

L’operazione «Spiderweb» dell’intelligence di Kiev, così come è stato per l’invasione di Kursk e per il nuovo attacco al ponte della Crimea, fa parte di azioni inventate, promosse e attuate da una banda di neocon guerrafondai delinquenti e psicopatici che ci vogliono trascinare in una guerra totale con la Russia.
L’attacco ai bombardieri strategici, così come quello al ponte di Crimea, non sposta di una virgola la sconfitta di una guerra persa da tempo, condotta per procura da una banda di scellerati neocon guerrafondai delinquenti e psicopatici, ma può avere effetti dirompenti sull’equilibrio internazionale, in quanto, solo per fare un esempio, mette in serio pericolo i trattati sulla limitazione delle armi nucleari.
Tutto quanto è avvenuto nell’attacco agli aeroporti e anche quanto è avvenuto ieri con l’attacco al ponte che collega la Crimea alla Russia, serve a impedire che i colloqui di pace, fortemente appoggiati da Donald Trump, abbiano risultati positivi. La guerra dei neocon guerrafondai, delinquenti e psicopatici è anche contro il presidente degli Stati Uniti.
La logica di queste azioni è quella di portare la guerra oltre il confine ucraino, per coinvolgere la Nato e per far saltare il trattato sulla proliferazione delle armi nucleari.
Il principale trattato tra Stati Uniti e Russia sulla limitazione delle armi nucleari ancora in vigore è il New START (Strategic Arms Reduction Treaty), firmato l’8 aprile 2010 a Praga da Barack Obama e Dmitri Medvedev. È entrato in vigore il 5 febbraio 2011, prorogato nel 2016 e nel 2021, con scadenza prevista per il 4 febbraio 2026. Sostituisce i precedenti trattati START I (1991), START II (mai entrato in vigore) e il Trattato di Mosca (SORT, 2002).
Il New START prevede un limite massimo di 1.550 testate nucleari strategiche operative, montate su missili balistici intercontinentali (ICBM), missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e bombardieri pesanti. Una riduzione del 74% rispetto a START I e del 30% rispetto al SORT. Inoltre è previsto un limite massimo di 700 vettori operativi (ICBM, SLBM e bombardieri) e 800 totali, inclusi quelli non operativi.
Il punto che riguarda l’attuale delinquenziale operazione effettuata con «Spiderweb» riguarda il fatto che il trattato prevede ispezioni dirette, scambio di dati, notifiche sui siti e sulle armi strategiche, e meccanismi per facilitare i controlli.
I bombardieri strategici, stando a quanto spiegano gli esperti, stavano sulle piazzole in bella vista proprio perché dovevano essere in bella vista.
Aver colpito bombardieri strategici, oltre ad attivare la dottrina militare russa, che prevede una risposta nucleare ad un attacco a armi nucleari, mette in scacco il New START che, il 21 febbraio 2023, Vladimir Putin ha annunciato di voler sospendere, senza ritirarsi formalmente. La Russia ha dichiarato di rispettare i limiti quantitativi, ma ha sospeso le ispezioni e lo scambio di informazioni, accusando gli USA di usare i dati per supportare l’Ucraina. Gli Stati Uniti hanno denunciato violazioni russe, in particolare sul regime di ispezioni. La sospensione ha messo a rischio l’ultimo accordo bilaterale significativo sul controllo degli armamenti nucleari e la Russia ha legato la ripresa della partecipazione a un cambiamento della politica USA sull’Ucraina. Aver colpito dei bombardieri strategici, se dal punto di vista della guerra non cambia di una virgola la situazione, mette però in atto un pesante deterrente alla ripresa del New START, regalando a Mosca la buona scusa per non riattivare il trattato.
L’operazione pensata da idioti, pertanto, è anche tesa a mettere in atto un fattore propagandistico volto, all’interno della Russia, a sollecitare le parti dei falchi, che chiederanno una risposta durissima e a garantire alla propaganda occidentale di raccontare panzane, come quella subito messa in circolo dall’inglese Starmer il quale ha detto che gli ucraini non stanno perdendo la guerra.
Panzane subito rinforzate dalle esternazioni del segretario della Nato, Mark Rutte, il quale, contraddicendo sé stesso, ha detto che l’Ucraina entrerà sicuramente nell’Alleanza atlantica, ben sapendo che questo è uno dei maggiori punti di attrito con la Russia.
I neocon, guerrafondai delinquenti e psicopatici, non si accontentano di far fallire le trattative per contrastare Donald Trump, che li ha sconfitti negli Usa, ma mettono in serio pericolo la Nato e la stessa UE, con l’evidente correità di alcuni leader dell’Unione Europea.
