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COME GESTIRE IL CAOS IN MEDIO ORIENTE

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L’Ansa del 21 maggio ore 11,37 riporta la notizia: Israele si prepara ad attaccare le centrali nucleari iraniane.

Lo riferisce la Cnn citando fonti dell’intelligence americana secondo le quali “i raid sono imminenti”. Se fosse confermato, l’attacco sarebbe una rottura con Donald Trump che sta cercando di raggiungere un accordo con Teheran. 
 
L’Ansa del 21 maggio ore 15,55 riporta la notizia: un’unità dell’esercito israeliano (Idf) ha sparato colpi di avvertimento in aria durante una visita diplomatica a Jenin, in Cisgiordania, creando panico fra i diplomatici.
 
La delegazione era composta da 25 ambasciatori e diplomatici europei, arabi, cinesi, giapponesi, indiani e di altre parti del mondo. Presente anche il viceconsole italiano a Gerusalemme, Alessandro Tutino. Tajani convoca l’ambasciatore di Israele a Roma “per avere chiarimenti ufficiali su quanto accaduto”. 
 
Due eventi collegati fra loro, con buona pace dei soliti “idioti”, che fanno delle analisi geopolitiche giochi di Risiko sulla pelle di chi vive il terrore della guerra.
 
In ultimo, ma non da ultimo, sempre l’Ansa , ma del 18 maggio ore 16,41 che riporta: in una complessa operazione del Mossad, in collaborazione con un servizio di intelligence alleato, è stato trasferito in Israele l’archivio ufficiale siriano sulla leggendaria spia israeliana Eli Cohen, che riuscì a scalare il potere a Damasco sotto falsa identità Lo riferisce l’ufficio di Benyamin Netanyahu.
 
L’archivio contiene migliaia di reperti top secret custoditi dai servizi siriani.
 
Gli ingredienti sono sempre gli stessi del menù “minestrone Medio Oriente”, condito di diplomatici, spie, terroristi, eserciti e profughi.
 
La “ratio”, laddove ve ne fosse una sola, è il sabotaggio sistemico di una impossibile stabilizzazione di un area ad elevato interesse strategico-economico, che si chiama “Via del Cotone”, con un ulteriore elevatissimo interesse che si chiama “Accordi di Abramo”, con l’intesa definitiva tra Arabia Saudita ed Israele.
 
Nel mezzo la tragedia di Gaza, il conflitto a ridosso del Libano, una inadeguata forza militare di contrapposizione al relativo confine che si chiama Unifil, la normalizzazione della Siria con gli interessi russi nel suo mare e la pressione turca al confine nord, e la mai risolta questione dei rapporti con l’Iran, paese che solo a ricordarlo agli scienziati di turno è un paese a religione mussulmana sciita alleata dei russi, completano il ginepraio del Medio Oriente che si specchia nel Mediterraneo.
 
Ma esiste un altro Medio Oriente, quello che si affaccia sul Golfo Persico, con  Kuwait, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi, quello che si affaccia sul Golfo di Oman con l’Oman stesso, il Mar Arabico con lo Yemen per risalire il Mar Rosso sempre con l’Arabia Saudita e l’aggiunta dell’Egitto inteso come paese del gruppo MENA. Questi Paesi sembrano indenni, a parte la “pagliacciata” del pericolo degli Houthi in Yemen, dalle tensioni del fronte Mediterraneo.
 
I Paesi del Golfo godono di ricchezze inestimabili, risorse come petrolio e gas, sviluppi socio economici inimmaginabili fino a  30 anni orsono. Gli Emirati Arabi ed il Qatar attirano aziende internazionali grazie ai vantaggi fiscali offerti, stabilità sociale, insediamenti urbani quasi da fantascienza, basti solo a pensare a Dubai o Doha. Sono luoghi dove gli affari prosperano, e lo dimostra la presenza delle primarie banche internazionali, a partire dalle banche di matrice anglofona.
 
Ed allora se tutto questo è vero, ed è vero, quale è la vera questione? La risposta è una sola, e si chiama Mediterraneo.
 
Chi controlla il Mediterraneo controlla l’Europa, il Nord Africa e la parte occidentale del medio oriente che poi si chiama Israele.
 
Volete un esempio ulteriore?
 
E’ di qualche settimana fà il deposito al Senato del disegno di legge a firma Meloni-Musumeci per la creazione della Agenzia per la Sicurezza delle Attività Subacquee, agenzia questa finalizzata alla protezione dei condotti sottomarini conduttori di energia, infrastrutture informatiche e telecomunicazioni, con la domanda di sempre rappresentata dal quesito “dove vanno a finire tutte queste condotte?”.  Risposta: “In Medio Oriente”.
 
E’ un puzzle. Non esistono risposte univoche. Esistono solo attori palesi ed attori occulti.
 
Esistono le agenzie di intelligence ed i servizi segreti, quelli veri che non hanno sigle ma che spesso vengono diretti da apparati negli apparati.
 
Esistono le grandi istituzioni politiche, come UE (inesistente ormai su ogni tavolo), la NATO, l’ONU, ma poi intervengono i grandi fondi internazionali, quelli da 10 mila miliardi di dollari, che “danno le carte” sul tavolo degli interessi mondiali.
 
Che fare?
 
Abbiamo un Papa agostiniano, S.S. Leone XIV che come autorità religiosa farà la sua parte. Abbiamo una crescente sensibilità sociale verso quelle aree da parte dei Parlamenti. 
 
In ogni caso mai arrendersi nel ricercare una soluzione pacifica, con la consapevolezza in ogni caso che dovrà, anzi deve, essere sostenuta da capacità militari all’altezza del compito.
 
Un ultima considerazione sul Medio Oriente.
 
Esiste una sola comunità in grado di poter dare stabilità. Sono i Cristiani.

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  • Redazione

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