
“La Regola del Sospetto” è stato un bel film, forse tra i più belli, prodotti dalla cinematografia statunitense. Film proiettato nelle sale nel 2003 è stato interpretato in modo magistrale da Al Pacino e Colin Farrell con una narrazione oltremodo veritiera di uno spaccato della CIA.
Ciò per introdurre, nella calura estiva, una interpretazione/provocazione su alcuni accadimenti recenti.
Da un lato abbiamo lo “sgarbo” di Haftar nei riguardi di esponenti politici europei, tra cui il nostro ministro degli Interni Piantedosi, respinti come indesiderabili all’aereoporto di Bengasi.
Il sottostante, come ripreso da un articolo della agenzia AdnKronos https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/piantedosi-respinto-libia-cosa-e-successo_ che paventa tale antipatica operazione libica come una ripicca per mancati finanziamenti internazionali.
Si aggiunge, a corollario, la ripresa della polemica contro il governo di centro destra, per la vicenda del rimpatrio, sempre in Libia, di Almasri.
Autorevoli polemisti personaggi politici frequentatori di “aree di servizio” come quella di Fiano Romano, protettori di alti esponenti governativi da poco “restituiti al mittente da Bruxelles” per motivi ancora poco chiari, dimentichi che in Italia a, parte il compianto Presidente Emerito Cossiga ed il già sottosegretario Minniti, unici a capire la materia, è meglio a questo punto che si dedichino ad una sana lettura di rotocalchi vari.
Circa Almasri solo poche righe.
Quando si è trattato di scrivere del “porcu”, pluriomicida come Brusca, i “sinistri” hanno scritto difese di ufficio che neanche De Marsico sarebbe riuscito a redigere, tutto in motivazione dei “favori” resi alla Giustizia, ove ancora si attendono gli “atti dovuti” per tutte le notizie di reato riportate dal libro “Il Sistema” di Sallusti e Palamara ma che forse non farebbero notizia come quella avverso un Carabiniere reo di aver fatto solo il suo dovere.
Il sospetto, quindi rimaane e tutto.
Si usa dire che “il sospetto è l anticamera della verità ” e si conclude ritornando al film, giusto per divertirsi.
Non è mai un buon affare, come il film insegna, spiare le spie, perché poi non si sa mai cosa può succedere.
È un po’ come quando 2 auto girano intorno ad una rotatoria automobilistica.
Non si sa mai chi è chi segue l altro.
In ogni caso , malgrado guerre e conflitti, con i russi che ci guardano con il binocolo da Tobruk, malgrado il sano principio che “non si hanno amici ma solo nemici” ci salveremo con conferenze e convegni in modo che gli analisti nostrani dalle loro barche potranno scrivere autorevoli articoli di merito.
Mai dimenticare il salvagente a forma di paperina tassativamente giallo.





