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LE REGIONI ROSSE FANNO STATO A SÉ, ADDIO ALLA REPUBBLICA

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di Marforius

Nel Paese di Pulcinella ci mancava anche la politica estera decentrata, o meglio spappolata. Non è certo una novità, le Regioni hanno addirittura uffici di rappresentanza all’estero, presso la Comunità europea e quant’altro. Ma stavolta si è superato ogni limite. Due Regioni governate dal Pd fanno politica estera in barba allo Stato italiano e minano l’unità della Repubblica.

Dopo decenni di politica estera, portata avanti in un Paese nel quale le varie componenti partitocratiche sembrano lavorare per conto dei rispetti referenti esterni, ora abbiamo due Regioni rosse, segnatamente la Puglia e l’Emilia Romagna, che hanno deciso di dettare la linea della politica estera, frantumando l’unità politica dello Stato italiano.

Alla vigilia della celebrazione della Repubblica italiana, la Repubblica stessa viene minata alle fondamenta, introducendo un’anarchia di fatto, che non può che essere riportata all’ordine da chi ha il dovere di difendere la Costituzione.

Con una mozione approvata dal Consiglio regionale viene chiesta l’interruzione di ogni collaborazione commerciale relativa a Israele, cui fa quasi eco il Consiglio comunale di Bari, che approva un ordine del giorno con il quale “l’amministrazione dichiara non gradita, anche per le prossime edizioni della Fiera del Levante e nei Saloni specializzati, la partecipazione in qualsiasi forma dello Stato di Israele, o di suoi rappresentanti, sino a quando non porrà fine all’intervento militare nella Striscia di Gaza e alla violazione dei diritti umani della popolazione civile”. 

Il Presidente della Giunta della Regione Puglia, Emiliano, soggiunge e precisa, quasi democristianamente, che la mozione del Consiglio Regionale è “una posizione nei confronti del governo Netanyahu, non del popolo israeliano”.

Peraltro lo stesso in un video comparso sui social, ha dichiarato che quanto sta verificandosi a Gaza è “un genocidio di inermi palestinesi”, invitando “tutti i dirigenti e dipendenti della Regione, delle sue Agenzie e delle società partecipate a interrompere ogni rapporto di qualunque natura con i rappresentanti istituzionali del suddetto governo e con tutti quei soggetti a esso riconducibili, che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di organizzare iniziative per far cessare il massacro dei palestinesi nella Striscia di Gaza”. 

Dopo la Puglia, anche l’Emilia-Romagna sospende i rapporti istituzionali con il governo israeliano. Lo ha deciso il presidente Michele de Pascale che ha invitato membri di giunta e dirigenti a interrompere i rapporti “anche con tutti i soggetti riconducibili al governo che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di porre fine al massacro in corso, fino a che il rispetto del diritto internazionale non venga ripristinato”.

Ovviamente la notizia ha avuto pochi riscontri e ancor meno commenti. Nei fatti un sostanziale silenzio. Eppure un atto del genere, soprattutto politicamente mostra, qualora ce ne fosse stato bisogno, che la confusione dei ruoli e delle funzioni, tra Stato Centrale e Enti locali, ha superato ogni livello di guardia.

Un accadimento del genere, al di là delle conseguenze immediate sia astratte che pratiche, è di una assoluta gravità, in quanto testimonia la fine dell’autorità statuale, minata alle fondamenta già con la nascita della Repubblica.

Tutto questo in realtà è l’ennesima riprova che siamo governati da una classe politica (si fa per dire) che è espressione di consorterie di potere, il cui scopo principale è l’occupazione della res pubblica nelle varie articolazioni e quindi gestire la correlata e immensa spesa che i vari soggetti pubblici gestiscono.

Da ciò discende l’inerzia e il silenzio di chi dovrebbe essere, a tutti i livelli, il custode dell’unità nazionale, al di là delle retoriche e giaculatorie che ascolteremo domani, allorché farisaicamente verrà celebrata la ricorrenza del 2 giugno.

Giorno che dovrebbe essere la festa della Repubblica, che in ogni caso è la continuazione dello Stato unitario faticosamente raggiunto mediante il Risorgimento, che purtroppo è stato sepolto dal fascismo e nei fatti non riesumato dopo il crollo dello stesso.

 

 

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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