
A cura di Agenzia Nova
Cresce ancora il numero di occupati, è record dal 2004: a maggio i lavoratori sono 24,3 milioni
A maggio 2025 cresce ancora il numero di occupati. Come riferisce l’Istat i lavoratori sono 24,3 milioni, una cifra record da quando sono iniziate le rilevazioni nel 2004. L’aumento di maggio (+0,3 per cento, pari a +80 mila unità) coinvolge uomini, donne, dipendenti permanenti, autonomi e coloro che hanno almeno 50 anni d’età; si registra invece un calo tra i dipendenti a termine e nelle altre classi d’età. Il tasso di occupazione sale al 62,9 per cento (+0,2 punti).Il numero di occupati supera quello di maggio 2024 dell’1,7 per cento (+408 mila unità); l’aumento riguarda gli uomini, le donne, i 25-34enni e gli ultra 50enni, a fronte di una diminuzione tra i 15-24enni e i 35-49enni. Il tasso di occupazione, in un anno, sale di 0,8 punti percentuali.“Ancora buone notizie sul fronte occupazione. I dati confermano una crescita costante del numero di persone al lavoro – e dei contratti stabili – che ci porta ai livelli più alti da quando esistono le rilevazioni. Un segnale chiaro: l’Italia sta cambiando passo” ha scritto su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Sappiamo che la strada è ancora lunga, ma continueremo a investire con determinazione su lavoro, impresa e crescita. Per costruire una nazione sempre più solida, produttiva e giusta”, conclude.“I dati Istat di oggi ci confortano: cresce l’occupazione a tempo indeterminato, con altri 80 mila posti di lavoro in più, diminuiscono i contratti a termine, calano al minimo storico gli inattivi, anche tra giovani e donne. Si tratta di trend ormai consolidati, che confermano la direzione presa dal governo: le nostre politiche incentivano il lavoro, in particolare quello stabile e il nostro obiettivo è accompagnare sempre di più giovani e donne nel mondo del lavoro” ha commentato la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone.Un dato positivo, quello sul lavoro, che si affianca a quello diffuso nei giorni scorsi dall’Isat a proposito di reddito disponibile delle famiglie consumatrici che è aumentato dell’1,8 per cento rispetto al trimestre precedente in termini nominali, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,2 per cento. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stimata al 9,3 per cento, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,9 per cento, scontando un aumento dello 0,9 per cento dei prezzi (deflatore implicito dei consumi finali delle famiglie).





