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MI 6 O CIA, OVVERO I SERVIZI

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di Raffaele Romano

Nei festeggiamenti ridondanti per la visita di Sua Maestà Carlo III in Italia è passata inosservata e volutamente trascurata una frase detta in Parlamento: “Un altro fondamento nel quale il Regno Unito è orgoglioso di aver avuto un ruolo è il sostegno che il nostro Paese diede all’unificazione italiana. Quando Garibaldi sbarcò vicino a Marsala, in Sicilia nel maggio del 1860 due navi da guerra della Royal Navy erano lì a vegliare. Garibaldi era, come sapete, molto ammirato nel Regno Unito. Quando visitò il Paese nel 1864 per ringraziare il popolo britannico del sostegno ricevuto, scoppiò una vera e propria “Garibaldimania”. Circa mezzo milione di persone accorsero a salutarlo a Londra. Gli fu persino dedicato un biscotto – il segno supremo dell’ammirazione britannica! Molti degli eroi del Risorgimento – tra cui Cavour e Mazzini – trascorsero del tempo nel Regno Unito.

La verità storica è tra le righe di quanto detto da Sua Maestà ovvero ricordatevi che fummo noi ad aiutare i Savoia, in default finanziario, e contro i Borboni che non si vollero assoggettare al dominio britannico nel Mediterraneo e, inoltre, dare loro Garibaldi quale capo di una rivolta per la creazione di uno Stato unitario nel sud dell’Europa. Uno Stato che nasceva assoggettato ai voleri e agli interessi della corona britannica, all’epoca unica e sola grande potenza planetaria. Da allora si insediò nella Penisola una sorta di autonomia limitata e controllata da Londra e che ebbe rilevanti evidenze nel contenimento del fenomeno bolscevico finanziando ed appoggiando quanti, alla fine della prima guerra mondiale, si opponevano molto attivamente a quanti si riferissero a Mosca come riferimento politico da imitare.

La sovranità limitata dell’Italia si accentuò fra il 1939 ed il 1945 quando la leadership britannica fu messa in discussione dagli Stati Uniti. Procedendo in ordine temporale si è accertato che i contatti ed i conseguenti rapporti coi sevizi segreti anglo americani si instaurarono attraverso vari canali fra cui: diversi capi militari italiani già prima dell’entrata in guerra, della stessa resistenza del nord Italia che fu finanziata, per vicinanza territoriale, dalla vicina Svizzera forse anche attraverso il colonnello Ralph Merryl. Costui era un importante ufficiale dei servizi d’intelligence britannici che lavorò anche nel Psychological Warfare Branch, l’organismo che concedeva i permessi per poter pubblicare ed assegnare la carta per la stampa dei primi giornali dell’Italia liberata. Merryl, per volere di Churchill, fu tra i principali fondatori della nascita dell’ANSA, diresse l’edizione di Milano del quotidiano comunista L’Unità e, infine, su espressa volontà di Palmiro Togliatti venne nominato, nel 1949, quale responsabile del PCI per i rapporti con l’estero.

Mieli Togliatti

Sarebbe un’offesa grave all’intelligenza di Togliatti pensare che non sapesse chi fosse Merryl e per chi lavorasse per cui si può desumere tranquillamente che esisteva un rapporto di collaborazione fra il Pci e l’intelligence londinese.  Un osservatore acuto come Enzo Bettiza scrutò i percorsi dell’agente Merryl: “Mistero e clamore accompagnarono nei primi anni del dopoguerra il suo improvviso trasloco dall’esercito di Sua Maestà al partito di Ercoli-Togliatti. Nessuno, né allora né poi, seppe darsene una ragione definitiva. Un raptus emotivo? Un colpo di testa idealistico? Oppure un doppio gioco lungamente tessuto dietro alle quinte e guidato, a freddo, verso lo sbocco?

Quindi il Pci e l’Ansa si avvalsero di un colonnello dei servizi britannici? Non proprio! Perché Ralph Merryl non era altro che Renato Mieli (padre del giornalista Paolo) che collaborava da anni con il Foreign Office britannico per tutelare gli interessi di Sua Maestà Britannica. Renato Mieli, militante clandestino del Partito comunista, nel 1938 si era rifugiato in Francia in seguito all’emanazione delle leggi razziali. Scoppiata la seconda guerra mondiale si era spostato ad Alessandria d’Egitto dove, conoscendo bene l’arabo, l’inglese e il francese venne arruolato presso i comandi angloamericani con i quali al seguito dell’8a Armata Britannica, era sbarcato in Sicilia. Da quel momento la rivalità fra l’intelligence britannica e statunitense su chi esercitasse il controllo su Roma ebbe una svolta con l’imporsi degli USA………….

Renato Mieli Libro

Per chi volesse approfondire il mese prossimo sarà pubblicato il mio prossimo saggio: “Il Pci visto dalla CIA e dal suo interno” dove troverà il resto della storia e molto altro ancora.

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  • Redazione

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