Home Opinioni I DAZI SONO SOLO CANZONETTE, CERCHIAMO DI CAPIRE IL TUTTO

I DAZI SONO SOLO CANZONETTE, CERCHIAMO DI CAPIRE IL TUTTO

0

di Giusepe Augieri

Ci sono cose che non capisco. O forse capisco. Putin, che diciamo brutto e cattivo, fa veramente il brutto e cattivo: e ci si stupisce. Trump – l’affossatore delle libertà, il pazzo, il rappresentante del peggio dei parassiti dell’economia e circondato da essi – in realtà affossa le libertà, fa il pazzo e manda in opera un programma preparato dal massimo rappresentante del conservatorismo di destra. E ci si stupisce. In ogni caso i cattivi sono lì, sotto gli occhi del mondo. Al rogo!!
E basta così?
Questa ignobile – si, per me ignobile – tendenza a rappresentare fenomeni politici e sociali personalizzandoli in una o più figure alle quali mettere un’etichetta, e fare di conseguenza gli schifittosi con loro, non solo indirettamente fa da fertilizzante all’idea dell’ “uomo solo al comando”; ma soprattutto distoglie l’attenzione dal fenomeno che quelle persone stanno evidenziando. Mi ripeto: condivido “Trump non è il terremoto, ma il sismografo” cioè segnala un movimento, la sua violenza, e – guardando a chi la condivide, non a parole ma nei fatti – dice della sua diffusione nel mondo. Qualcuno pensa che Xi Jinping sia diverso da Trump?
Trump, un altro brutto e cattivo. Fermandosi qui e non interrogandosi sul perché del cataclisma.
Lo sconforto maggiore è nel vedere come reagisce la politica, in particolare da noi. L’occasione diventa ghiotta per un po’ di propaganda elettoralistica. Leggo di Bonelli: «Trump è stato e continua a essere il punto di riferimento politico della destra, di Giorgia Meloni e del sovranismo globale…». La sintesi di una cretineria assoluta: Bonelli o è davvero ignorante o… non lo so. In ogni caso è pericoloso quanto quel Salvini che, giustamente, Bonelli chiede di chiudere in una stanza.
Il centro-destra in Italia, per quanto si possa spesso giustamente criticare con ogni possibile asprezza, è lontana mille miglia dall’impostazione economica elaborata dal Council of Economic Advisers e da Stephen Miran in particolare. Avvicinare il centro-destra nostrano a quello di Trump è il preludio per qualche alibi, non per capire le cose come stanno. Fregarsi le mani per la perdita di consensi americani verso Trump, perché si sta verificando una perdita di valore del dollaro (oltre il 10% dai picchi dello scorso anno e un ulteriore 10-12% entro fine anno), una brutta recessione, una spinta all’inflazione (che verrà trasmessa all’intero mondo), significa non capire che tutto questo non è casuale – e non finirà qui – ma è voluto per “salvare l’America” che, per deficit e debito, sarebbe sull’orlo del baratro se non chiudesse le sue “delocalizzazioni” (anche in Europa) e non svalutasse la sua moneta: che è la “moneta mondiale” e dunque finirà per rivalutare tutte le altre rendendo il compito della sostituzione del dollaro (questo il pericolo vero) meno facile.
Tutto questo lo si farà pagare al mondo intero; ed, all’interno degli USA, alla midle-class. Non facciamoci abbagliare da Wall Street in picchiata: chi è “ricco” non verrà toccato Sul piano politico, quasi come conseguenza, vi è lo smantellamento di tutte le istituzioni sovranazionali, alle quali gli USA partecipano, profondendo denaro in quantità per niente proporzionale alla presenza. Che ci dovrebbe far interrogare sul cosa ha avuto sinora in cambio. Cominciamo dalla NATO? E così la politica autocratica sposa quella economica, ciascuna giustifica l’altra e fa da sponda.
Questo che Trump sta diligentemente applicando, essendo nella mente e per natura ben disponibile a questo, è una formula non di destra, non di “sovranismo”: è la cinica, supponente logica della messa in discussione di tre decenni di politiche, di filosofie, di culture, di concezione della società e dei valori e dei riferimenti etici, che si sono tutti sfilacciati perché vittima di esasperazioni e del clima di omertà che la nostra “democrazia” ha finito per imporci. L’avvio di un diverso confronto con il mondo e l’altra potenza che oramai si è creata e strutturata.
Cerchiamo di capire il vero nocciolo della questione. I dazi? Sono solo canzonette, purtroppo.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui