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GLI USA SONO AMICI DI SE STESSI

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di Marco Carnelos

“In brevissimo tempo siamo passati dagli USA come nostro imprescindibile alleato e riferimento politico e di sicurezza agli USA come addirittura desiderosi di “vederci morti”, come evidenziato sul Guardian da autorevoli esperti come Nathalie Tocci.

Personalmente resto piuttosto asettico dinanzi a questo momento stile Truman Show.

Gli Stati Uniti – se volontariamente o meno lo stabiliranno gli storici – da almeno un quarto di secolo – altro che Trump! – hanno operato scelte che hanno causato serie ripercussioni agli interessi e alla sicurezza dell’Europa. E siamo stati noi gli imbecilli che hanno pervicacemente rifiutato di prenderne atto!

– Iniziamo nel 2001 con la guerra al terrorismo e con la promozione violenta della democrazia nel Medio Oriente allargato (alcuni di noi gli sono anche andati dietro!). Il risultato è stato lo sconquasso di una regione strategica alle nostre porte di casa con – secondo l’osservatorio della Brown University – circa 1 milione di morti e 38 milioni di profughi e una crescita esponenziale dell’estremismo religioso e del terrorismo che hanno insanguinato le strade europee. Di fatto hanno quindi incrementato in modo esponenziale una già forte pressione migratoria alle porte dell’Europa che da due decenni almeno sta dominando il dibattito ed il contesto politico con le ben note derive xenofobe che ben conosciamo e temiamo. Senza dimenticare che gli USA non hanno mai voluto risolvere il vero problema della regione, quello Palestinese, contribuendo anzi ad incancrenirlo con il cieco sostegno ad Israele, anche qui gli siamo andati dietro! Sorvoliamo poi sul problema nucleare iraniano e sull’accordo che li avevamo aiutati a trovare con Teheran.

– Proseguiamo con una sconsiderata, anzi scellerata, tolleranza, se non addirittura supporto, verso politiche finanziarie criminali che hanno generato nel 2008 una crisi abnorme che ha investito l’Europa innescando brutali politiche di austerità con costi sociali che abbiamo ben conosciuto e continuiamo in qualche modo a sperimentare. Anche qui l’esito è stato il sorgere di derive politiche estreme – da alcuni definite populiste – che hanno a dir poco imbarbarito il tessuto politico e sociale europeo.

– Parallelamente, a partire dall’inizio di questo secolo, ma anche negli anni ‘90 del precedente nei Balcani non hanno scherzato, hanno offerto un chiaro sostegno ad una serie di cosiddette “rivoluzioni arancioni” in Europa orientale, in alcuni casi spontanee in altri abilmente orchestrate, che insieme alla sconsiderata politica di allargamento a Est della NATO ci hanno condotto alla tragedia ucraina e all’aborto di ogni politica di cooperazione pacifica tra Europa e Russia nel periodo post-Guerra Fredda. Mosca ci ha messo del suo, ma le responsabilità storiche originali sono incontrovertibili. E pensare che ci sono stati autorevoli voci sulle due sponde dell’Atlantico che avevano messo in guardia su dove saremmo andati a parare.

In sintesi, fatta eccezione per il Covid ed il rischio climatico (anche se su quest’ultimo se ne potrebbe discutere) tutti i principali problemi che l’Europa ha dovuto affrontare negli ultimi decenni – sicurezza e immigrazione, crisi finanziarie con gravi ripercussioni economiche, e, infine, una guerra nel continente – hanno avuto origine a Washington e non – come hanno tentato di farci credere, e ancora ci provano – a Mosca, Pechino o Teheran.

Oggi, forse,siamo usciti dal Truman Show ma è un po’ tardi per lamentarci che gli USA ci vogliono “vedere morti” quando negli ultimi 25 anni cinque presidenze americane – Clinton, Bush jr., Obama, Trump 1 e Biden – hanno – DI FATTO! – adottato politiche che hanno danneggiato l’Europa, oltre al loro stesso Paese.

Ora gli USA ci accusano di essere dei parassiti e ci impongono i dazi dopo che gli abbiamo avallato tutto, consentito ai loro giganti del web di fare centinaia di miliardi di profitti sul nostro mercato senza pagare un € di tasse, e comprato centinaia di miliardi di $ di armi senza peraltro sviluppare una difesa autonoma europea integrata con un’annessa filiera industriale. Anzi intendiamo spenderne altri 800 di cui la maggior parte verrà utilizzata per comprare comunque armi americane!!!

E come se non bastasse, ora ci mollano come hanno fatto con i loro alleati – il Vietnam del Sud nel 1975, l’Iran nel 1979 , e l’Afghanistan nel 2021 – offrendo, ancora una volta, un’autorevole conferma alla celebre massima attribuita a Henry Kissinger:

“Essere nemici degli Americani può essere pericoloso, ma esserne amici può essere fatale”.

Autore

  • Redazione

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