C’era da aspettarselo: arriva la prova di forza degli USA di Trump che “gigioneggia” con il “momento storico”.
Purtroppo in guerra è così. Non si svelano le reali intenzioni, legge della guerra vecchia di millenni. E la discussione su chi prevalga fra Nethaniau e Trump rivela la sua inconsistenza.
Sul terreno della guerra le tattiche celano strategia di più lungo respiro. Il mondo guarda…si impongono i rapporti di forza e quei mondi “ricchi” che non sopportano che i loro interessi convivano con terrorismi e fanatismi.
Una scenario che presto non cambierà. Basta guardare il mondo sunnita. Del resto si poteva intuire che una resa dei conti prima o poi con l’Iran di Khameney sarebbe arrivata, ne ha fatte troppe e troppo inquietanti, come pure è in grado, se qualcosa non cambia, di farne ancora.
Il dopo è difficile da immaginare. Possiamo solo accettare il fatto che molto cambia e cambierà e che, se non ci sono le regole a dettare i comportamenti, ci saranno spartizioni e accordi “mercantili”.
Tutto in bilico. Ricostruire regole entro le quali possano vivere libertà vera e pace, collegate insieme, sarà un duro lavoro dei prossimi anni e chissà quanto altro dolore sara’ necessario.
L’Europa non è attrezzata in alcun modo: non ha classe una dirigente all’altezza, ragioni di unita’ sufficienti, non c’è più una sinistra europea degna della storia “socialista”, l’Unione europea è vasta quanto basta per allevare egoismi e populismi.
Eppure visto che gridare pace, pace non serve oggi, io comincerei proprio dall’Europa, come pure a casa nostra. Certo non con Conte, Fratoianni, Bonelli, Schlein, ma con energie comunque presenti soprattutto nella realtà sociale.
Tanto deve passare “a nottata” ed è un impegno per chi vuole difendere, anche per età, un futuro migliore di quanto abbiamo oggi. E senza una nuova classe dirigente che non urla ma che pensa tutto sarà inutile.




