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IL DECRETO SICUREZZA E IL DISSENSO DELL’ANM

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A dire dell’Associazione Nazionale magistrati le norme del Decreto Sicurezza, che tentano di contrastare la criminalità diffusa e, molto timidamente, di tutelare le Forze dell’Ordine, costituiscono un “messaggio inquietante”.
Creano, a loro dire, nella collettività “un problema che non esiste”.
E che per lor signori non ci fosse alcun problema, l’intera collettività se ne era ben resa conto da tempo.
Che gli attivisti giudiziari togati siano così impegnati nell’organizzare convegni, pianificare scioperi, disquisire sullo scibile universale ed elaborare finissime metodologie di contrasto, tanto da non accorgersi dello stato di emergenza urbana nel quale sprofonda il paese, è sotto gli occhi di tutti.
D’altronde la salvaguardia dei loro privilegi, messi a serio rischio dalla nefanda riforma della giustizia, gli lascia ben poco tempo per accorgersi della guerriglia urbana che devasta le periferie.
Nella loro ottica sovrumana il vero problema per la collettività è la sopravvivenza delle correnti politiche all’interno della magistratura, non certo le quotidiane ed impunite aggressioni alle Forze di Polizia, depotenziate al punto da non potersi più difendere.
Cosa volete che siano 7 agenti feriti al giorno? 1 ogni 3 ore!
Quisquiglie, reati bagattellari, fastidiosi fascicoli da buttare in qualche angolo a prendere polvere.
I veri problemi della collettività sono un triste ricordo del passato, allorquando i nemici dello Stato erano terroristi e mafiosi stragisti.
Quelli sì che andavano combattuti senza alcuna tolleranza… poiché avevano nel mirino politici e magistrati.
Ma questi tagliagole, balordi di strada, baldanzosi “maranza”, spacciatori multietnici, borseggiatori seriali a chi affrontano?
Solo sbirri e cittadini.
Per cui le istituzioni sono al sicuro.
State sereni!
E’ un problema che non esiste.
E comunque, queste norme, come si affrettano ad affermare i magistrati: “porteranno non pochi problemi interpretativi e anche applicativi”.
E dopo questa frase sibillina, non lo sentite questo stridente rumore?
E’ la pietra abrasiva dove si stanno già affilando le lame della disapplicazione interpretativa, è il cigolare sinistro dei marchingegni della giustizia creativa, è il sordido assemblaggio di micidiali artifici giuridici finalizzati a vanificare, disattivare, disinnescare l’opera legislativa non gradita.
Sì, è inquietante.
E’ inquietante che ogni tentativo di riforma del Paese sia ormai osteggiato da giudici che si atteggiano a vero e proprio contro potere.
Un potere egemonico, incontrastabile, che smonta le leggi e manda sotto processo chi le fa.
Un dominio supremo che ha di fatto sottratto la sovranità al popolo, trasformando la repubblica democratica in repubblica giudiziaria.
Una casta dominante che, del tutto incurante del disgusto che suscita, emette sentenze non più “in nome” ma “contro” il popolo italiano.
Questo è veramente inquietante!

Autore

  • Redazione

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