Continuare a riunire i Paesi “Volonterosi”, che non sono necessariamente UE e Nato, significa semplicemente che gli inglesi, con il codazzo di Macron e di Merz, vogliono avere la leadership del Vecchio Continente, in barba alla Nato e all’UE e per questo sono disposti a far proseguire la guerra per anni e di arrivare ad uno scontro diretto con la Russia.
L’operazione che ha colpito i bombardieri strategici è stata preparata da molti mesi e da molti mesi è stata preparata anche l’operazione del minamento del ponte che collega la Crimea con la Russia.
Il fatto che le operazioni siano diventate attive subito prima e subito dopo i colloqui di Istambul la dice lunga sulla volontà di mandare a gambe all’aria qualsiasi trattativa.
Molti analisti sono tra di loro d’accordo nel dire che dietro le azioni ucraine ci sono gli inglesi, i quali, peraltro, tengono in ostaggio Zelensky, difeso da mercenari inglesi che ne costituiscono la guardia personale.
Va, inoltre, considerato che le azioni attuate dagli ucraini mettono in scacco tutte le fuffe sul riarmo europeo e si pongono come un boomerang per gli stessi guerrafondai.
Se con dei droni del costo di 300/600 euro puoi attaccare aerei, postazioni militari, obbiettivi di vario genere e lo puoi fare con una rete di agenti dormienti, a che servono i sottomarini, i carri armati, e via discorrendo?
Quanto sta accadendo nella guerra tra Russia e Ucraina sta riscrivendo la dottrina occidentale e anche quella russa.
Va inoltre considerato che ad una guerra condotta in questo modo è possibile rispondere nello stesso modo. La risposta non è necessariamente nucleare, ma ibrida.
Qualche agente dormiente e per l’occasione risvegliato potrebbe con dei droni comperati al supermercato bloccare porti e aeroporti in qualsiasi Paese, soprattutto nei Paesi che sono sospettati di essere dietro le follie dei delinquenti guerrafondai che hanno trasformato la guerra, tutto sommato ancora simmetrica, in una guerra di team di sabotatori, in guerriglia terroristica.
Ieri Vladimir Putin si è rivolto ai russi con una dichiarazione pubblica: “Cari cittadini della Federazione Russa, oggi sono obbligato a rivolgermi a voi in un momento molto importante per il destino e la nostra sicurezza nazionale. Nelle prime ore del mattino, le forze ucraine hanno effettuato un attacco diretto alle nostre basi aeree strategiche, dove si trova una parte vitale della nostra componente di difesa. Questo atto non è semplicemente una provocazione militare. Questo è un chiaro segnale da parte del regime di Kiev che non è pronto per nessuna strada di pace. Hanno scelto l’escalation, l’aggressione e essenzialmente la distruzione. Conducendo questo attacco alla nostra strategia aerea, hanno superato ogni linea rossa. E come ho già detto, chiunque tenti di minacciare la sicurezza russa – affronterà una risposta mai vista nella sua storia. Niente più linee rosse. Non ci sono più avvisi. Le decisioni sono state prese. Cittadini russi, vi chiedo di capire l’importanza di questo momento. Non combattiamo solo per territorio o interesse geopolitico. Combattiamo per il nostro diritto di esistere come nazione sovrana, per proteggere la nostra storia, la nostra cultura e i nostri bambini. Nelle prossime ore e giorni, le Forze Armate della Federazione Russa prenderanno misure straordinarie, per neutralizzare ogni minaccia futura e per dare una risposta che sarà ricordata a lungo. Siamo uniti. Abbiamo un diritto storico e morale con noi. E non ci fermeremo. Gloria alla Russia. Gloria al nostro popolo indistruttibile”.
Cosa dobbiamo aspettarci? Non l’uso delle atomiche tattiche. Non c’è ne è bisogno. Probabilmente l’uso di una risposta ibrida, con azioni forti sul territorio ucraino, con qualche disastro personale per dirigenti ucraini, ma anche con azioni tipiche di una guerra senza confini nei confronti di chi, dietro le quinte, spinge l’Ucraina a superare le linee rosse.
Per ora Mosca e Washington dialogano e non si lasciano attrarre nella ragnatela dei neocon, ma ormai il tempo del redde rationem con questa accozzaglia di guerrafondai delinquenti e psicopatici è giunto.
La questione riguarda direttamente gli Stati Uniti che devono sfoderare la spada e mettere in riga la masnada che ci sta disastrando.
Il tempo è scaduto. O si eliminano i delinquenti psicopatici o i delinquenti psicopatici ci porteranno alla guerra totale con la Russia e alla possibile distruzione.





