
Gli interessi italiani in Serbia sono molteplici e si sviluppano in un contesto di eccellenti relazioni bilaterali, rafforzate dalla Dichiarazione di Partenariato Strategico del 2009 e da 145 anni di relazioni diplomatiche.
Gli interessi italiani in Serbia si concentrano sul rafforzamento delle relazioni economiche, politiche e culturali, con un ruolo chiave nel promuovere l’integrazione europea di Belgrado e la stabilità regionale. La presenza economica italiana è solida, con opportunità crescenti in settori strategici, ma deve affrontare sfide legate a questioni ambientali e geopolitiche. Per ulteriori informazioni, si può consultare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado o la guida “Diplomazia della crescita: destinazione Serbia” (2025).
L’Italia è uno dei principali sostenitori del processo di adesione della Serbia all’Unione Europea, iniziato ufficialmente con la candidatura del 2009 e lo status di candidato del 2012 e promuove il dialogo tra Belgrado e Pristina e media tra le posizioni aperte della Commissione Europea e le reticenze di alcuni Stati membri (es. Francia e Olanda).
La presenza di militari italiani nella missione Kfor in Kosovo, a protezione di siti storico-artistici rilevanti per l’identità serba, rafforza il ruolo dell’Italia nella stabilità regionale. L’Italia considera l’integrazione dei Balcani occidentali nell’UE essenziale per la gestione dei flussi migratori, la lotta agli estremismi e la sicurezza regionale.
L’Italia è inoltre il terzo partner commerciale della Serbia (dopo Germania e Cina), con un interscambio di merci di 5 miliardi di euro nel 2024. Le esportazioni italiane (macchine industriali, tessili, filati) ammontano a circa 2,68 miliardi di euro, mentre le importazioni (abbigliamento, calzature, attrezzature elettriche) a 1,77 miliardi.
La Serbia attrae oltre il 50% degli IDE nei Balcani occidentali (2018-2022), e l’Italia è tra i principali investitori. Aziende italiane come Stellantis (produzione di auto elettriche a Kragujevac), Intesa Sanpaolo e UniCredit (27,1% del mercato bancario serbo), Generali e Unipol -Sai- Ddor (32% del mercato assicurativo), Ferrero, Benetton, Calzedonia e Fintel Energija (energia) hanno una presenza significativa.
Le opportunità più rilevanti riguardano l’automotive, l’agricoltura (soprattutto biologica) e le infrastrutture (es. progetto “Belgrado sull’acqua” e Expo 2027).
La presenza di Cdp, Sace e Simest a Belgrado facilita il supporto finanziario alle imprese italiane.
La Serbia offre un ambiente favorevole agli investimenti con un’imposta sulle società del 10% (tra le più basse in Europa), zone franche e semplificazioni burocratiche.
Italia e Serbia collaborano su progetti di ricerca bilaterale attraverso protocolli tra il Ministero dell’Università e della Ricerca italiano e i ministeri serbi, promuovendo mobilità di ricercatori e infrastrutture innovative
Dal 2001, l’Italia sostiene la Serbia con progetti di rafforzamento istituzionale, sviluppo economico e sociale, come il “Protocollo Antonione” (12,9 milioni di euro per settori chiave come agricoltura, ambiente, sanità).





