
di Francesco Pontelli
Nessuno ha mai contestato la responsabilità dell’inizio della guerra tra Russia ed Ucraina attribuita ovviamente a Putin.
Contemporaneamente, tuttavia, alla risposta bellica sul campo andava avviata una trattativa diplomatica ai massimi vertici internazionali, in grado di coinvolgere anche le massime autorità spirituali come il Papa.
Con l’obbiettivo di evitare un’escalation bellica che coinvolgesse forze esterne al conflitto (i mercenari di Wagner), come quella in corso,
nella cui declinazione ora si presenta come assolutamente esente da ogni influenza delle istituzioni occidentali.
Proprio in considerazione della presenza di bande mercenarie guidate da persone prive di ogni minimo scrupolo, una massima attenzione alla trattativa diplomatica si sarebbe dovuto riservare per evitare ogni deriva golpista all’interno di uno stato dotato di un arsenale nucleare
(se veramente l’obbiettivo fosse stato il raggiungimento di un cessate il fuoco).
Solo la cecità ideologica occidentale, supportata da interessi militari fra i quali la gestione della Nato, il cui segretario ha espresso giudizi relativi addirittura ad eventuali trattative diplomatiche scavalcando il proprio ruolo, ha ridotto in questa situazione l’Europa intera con la complicità imbarazzante di una classe politica europea assolutamente ininfluente.
Un disastro strategico politico e militare, che trova la sua massima evidenza nella necessità ora di avviare una trattativa non più con un dittatore (Putin), ma ora con un mercenario al quale non si riconosce nessun principio etico morale o politico.
Per ovviare a questa situazione drammatica da tempo si invitava ad una trattativa diplomatica, in grado di offrire una onorevole via di fuga a Putin in evidente progressiva difficoltà.
Invece, anche recentemente il presidente degli Stati Uniti Biden non ha perso l’occasione per definirlo “un delinquente”: quasi che le pubbliche offese potessero trasformarsi in strumenti di pressione politica.
Mai come ora è mancata una visione di realpolitik la cui assenza ora ci costringe ad una pericolosa deriva militare determinata dalle strategie di truppe mercenarie.
Una responsabilità che va interamente attribuita alla cecità dell’intero quadro istituzionale occidentale.
Nessuno ha mai appoggiato Putin, ma di certo la politica della NATO come dei paesi occidentali hanno sicuramente favorito questa deriva militare mercenaria con la quale ora l’intero Occidente dovrà fare i conti: basti pensare all’Arsenale nucleare del quale la Russia è ancora dotata.
Solo l’assoluto delirio politico e militare, figlio della presunzione ideologica economica e militare che pervade l’intero mondo occidentale, ha portato a questa problematica deriva.
Un mondo presuntuoso che ora si dovrà confrontare con la peggiore versione dell’interesse mercenario militare nel caso si sostituisse a Putin.
Lo stesso cambiamento di considerazioni per i mercenari della Wagner nel mondo occidentale, precedentemente definita da alleati di Putin come “Orchi nazisti assassini” mentre ora vengono rappresentati cone ” Partigiani liberatori” definisce quella immagine cristallina ” dell’obesità politica ” che mortifica il corpo e la mente dell’intero occidente come delle sue massime autorità istituzionali.





