Home Opinioni COME RAGGIUNGERE LA META INTERIORE SENZA FREQUENTARE LE SCUOLE ….ALTE

COME RAGGIUNGERE LA META INTERIORE SENZA FREQUENTARE LE SCUOLE ….ALTE

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di Angelo Ciccarella
 
La Verità è sperimentale.
Ho imparato poco dai libri (ne posseggo comunque migliaia, molti consultati e studiati) se non alcuni riscontri, quello che so è frutto di esperienza personale, l’unica che valga (soggettivismo?). Ho potuto toccar con mano una conoscenza antica – come fuori, così dentro, da “La tavola di smeraldo” – secondo cui il mondo e tutto ciò che contiene è formato da una sola sostanza fondamentale dalla quale scaturiscono tutti gli elementi della tavola periodica e del substrato sottile del Reale. Molti i suoi nomi: prana, shakti, etere, e contiene tempo spazio luce ed energia creativa, già, perché questa sostanza è impressionabile dal pensiero (anni di pratica severa) come la pellicola fotografica dalla luce.
Ho più volte sottolineato una criticità ricorrente nell’ambiente esoterico. Una volta entrati in un Ordine Iniziatico (spesso irregolare) il rischio più grosso è quello di perdere il libero arbitrio. Non c’è più scelta. Ci si trova in un cerchio dal quale diventa arduo uscire. Si assume il corpus dottrinario del fondatore o della tradizione di riferimento, e da lì non si scappa. Chi partecipa ai lavori di Loggia crede di liberarsi dalla condizione profana, ma subisce l’eggregore dominante senza batter ciglio; chi studia le trascrizioni delle 6mila conferenze di Rudolf Steiner, convinto di padroneggiare l’invisibile poiché tutto è già spiegato, catalogato, si ritrova incapsulato in dogmatismi speciosi. Insomma, una volta acquisita la mappa concettuale dell’ignoto – contraddizione in termini – ci sentiamo arrivati. Ma stiamo ancora in una prigione esoterica (cfr. Jean Josipovici) e continuiamo a vedere il cielo a scacchi. Anch’io ho rischiato di cadere nel culto della personalità seguendo gli insegnamenti di Scandurra. L’amicizia e la riconoscenza non devono farci perdere di vista la meta, oltre il maestro.
La Verità ci renderà liberi. È vero, ma come avvicinarci ad essa? Cercando esplorando vagliando e, soprattutto sperimentando. Conoscenza è identificarsi con l’oggetto del conoscere. Il resto è solo un prestito. Se non vivo in prima persona l’esperienza non posso vedere, mi troverò sempre in uno stato di ignoranza (avidya) carico di attestati e di gratificazioni mondane. Il mio ego infantile rimarrà immutabile. Magari avrò il nome in calce sui libri in cui discetto di arcani, ma il suo contenuto sarà comunque falso se non vissuto. L’esoterismo oggi è un copia-e-incolla, è l’iscrizione ad una scuola per rimanere alunni a vita. Se non assimilo la conoscenza, nulla cambierà, vivrò senza radici, senza centro, non integro, non sarò un individuo perché non autentico.
Predicare e vivere sono spesso in conflitto con quanto insegnato ed è comune a molti “guru”. Krishnamurti indicava una via senza istruttori, una verità senza sponde, liberi da tradizioni e da religioni, poi si ergeva a maestro promuovendo la sua pedagogia. Osho faceva del sincretismo una filosofia di vita talvolta con ottime intuizioni unite a grossolane lacune storiche, non disprezzando l’agiatezza da pascià. Gurdijeff ripropose un’antica dottrina orientale riveduta e corretta ad uso occidentale, ma assecondò il culto della sua personalità, quella dipendenza dalla quale predicava la necessità di liberarsi. Dobbiamo recuperare il senso di profondità e imparare a camminare senza stampelle.
La Vita è un salto verso l’ignoto. Coraggio e umiltà le prime doti. Scrolliamoci di dosso gli abiti delle convenzioni sociali, gli anelli del potere, le vesti sontuose e le papaline, poiché prendere a prestito la conoscenza da altri produce solo inganni; citiamo il Vangelo ma non incarnarlo, è la truffa più grande. Impariamo i versetti vedici ma non viverli, è pratica da eruditi, ma il testo è sterile se non passa per la nostra anima. L’esperienza interiore è l’unica valida, è il nostro incontro con l’Assoluto. La conoscenza è viscerale. La realtà non la si inventa, la si scopre e se non la scorgiamo è perché i nostri sensi non sono incantati. Comprendere la mente è andare oltre e scoprire che siamo pura consapevolezza.
Stato società leggi istituzioni, sono prigioni che non ci permettono di essere individui e liberi; ci incatenano e mai come adesso il Potere mostra il suo vero volto. Ci plasmano per renderci massa indistinta, obbediente e pronta al mattatoio. Essere individui significa camminare per conto nostro e per questo motivo siamo un pericolo per il mondo. Ogni forma del politico avverte l’individuo come una bomba a innesco veloce, perché l’individuo cerca di vivere con la propria luce, il proprio dharma, ed è un esplosivo che mina le fondamenta stesse di Babilonia.

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  • Redazione

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