
di Giuseppe Augieri
L’Italia è isolata in Europa.
Si. Isolata. Da quelli che hanno deciso di creare ”i volenterosi”, iniziativa tutt’altro che europea, ma di natura personale dei capi di Stato di un gruppo di Nazioni – una anche non europea – che si predispongono per una loro guida ad una Europa prossima futura. Sempre meno probabile.
L’avesse avviata l’Italia una simile iniziativa, ci sarebbero stati fiumi di cortei contro un “affronto all’unità europea” alla quale la “destra fascista” contrapponeva un “sovranismo” intollerabile.
Obiettivo iniziale dei “fondatori”: mandare truppe in Ucraina: certo non a fare guerra, ma in difesa. Posizione dell’Italia: no a truppe se non sotto l’egida ONU. Indirettamente dunque anche un no ad iniziative “ostili” – o quanto meno “interferenti” – nei confronti delle azioni USA. Anche perché Zelensky aveva accettato – e non ha mai ritirato questo consenso – la mediazione guidata da Trump. Rispetto alla quale i “volenterosi” non hanno mai sostenuto che, essendo insufficiente, necessitava di essere accompagnata da altre azioni, confliggenti in alcuni casi con quelle USA. E questo nonostante che Trump avesse detto chiaramente che ne avrebbe fatto volentieri a meno. Detto di brutto.
Posizione secondo me vincente, quella italiana: si è affievolita l’idea di “mandare truppe” (Macron per ultimo); si è riconosciuto giusto non scontrasi don Trump (a Tirana si telefona a papà Trump); si è presa in esame la soluzione alternativa posta dall’Italia e cioè un accordo tra Nazioni – fuori dai “protocolli” NATO – di estendere le garanzie dell’articolo 5 all’Ucraina pur non consentendole l’ ingresso. In altre parole, l’applicazione delle sole norme difensive e non anche l’occasione per far diventare l’Ucraina sede di postazioni di armi occidentali ai confini russi. Per questo non gradita?
A Tirana, qualche giorno fa, ad un vertice “volenteroso”, l’Italia non era presente. In verità non perché esclusa ma perché ha rifiutato l’invito. Non è proprio un dettaglio sul quale si possa mestare, come invece si è fatto. La motivazione: inutile essere presente in una riunione dove il tema è stato già ampiamente dichiarato fuori da un possibile si italiano. Uno sgarbo? L’unico a prendersela sembra sia stato Macron. Merz viene qui da noi per un incontro al vertice, fitto scambio di telefonate con Starmer, con il corollario di alcuni contatti internazionali (Libano e Canada) negli stessi giorni. Una soggiacenza a Trump? Vista la fonte, a me scappa da ridere.
Comunque sia l’Italia è isolata. Chi lo dice, da noi, ha infatti una posizione ferma ed univoca. Fossero stati loro presenti alla riunione avrebbero detto: (Conte) no alle armi all’Ucraina e no a investimenti per la difesa; (Bonelli e soci) no al riarmo europeo ed italiano; (Schlein) noi non siamo con un piede in due scarpe e dunque ci asteniamo su tutto: riarmo di difesa ed europeo, armi all’Ucraina…). Truppe in Ucraina? Ma non parliamone neanche. E dunque saremmo stati presenti: l’Italia non sarebbe stata isolata. Avrebbe preso qualche “rimbrotto” come Totò chiamava un certo rumore fatto con mano tra le labbra: ma vuoi mettere stare seduto e farsi fotografare con i “grandi” europei.
Meloni ha sbagliato tutto. Il posto dell’Italia, retrocessa, lo sta prendendo la Polonia (Renzi). La Polonia: che, come si sa, ha un qualche bisogno di conforto europeo un po’ diverso da quello di cui ha bisogno l’Italia ed ovviamente ha qualche richiesta da avanzare in più di noi. E che per questo si rimangia – e fa bene – una discutibile ma ferma decisione della sua Corte Costituzionale che 4 anni fa aveva fatto pensare al Polexit. Insomma una nazione chiaramente non “soggetta”.
Meloni ha sbagliato tutto. Mantiene un rapporto con Trump che pretende di fare da mediatore – in verità l’unico accettato da Putin e dunque l’unico possibile, ma chissenefrega – pur essendo egli la negazione delle libertà democratiche. Forse sarebbe stato meglio togliere “l’incarico” al Tycoon e mantenerlo solo a Erdogan, noto democratico con opere di bene nei confronti dell’opposizione e della stampa, dopo aver svolto un’interessante lunga opera negazionista a proposito di armeni.
Meloni ha sbagliato. Non so perché, io però avrei fatto esattamente lo stesso.
Aspetto condanne.





