
di Giuseppe Augieri
Come al solito, siamo fuori gioco. Anche adesso che c’è un dramma incombente sul mondo, qualcosa di simile ad una guerra mondiale con armi di sterminio di massa “non convenzionali” noi, i comuni mortali, non riusciamo a dare un benché minimo colpo d’ala. Quando l’informazione indugia su aspetti di cronaca, e noi felici e gaudenti li seguiamo e ci lanciamo nelle nostre filippiche “morali” guardando tutto fuori che il bersaglio, questo succede: che chi noi contestiamo che ci comandi può fare le sue manovre per comandare ancora di più. E noi, distrattamente….
I fatti. Quasi in risposta alle perplessità da me espresse circa i motivi della marcia indietro di Trump – comunque transitoria – sui dazi, che io non attribuivo alla risposta di contro-dazi che si stava – e purtroppo ancora si sta – attrezzando, esce una breve notizia (Gazzetta del Sud): «Mani cinesi sui bond, così Trump ha cambiato idea. Vendite notturne sui treasuries: capitali in uscita dal dollaro». Per quel poco che ne capisco, è una bomba: mi domando perché esca solo su un giornale non tra i primi per diffusione. La notizia è però vera. La stampa specializzata la riprende e la amplia.
Poi, ancora stavolta non sulla “grande” stampa (Libero Quotidiano): ««L’arma segreta della Cina contro i dazi di Trump è la svalutazione»: ecco perché fa paura a Wall Street». Anche qui rintraccio sulla stampa specializzata la conferma. Ma, al di là delle conferme, appare chiaro che Wall Strett e le altre piazze, compreso Piazza Affari, capiscono cosa succede: infatti dopo poche ore dal rimbalzo “tecnico” (???) solo la prima crolla di nuovo, seguita dopo da quelle asiatiche. Le altre si mettono in attesa. La guerra è in atto. Non si usano armi convenzionali: ma vere e proprie atomiche.
A casa nostra ci affanniamo a discutere se c’è o meno l’ipotesi di inside trading per Trump. Argomento affascinante per grandi appassionate discussioni. Se mi consentite, però, da bar. Posto che fosse vero, noi che cosa c’entriamo? E cosa potremmo fare? Esprimere il disgusto e poi….. Non ce l’ho con nessuno, lo dico sinceramente, ma con un andazzo generale. E mentre noi ci accapigliamo, sorretti da valori eticamente e politicamente assoluti, la stampa specializzata incalza: «Il dollaro ai minimi dal 2024: l’euro e altre valute in rialzo». E difatti «l’euro sale a 1,1282 sul biglietto verde, in aumento dello 0,8% e portandosi ai massimi da inizio 2022, dopo aver toccato anche 1,1376 nella notte. Sul dollaro si rafforzano anche la sterlina a 1,3015, in aumento dello 0,3%, e il franco svizzero a 1,2202, in crescita dello 0,6% ai massimi storici.» (ANSA).
Diciamolo con parole semplici: il dumping è avviato. Dazi? Ancora un po’ e dovremo sperare che ci si fermi a dazi del 30%. Sarebbero più convenienti del cataclisma che una svalutazione più sostanziosa di Yen e dollaro comporterebbe. Specie se “i due” concordassero a quale livello.
Ma bisogna completare il quadro. Tra le mie preoccupazioni maggiori, sembra condivise anche dai vari “papà”, vi è la possibile invasione cinese sul mercato europeo. Tutta la produzione non venduta negli USA, per effetto non solo dei dazi, potrebbe riversarsi sui nostri mercati, ancor più competitiva per effetto delle svalutazioni. Che fare? Mettere dazi anche verso la Cina oltre ai contro-dazi per gli americani? Una guerra commerciale con i due giganti? Ci pensa, a chiarire le idee, proprio Xi Jinping che sceglie il bisturi anziché il guanto: nessuna tregua, ma una nuova linea rossa. All’Europa, un messaggio che taglia dritto: “Chi alza muri resta solo”. Un Trump appena più elegante. Prosit. L’Europa è in mezzo.
L’Europa? Ecco le risposte. Macron dichiara: «La sospensione parziale dei dazi statunitensi per 90 giorni è un segnale e una porta aperta al negoziato. Ma questa pausa resta fragile» e «noi dobbiamo difenderci…»…«La Francia è pronta. Anche l’Europa deve esserlo…». Non pretendo che la mia visione delle cose sia quella giusta. Ma se lo fosse, più presto si manda in pensione Macron, magari con un salvacondotto, è meglio sarà per tutti. In ogni caso quella di Macron è una posizione, magari discutibile, politica e di visione economica.
A casa nostra: «Meloni da Trump, Schlein attacca: “L’Italia abbassa la testa”. FdI replica: “Testa bassa solo per guardarvi dall’alto in basso”». Stavolta sui giornali che contano. Non li sopporto più.





