
di Paolo Falconio*
Lasciando perdere quanto il nuovo missile balistico Ipersonico ORESHNIK sia o meno un game
changer nella deterrenza nucleare e fuori da connessioni arbitrarie sull’operazione Spiderweb,
che ha colpito la componente aerea della triade nucleare russa, è importante capire che oggi
come ieri esiste un equilibrio del terrore che fu denominato MAD (Mutual Assured Distruction).
Quello che vorrei significare sono alcuni punti.
Il primo è che esiste una correlazione diretta tra componente offensiva e quella difensiva. Questo è il motivo per il quale accanto ai trattati sulla non proliferazione e contenimento delle armi nucleari vi sia stato un trattato che poneva un limite ai sistemi anti missile balistici (trattato ABM).
Il secondo punto è che in questo equilibrio, ad oggi, prevale la spada. In termini più chiari
Russia e USA (e Cina) sono in grado di annientare il territorio avversario a dispetto dei sistemi
antimissile.
Il motivo di questa affermazione è un fattore che gli esperti conoscono, ma
sconosciuto al pubblico, ossia che nelle testate nucleari spesso sono contenute delle esche
che ad oggi non possono essere distinte dalla testata nucleare vera e propria.
In sostanza disegnate un cerchio e segnate un puntino, avete 10/20 secondi per agganciarlo e questo si
può fare. Ma se disegnate un cerchio e ci mettete dieci puntini, il discorso cambia radicalmente.
Peraltro i sistemi antimissile sono numericamente decisamente ridotti rispetto ai vettori d’attacco.
Infine si parla molto di una difesa spaziale. A parte i costi vertiginosi di Trilioni di dollari, avrebbe
delle conseguenze. La prima è che questi satelliti di sorveglianza e puntamento (con dietro i
satelliti che contengono i missili antimissile) dovrebbero avere un’orbita bassa. ln uno
scenario d’attacco sarebbero oggetto di missili antisatellite (la Cina ha già abbattuto un suo
satellite per rilevamento meteorologico con un missile).
A parte quindi la possibilità di creare una breccia nel sistema, si avrebbe un serio problema di detriti per almeno cento anni. Detriti
in quantità tale da mettere a rischio i sistemi satellitari di altra natura, ma sempre indispensabili.
In sostanza nessuno può dirsi al sicuro dalla minaccia nucleare e la MAD è il convitato di pietra
con cui, fuori dalle narrazioni, le grandi potenze devono confrontarsi.
*Member of the Consejo Rector de Honor and lecturer at the Sociedad de Estudios Internacionales (SEI)





