
“Tutti nascono originali ma molti muoiono fotocopie”.
La frase è di Carlo Acutis, che sarà santificato il 7 settembre da Leone XIV, ed è una sintesi perfetta di come un individuo unico e irripetibile si possa immiserire fino al punto di essere un componente anonimo di una massa informe.
In questa metamorfosi ci sono, evidentemente, responsabilità individuali connesse con l’ignavia, il comportamento di coloro che durante la loro vita non hanno mai agito, né nel bene, né nel male, senza mai osare avere un’idea propria, ma limitandosi ad adeguarsi a quella dominante.
Gli ignavi, che vissero senza infamia e senza lode, sono scacciati dai cieli e rifiutati dai diavoli.
Degli ignavi scrive Dante Alighieri nel Canto III della Divina Commedia.
“Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e ’l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”.
Queste parole di colore oscuro
vid’io scritte al sommo d’una porta;
per ch’io: «Maestro, il senso lor m’è duro».
Ed elli a me, come persona accorta:
«Qui si convien lasciare ogne sospetto;
ogne viltà convien che qui sia morta.
Noi siam venuti al loco ov’i’ t’ho detto
che tu vedrai le genti dolorose
c’hanno perduto il ben de l’intelletto».
E poi che la sua mano a la mia puose
con lieto volto, ond’io mi confortai,
mi mise dentro a le segrete cose.
Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l’aere sanza stelle,
per ch’io al cominciar ne lagrimai.
Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d’ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle
facevano un tumulto, il qual s’aggira
sempre in quell’aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.
E io ch’avea d’error la testa cinta,
dissi: «Maestro, che è quel ch’i’ odo?
e che gent’è che par nel duol sì vinta?».
Ed elli a me: «Questo misero modo
tegnon l’anime triste di coloro
che visser sanza ’nfamia e sanza lodo.
Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.
Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli».
Oggi tra gli ignavi possiamo annoverare i cerchiobottisti, i trasformisti, quelli del pensiero unico politicamente corretto (leggi quello dominante) e, per non usare termini eufemistici, i ruffiani, ossia coloro che cercano di acquistare il favore altrui con l’adulazione e con atteggiamento di ostentata sottomissione.
Dante Alighieri li mette nella prima bolgia dell’8° del XVIII canto.
In questa prima delle dieci “malebolge” sono ospitati i ruffiani e i seduttori. I dannati sono divisi in due file parallele che procedono in direzioni opposte, con i ruffiani sul margine esterno e i seduttori su quello interno. Sono continuamente frustati da demoni cornuti, che li costringono a muoversi.
Nella X e ultima Bolgia dell’VIII Cerchio sono ospitati i falsari, divisi in quattro schiere, ovvero i falsari di metalli, di persona, di parola e di monete.
Ruffiani, adulatori e seduttori fanno parte della stessa realtà in quanto sono gli agenti della mistificazione, della massificazione e della metamorfosi dell’individuo in massa.
I seduttori moderni sono i falsari filantropi, i propugnatori del pensiero unico politicamente corretto, dell’ideologia woke, di un ecologismo che odia l’essere umano, di un’eugenetica dai risvolti mostruosi, di un malthusianesimo assassino, di un transumanesimo satanico.
Le malebolge del pensiero unico politicamente corretto di orwelliana memoria hanno origini antiche, rielaborate in un laboratorio moderno, quello anglosassone del XVII, XIX e XX secolo, con lo strutturarsi delle teorie malthusiane in Inghilterra e di quelle eugenetiche in Inghilterra e negli Stati Uniti (Planned Parenthood – Genitorialità pianificata), che hanno ispirato gli assassini di massa del nazismo e gli esperimenti satanici sugli esseri umani usati come cavie.
Gli angli e i sassoni, sull’isola e nel continente, hanno prodotto le stesse nefandezze.
Oggi vediamo con orrore ricomparire le stesse logiche negli Usa, in Canada e in Inghilterra.
L’utero in affitto, l’offesa più satanica alla femminilità e alla maternità si accompagna alla negazione del genere naturale.
L’aborto concesso fino al parto (reato depenalizzato, ossia permesso) è omicidio e chi lo compie è un efferato assassino.
L’eutanasia, comprensibile per un malato terminale che intende sottrarsi a inutili sofferenze, viene estesa come possibilità e anzi, suggerita a disabili, malati di mente e disagiati.
Ritornano, in forma moderna, i metodi nazisti di sterminio.
Con il transumanesimo, versione anglosassone del cosmismo, si riduce l’essere umano a solo corpo materiale da eternare con strumenti della tecnica, mentre si elimina ogni possibile riferimento all’anima e a quel nucleo essenziale che è il Sé. Tutto nell’essere umano può essere sostituito con pezzi prodotti dalla tecnica.
La propaganda, che si avvale dei media ruffiani, riempie di melassa un mondo disumanizzato.
A guidare il satanico procedere dell’umanità da insieme di individui unici e irripetibili in fotocopie-massa completamente manipolabili c’è una ristretta élite di satanisti che ha le stesse caratteristiche del nazismo, perché ha le stesse radici anglosassoni.

Ogni ignavia nei confronti di questo tentativo, pienamente in atto, di destrutturare l’essere umano per ridurlo a burattino è imperdonabile.
Come suggerisce lo scritto di un amico: “Libertà è osare la verità”.
Per restare esseri umani è necessario non essere ruffiani.





