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FORDOW COLPITO, O NO? LA REALTA’ COME SEMPRE STA NEL MEZZO

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di Fvumentavius

FORDOW COLPITO, O NO?—La realtà come sempre sta nel mezzo.
Non ci sono riscontri confermati e indipendenti sull’entità effettiva dei danni inflitti al sito di Fordow dopo l’attacco notturno condotto da B-2 americani con bombe GBU-57B. È normale che gli iraniani minimizzino, parlando di un “piccolo incendio spento in 3 minuti”, così come è altrettanto prevedibile che Trump e i suoi rilancino la narrazione di un successo chirurgico e totale, con tanto di Fordow “vaporizzato” e Natanz “finito”.
Girano ovunque, specialmente condivisi da vari atlantopitechi tronfi, in realta’ lo stesso footage di un attacco contro lo Yemen compiuto dieci anni fa. L’unico riscontro visivo, per ora, del risultato dell’attacco lo fornisco qui, e’ una foto presa stamattina localizzata ed affidabile.
Il vero problema, come sempre, non è solo cosa accade, ma chi lo racconta.
E allora ecco gli atlantopitechi, che si bevono ogni parola della propaganda americana come se fosse un versetto del Vangelo secondo il Pentagono. Per loro, l’America è onnipotente, Superman con la bandiera a stelle e strisce come mantello, il gendarme del mondo, il salvatore dei popoli (tranne quelli che bombarda, s’intende).
Dall’altra parte, l’idiozia speculare: chi si abbevera solo alle fonti iraniane e giura che nulla è successo, che i bunker erano profondi 800 metri (perché lo ha detto Grossi dell’AIEA, mica uno qualunque!) e che la risposta sarà “l’annientamento d’Israele”. Peccato che i danni reali . e le prove , siano ancora parziali, vaghe, o volutamente occultate.
La verità? Come spesso accade, sta nel mezzo.
È plausibile che Natanz sia stato colpito in modo serio, magari anche distrutto, visto che è a 30 metri di profondità. Fordow, invece, è probabilmente troppo profondo per essere “spaccato” con precisione, quindi potrebbero aver mirato agli ingressi, per renderlo inaccessibile o isolato. Se hanno usato solo 6 MOPs
e’ plausibile. Una strategia logica, ma meno spettacolare. Vedremo successivamente.
Su Esfahan? I missili cruise lanciati dal sottomarino USS Georgia avrebbero colpito siti di superficie. Ma anche qui, i risultati sono incerti: i locali parlano di poco o nulla.
Nel frattempo, l’IRGC ha risposto con 27 missili balistici, dichiarando di aver colpito, tra l’altro, il centro di ricerca chimico-biologico di Ness Ziona. Ma guarda caso, Israele mostra solo un impatto civile a Haifa. Nessuna conferma, nessuna smentita. Solo una gran quantità di fumo. Anche qui, la nebbia della guerra regna sovrana.
Insomma: la guerra è il regno dell’ambiguità, non dei meme.
E chi oggi urla “è cominciata la Terza Guerra Mondiale” probabilmente ieri credeva che l’Ucraina sarebbe durata tre giorni. La verità è che nessuno sa esattamente cosa accadrà, nemmeno i generali che muovono le pedine.
Per ora, un consiglio semplice: respirate. Aspettate. Osservate. E cercate di non cadere nei fanatismi a buon mercato, né con la kefiah né con la MAGA-hat.
Come sempre, il vero nemico è la stupidità con bandiera. Di qualunque colore sia.0

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  • Redazione

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