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CYBERSPIONAGGIO E SUPREMAZIA TECNOLOGICA

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Cyberspionaggio e supremazia tecnologica: il caso Xu Zewei e l’ombra lunga sull’F-47 NGAD

Il 3 luglio 2025, all’aeroporto di Malpensa, le autorità italiane hanno arrestato Xu Zewei, cittadino cinese di 33 anni, su richiesta del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

L’arresto, eseguito sulla base di un mandato del Distretto meridionale del Texas, rientra in un’indagine federale legata al gruppo hacker Hafnium, considerato da Washington una delle più aggressive e strutturate reti di cyberspionaggio con collegamenti diretti all’apparato statale cinese. Xu è accusato formalmente di avere sottratto segreti industriali relativi allo sviluppo dei vaccini anti-Covid presso l’Università del Texas, ma secondo fonti vicine all’intelligence statunitense, il raggio d’azione dell’attacco sarebbe stato molto più ampio.

La scelta del Texas come centro dell’operazione non è casuale: lo Stato ospita alcune delle principali infrastrutture del complesso militare-industriale americano, inclusi gli stabilimenti di Fort Worth, dove vengono progettati e testati i sistemi avanzati del caccia di sesta generazione F-47 NGAD. Il programma NGAD, finanziato con 3,5 miliardi di dollari per il solo 2026, rappresenta il punto più avanzato della supremazia aerea statunitense, integrando motori a ciclo adattativo, architetture stealth evolute, capacità di comando remoto su droni armati e interoperabilità totale con i sistemi NATO.

Hafnium, già responsabile nel 2021 di attacchi mirati ai server Exchange di Microsoft e a contractor del Dipartimento della Difesa, avrebbe condotto intrusioni informatiche in ambienti universitari che collaborano attivamente con agenzie come DARPA, Air Force Research Laboratory e Lockheed Martin, utilizzando tecniche di spear-phishing, exploit zero-day e movimenti laterali all’interno delle reti accademiche. Le autorità statunitensi sospettano che l’obiettivo reale fosse ottenere accesso a dati sensibili sul design aerodinamico, i sistemi avionici e i protocolli di comunicazione crittografata dell’F-47, ancora in fase prototipale.

L’arresto di Xu, dunque, si configura come parte di una guerra silenziosa per la superiorità tecnologica nel dominio aereo e digitale. La vicenda solleva interrogativi sulla vulnerabilità dei circuiti accademici e industriali occidentali, spesso meno protetti rispetto ai centri militari ma comunque decisivi nella catena di innovazione duale. L’uso di università come vettori di accesso e copertura operativa da parte di agenti informatici è ormai una costante nelle campagne di spionaggio tecnologico portate avanti da attori statali, in un contesto in cui le linee tra ricerca civile e applicazioni militari sono sempre più sottili. L’Italia, coinvolta come luogo di transito ma anche come potenziale obiettivo secondario data la sua rete industriale nel settore della difesa, dovrà attrezzarsi.

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  • Redazione

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