Home Opinioni QUANDO L’AUTOCERTIFICAZIONE INQUINA LA POLITICA SERVE DIRE STOP!

QUANDO L’AUTOCERTIFICAZIONE INQUINA LA POLITICA SERVE DIRE STOP!

0

La grande truffa nel mondo dorato dello spettacolo non può essere affrontata con la superficialità che il mondo dei media: giornali, tv e editori cinematografici la stanno intortando, con l’aiuto di una pletora di politici attori e autori di vario genere.

In gioco ci sono milioni di euro distribuiti a pioggia con il solo criterio delle clientele e amicizie che al momento opportuno si presteranno a fare da testimoni nelle varie campagne elettorali con i loro “specchietti delle allodole “.

In discussione c’è un’operazione “rozza “ tanto nel metodo che nel merito: un mercato drogato da mille sotterfugi ,compresa la distribuzione di “un credito d’imposta “ che andrà a collocarsi in una miriade di rivoli di difficile verifica e controllo. Crediti legati a presunti sogni “ definibili da amici come opere artistiche”: la creatività certo non ha confini …ma ha un mercato del consenso ideologico politico che si intreccia da tempo anche semplicemente attraverso le vie carsiche del potere .

Il cuore di un progetto appoggia troppe volte ( se non sempre ) sul piano “dell’autocertificazione “, un generoso “credito d’imposta “ fiduciario con avvallo spudorato preventivo che trascura di sottostare a tutti i criteri di rendicontazione e verifica, tanto della qualità del prodotto, quanto alle leggi del mercato, che tradotto in parole povere riguarda di fatto il numero degli spettatori paganti.

Insomma un’ impresa che parte dalla premessa creatività o semplicemente carta imbrattata e ha rischio zero.

Le vicende di cronaca nera romana, con l’omicidio di donna e bambino al parco Pamphili e dal presunto autore e regista Francis Kaufmann , ha posto alla ribalta un fenomeno di degrado di significative dimensione anche politiche .

Il cuore del fenomeno sta nel malcostume di una modalità di “autocertificazione “ che rappresenta un vero fenomeno di degenerazione della cultura politica

“L’autocertificazione “ dovrebbe presupporre una serie di verifiche , specialmente da parte governativa dell’Agenzia delle Entrate ma, nel nostro bel Paese ,se si osservano le cronache giudiziarie riguardanti la moltitudine di concessioni edilizie – con la scusa della semplificazione – “l’autocertificazione “ è la chiave di ogni guazzabuglio -osservare i fatti enormi sul piano della quantità e qualità – per riportare lo stesso approccio che si è imposta la mangiatoia dei finanziamenti dell’industria cinematografica .

Se si sostituiscono le verifiche e si esalta” l’autocertificazione“, la cultura politica prende un orizzonte molto diverso dal percorso di quella trasparenza – sempre da tutti auspicata ma scarsamente nei fatti realizzata – che prevede la rendicontazione e un rapporto di verifica centrato sul controllo pubblico dell’agenzia delle entrate.

Se oggi si vuol puntare ad un cambio di direzione sarebbe opportuno partire nel risanare un maleodorante stagno del settore cinema ,finanziato dai soli imprenditori che sanno attenersi alla sola regola del mercato.

Dal canto suo il governo ha una buona opportunità nel fare temporaneamente chiarezza bloccando – progetti pretestuosi – per almeno cinque anni di intervento con i soldi pubblici distribuiti a pioggia.

Serve autorevolezza e urgenza nel dire : STOP!

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui