislaine a 29 anni volò a Tenerife per la morte del padre, Robert Maxwell, che stava navigando nelle acque Canarie su uno yacht.
Robert Maxwell, il magnate delle comunicazioni ritenuto un agente del Mossad, era morto misteriosamente nelle acque delle Canarie nel novembre 1991.
Robert Maxwell era arrivato a Tenerife con il suo lussuoso yacht “Lady Ghislaine”, dal nome della figlia preferita, la più giovane.
L’esperto forense Carlos López de Lamela, riguardo ai sospetti di omicidio, ha confidato che Maxwell poteva aver subito un’iniezione letale e impercettibile anche in sede di autopsia, e successivamente essere stato colpito da un infarto.
Nello stomaco c’erano tracce dell’ultimo alimento consumato: una banana che aveva ordinato prima di morire. L’indagine forense non ha chiarito il motivo per cui, una volta morto, sarebbe stato gettato in mare.
La versione ufficiale ha optato per la versione peggiore per la famiglia, che aspirava a riscuotere una succulenta polizza assicurativa, ovvero la morte naturale (Maxwell aveva un solo polmone ed era in cura per un edema).
Ghislaine, lesse nel porto di Santa Cruz un comunicato di apprezzamento per il trattamento ricevuto sull’isola,
la ragazza ammassò tutti i documenti che suo padre aveva lasciato nella cabina e ordinò che fossero distrutti.
Quando il giudice di Granadilla Isabel Oliva chiese di raccogliere il prezioso materiale delle ultime ore del defunto, vennero trovati solo pochi telegrammi di condoglianze.
Non si possono dimenticare nemmeno gli sforzi per sfuggire alle domande dei giornalisti dell’avvocato di Tenerife della famiglia Maxwell, Julio Hernandez Claverie.
Ghislaine fuggì a Londra dopo essere tornata da Tenerife e aver seppellito suo padre sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme con gli onori di un capo di stato.
Il padre di Ghislaine aveva amici vip nell’alta borghesia e frequentava la Casa Bianca e il 10 di Downing Street.
“La vita è dura”, disse a Robert Maxwell un cliente che lo riconobbe al Mencey nel novembre 1991, la notte prima della sua morte.
In un libro pubblicato due settimane prima, Operation Samson, il giornalista del New York Times Seymour Hersh lo aveva accusato di essere una spia pagata dal Mossad.
Si stava avviando verso la fine del suo impero, aveva truffato i suoi dipendenti mettendo mano ai loro fondi pensione, e, se questo non bastasse, si è poi saputo che a quel tempo era preoccupato per un possibile atto d’accusa per crimini di guerra.
Robert Maxwell era nato in un villaggio dei Carpazi e la madre era morta ad Auschwitz. Lui l’unico della famiglia a sfuggire a Hitler. Il suo vero nome era Ján Ludvick Hoch, ma una volta arruolato nell’esercito britannico, adottò il nome di un soldato ucciso in Normandia.
Robert Maxwell chiese di dirigersi a Los Cristianos, ma per qualche strano motivo lo yacht navigò verso Gran Canaria prima di raggiungere la sua destinazione, senza di lui a bordo. Era scomparso nel corso di quest’ultima traversata, ma il cadavere galleggiante a faccia in su che un elicottero della SAR sollevò aveva ben poca acqua nel suo unico polmone.
Secondo quanto scrive lo spagnolo El Mundo, Robert Maxwell fu un fedele alleato di Israele, investendo in aziende farmaceutiche, editoriali e informatiche. Aveva anche legami con il Mossad, i servizi segreti israeliani, per i quali si diceva fosse una spia
Intorno a Epstein, l’amante e socio della Ghislaine, non mancano i suicidi.
Le ultime due morti “sospette” risalgono al 2022. Il 7 maggio a essere trovato senza vita per un apparente suicidio fu Mark Middleton, 59 anni, ex collaboratore di Bill Clinton alla Casa Bianca e amico di Jeffrey Epstein: si sarebbe sparato con un fucile nel suo ranch in Arkansas.
