
di Giuseppe Augieri
Si, è vero. C’è una destra che avanza ed ha, in alcuni casi, connotati pericolosi. Si, c’è Urban e c’è, poco citato, Erdogan. Putin fa storia a se. Ma la risposta che viene data da una sinistra che balbetta su tutti i suoi valori – lo dicono i fatti – è inadeguata. Non parlerò dell’Italia. Forse sarà più facile esprimere concetti che potrebbero altrimenti equivocarsi in logiche partitiche.
Il rapporto con la finanza – non ho detto capitale, ma finanza – è che (da “Nuovo Giornale Nazionale” – G. Cattaneo) «Il futuro cancelliere tedesco Merz viene direttamente da BlackRock, così come Macron è un ex dirigente Rothschild e l’inglese Starmer è un’emanazione della City di Londra. Lassù, i soliti fondi d’investimento decidono tutto: la pace, la guerra, gli extraprofitti delle multinazionali e il grado di povertà da destinare ai sudditi. Giù in basso, i politici recitano il loro penoso copione, fingendo di contare qualcosa». Una sintesi drammaticamente esplicita.
Lo sfilacciato rapporto con gli equilibri di Montesquieu si può sintetizzare così. C’è chi sbava di gioia sulla vicenda Le Pen senza capire che abbiamo assistito ad una tragedia: perché “contrariamente a Salis che è stata eletta per non essere condannata, Le Pen è stata condannata per non essere eletta”. Il pericolo dell’uso politico della Magistratura sul caso Le Pen – guarda il paradosso – viene sollevato da Jean-Luc Mélenchon. “No, non così”. Una lezione non solo di stile. Perché quell’equilibrio è la democrazia, non solo un suo addendo. E Le Figaro: «La rabbia porterà verso opzioni più radicali, più “trumpiane”». Riflessione da fare urgentemente non solo in Francia.
Ancora sulla democrazie. Parlo della Francia, dove Macron è attaccato alla poltrona, viaggiando sul filo della incostituzionalità, utilizzando governi di minoranza ed ignorando che il 75% dei francesi lo vorrebbe dimissionario. Parlo della Germania, dove il non ancora eletto Merz fa votare, da un Bundestang scaduto, non una legge qualsiasi ma una modifica costituzionale. In entrambi i casi, la forma è corretta, la sostanza antidemocratica. Questo si percepisce tra la gente.
Sul concetto di libertà andrebbe detto tanto. E’ un valore che si è affievolito. Asteniamoci per ora.
Questa scassata sinistra ancora si domanda come mai l’America ha eletto Trump. Ho letto un’intervista del professor Giovanni Orsina – che ho avuto il piacere di conoscere per una mia breve collaborazione alla Fondazione Einaudi – con alcune possibili spiegazioni. Che mi convincono. «Quando arriva uno come Trump che minaccia di sfasciare tutto e non suscita un’opposizione, forse è perché si è presentato al termine di un processo storico ormai maturo… il vecchio mondo era già morto».
Trump è forse l’incarnazione dello “spirito del tempo”? Ci sarebbe da discutere dell’ “eutanasia dell’occidente”. Ma anche sul piano pratico c’è che «i democratici gli avevano messo contro un presidente uscente che non era più in sé, se ne sono resi conto in ritardo e a quel punto hanno messo in campo una candidata dalla debolezza patologica». Dunque errore di supponenza rimediato male con l’indicazione della una leader-ship impossibile da proporre. Ed ora, contro Trump e le sue follie, in America «emerge la figura di Alexandra Ocasio Cortèz. Tutta dedicata a minoranze e gender fluid…», mettendo in chiaro che al vento di destra radicale si vuole rispondere con una politica identitaria di sinistra-sinistra che oppone radicalismo a radicalismo, rifiutando di proporre una mediazione al centro, cioè tentando di contendere parti di elettorato alla destra. Non domandiamoci perché Trump sta lì.
Le analogie con situazioni europee ed anche Italiane credo siano da verificare. Non sono analogie strette: ma tendenze altrettanto pericolose mi sembrano essere in atto. E soprattutto con un vulnus in più. Concordo con la considerazione che «quando la destra va in difficoltà, tutti vedono che la sinistra non rappresenta un’alternativa. A oggi non avrebbe né i numeri né la cultura per garantire la tenuta del paese». Dove per me l’accento è sulla cultura: perché i numeri non si fanno sommando pere a mele ma convergendo su una proposta che faccia dire di si.
Ed una proposta non c’è.