In agosto, Steven Hoffenberg, 77 anni, definito da Npr il “mentore di Epstein”, fu trovato dalla polizia nel suo appartamento senza vita, deceduto da almeno una settimana. Anche in questo caso, si tratterebbe di un suicidio.
Il fatto è che secondo quanto scrive BBC Mundo, “Maxwell aveva numerose conoscenze nell’alta società e fu lei a presentare Epstein a molti dei suoi amici ricchi e potenti, tra cui l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e il principe Andrea del Regno Unito”.
l pubblico ministero incaricato del caso ha chiesto la sua detenzione senza cauzione.
“Maxwell ha tre passaporti, ingenti somme di denaro, ampie conoscenze internazionali e non ha assolutamente alcun motivo per rimanere negli Stati Uniti e affrontare la possibilità di una lunga condanna”, ha affermato, giustificando la continua detenzione di Maxwell.
I media americani riportano che fin da giovane aveva numerose conoscenze nell’alta società e che fu lei a presentare Epstein a molti dei suoi amici ricchi e potenti , tra cui Clinton e il principe Andrea, duca di York.
Nei documenti giudiziari pubblicati alla fine dell’anno scorso, ex dipendenti della villa di Epstein a Palm Beach, in Florida, la descrivono anche come amministratrice della casa, che supervisiona il personale e gestisce le finanze.
Ghislaine Maxwell ha sostenuto in un’intervista a un’emittente britannica che Jeffrey Epstein, il milionario pedofilo morto suicida nel 2019 in una prigione Usa, “è stato assassinato in carcere”. La donna sta scontando una condanna a 20 anni per aver aiutato Epstein ad abusare sessualmente di ragazze. “Ritengo che sia stato ucciso”, ha affermato Maxwell, riferendo di essere rimasto “scioccata” alla notizia e di essersi chiesta “come sia successo”.
Secondo un esame forense commissionato dal fratello di Epstein, il magnate sarebbe stato assassinato, come dimostrerebbero le fratture al collo “molto inusuali per un suicidio”. Due guardie carcerarie sono state incriminate con l’accusa di non aver monitorato Epstein la notte in cui è morto, ma la procura federale ha lasciato cadere le accuse alla fine del 2021 in base a un accordo legale.
Infine, per ora, particolare interessante, Ghislaine Maxwell è stata trasferita in un carcere di bassa sicurezza in Florida, secondo informazioni pubbliche del Dipartimento delle prigioni degli Stati Uniti.
Maxwel condannata a New York nel giugno 2022 dopo un processo svoltosi alla fine del 2021, era stata detenuta in attesa di processo per due anni in un carcere di Brooklyn, che la sua difesa aveva criticato per i limiti e le condizioni igieniche precarie.
Successivamente la Maxwell è stata trasferita, a luglio 2022, in un carcere di bassa sicurezza a Tallahassee, in Florida.
Secondo il New York Post, la prigione di Tallahassee, dove è stata rinchiusa l’ex amante e complice di Epstein, offre un’ampia gamma di “programmi ricreativi, per il tempo libero e sociali” per i suoi oltre 800 detenuti, tra cui attività artistiche e sportive.
In Florida c’è l’abitazione personale di Donald Trump e la Florida ha eletto al senato Marco Rubio, ora Segretario di Stato.
La prigione a bassa sicurezza di Gislaine Maxwell è il frutto delle sue rivelazioni non pubblicate? Tenute segrete per un processo ancora in corso?
Quali segreti sono transitati nelle mani di Ghisleine Maxwell? E dove sono depositati, a salvaguardia della sua incolumità? Si può far suicidare una pedina, ossia un vizioso come Epstein, ma non chi detiene, da qualche parte, carte importanti?





