Home Opinioni SAUDI ARAMCO أرامكو السعودية. IL POTERE REALE

SAUDI ARAMCO أرامكو السعودية. IL POTERE REALE

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di Savino di Scanno

Sono le domande più semplici a generare le risposte più complesse.

E la domanda è: come mai i 27 della UE si riuniscono a Parigi unitamente alla UK, mentre USA e Russia compresa Ucraina si riuniscono in Arabia Saudita?

Proviamo a dare una risposta.

Si scriverà di Saudi Aramco, una delle più grandi, se non la più grande, società al mondo produttrice di petrolio e gas. Società costituita nel 1933, riguardo la quale possiamo apprendere consultando il sito istituzionale https://www.aramco.com/en/investors quanto segue:

Saudi Aramco is one of the world’s largest integrated energy and chemicals companies.

Its Upstream operations manages Saudi Arabia’s extensive hydrocarbon reserve base of 250.0 billion barrels of oil equivalent (as of the end of 2024), enhancing production and increasing long-term value.

It also operates a strategically-integrated global Downstream business. Headquartered in the city of Dhahran, the company operates within the Kingdom and worldwide, and employs more than 75,000 people.

Full-year 2024 highlights

FINANCIAL

﷼‎398.4bn

 $106.2bn

Net income

﷼‎320bn

$85.3bn

Free cash flow*

﷼‎79.3bn

$21.1bn

Q4 2024 Base Dividend**

﷼‎0.8bn

$0.2bn

PLD***

OPERATIONAL

12.4mmboed

Hydrocarbon production

99.7%

Supply reliability

President and CEO, Amin Nasser, reflects on our success in 2024, marking key milestones and showcasing how our continued leadership in the energy sector drives sustainable growth and value for stakeholders.

Il sito finanziario https://it.marketscreener.com/quotazioni/azione/ARAMCO-103505448/azienda/ ci aggiorna sulla composizione del consiglio di amministrazione per società partecipanti

Azionisti: Aramco

Nome

Azioni

%

Valorizzazione

Government of Saudi Arabia

197.191.280.000

81,48 %

1425 Mld ﷼

Public Investment Fund (Investment Company)

38.720.000.000

16 %

280 Mld ﷼

ARAMCO

145.300.000

0,06 %

1 050 M ﷼

Fidelity Management & Research (Hong Kong) Ltd.

5.203.710

0,00215 %

38 M ﷼

SNB Capital Co.

3.181.454

0,001315 %

23 M ﷼

Fra i tanti, ci soffermiamo su questi elementi.

Le prime considerazioni ed argomentazioni riguardano ciò che può essere inteso come ” Potere Reale”. E sempre in termini di risposte possiamo scrivere che si concretizza in:

1) potere energetico;

2) potere militare;

3) potere finanziario;

4) potere politico.

La terminologia esposta può variare in funzione delle aree geografiche, dalle qualità delle classi dirigenti, dagli insediamenti energetici , ma sono queste le basi su cui fondare strategie commerciali , militari e politiche.

Oggi l’Arabia Saudita gode di ben 3 elementi dei 4 sopra indicati.  Ha una straordinaria posizione geografica nella Penisola Arabica, e difetta solo di un elemento considerato nel Potere Militare. L’origine del suo primato è il Potere Energetico, e Saudi Aramco ne è la dimostrazione, da ciò derivante il Potere Finanziario e quello Politico.

Per il Potere Militare ci sono gli USA e da questo periodo storico nel divenire ci penserà Israele con IDF e Mossad a garantire equilibri e stabilità ove la Russia sarà chiamata a controllare e tacitare le mire ed interessi dell’Iran che giova ricordare non fà parte della Lega Araba.

L’Arabia Saudita con Moḥammad bin Salmān Āl Saʿūd governerà anche gli investimenti per la realizzazione della Via del Cotone, stabilirà le “Regole del Gioco” con il Qatar e UAE, e dovrà definire gli accordi con l’Egitto per trovare una possibile soluzione alla crisi di Gaza con il trasferimento delle popolazioni palestinesi ivi residenti.

L’Arabia Saudita avrà necessità di definire gli “Accordi di Abramo” con Israele per contenere gli appetiti della Turchia, e dovrà in ultimo riqualificare la sua posizione con i Paesi Brics.

E torniamo a Parigi.

Una allegra brigata di personaggi simpaticissimi, offesi in quanto esclusi dalle trattative per l’Ucraina, che da ciò che si legge dalla stampa , ed in particolare da ANSA sito https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/03/26/arriva-il-kit-ue-come-resistere-72-ore-in-caso-di-guerra, discuteranno, tra l’altro, di un kit di sopravvivenza.

“L’Unione Europea vuole che ogni Stato membro individui un kit di sopravvivenza di 72 ore per i cittadini per affrontare ogni possibile crisi.

È uno dei cardini delle strategie della ‘Unione per la preparazione alle emergenze’ con cui Bruxelles chiede anche ai Paesi dell’Unione di creare stoccaggi di forniture essenziali e una miglior collaborazione civile-militare.

Si tratta di prepararsi a crisi che vanno dai disastri naturali, fino agli attacchi informatici o militari. “Dobbiamo pensare in modo diverso perché le minacce sono diverse, dobbiamo pensare in grande perché anche le minacce sono più grandi”, ha detto la commissaria per la Gestione delle crisi Hadja Lahbib. Serve “nuova mentalità di preparazione”, ha sottolineato la vice presidente esecutiva Roxana Minzatu: tutti devono saper “cosa fare in qualsiasi emergenza, indipendentemente dalla sua natura”, serve agilità degli Stati Ue “per aumentare l’efficienza, risparmiare tempo e salvare vite”.

“Stiamo rafforzando la responsabilità e la capacità di reazione dei cittadini affinché siano meno vulnerabili e subiscano minori conseguenze – ha detto il vicepresidente esecutivo della Commissione Raffaele Fitto -. Prepararsi ad affrontare le sfide rappresenta un modo concreto per mantenere e rafforzare l’unità, la pace e la solidarietà all’interno dell’Ue”. Sul kit per le 72 ore Lahbib ha postato un video sui social dove con toni anche scherzosi elenca il contenuto di una borsa di emergenza: documenti di identità in una confezione impermeabile, acqua, una torcia, un coltellino svizzero, fiammiferi e accendino, medicine e cibo in scatola. E “ovviamente del contante, perché nel mezzo di una crisi il cash è sovrano e la tua carta di credito può essere solo un pezzo di plastica”, ha detto la commissaria belga, aggiungendo alla busta “un mazzo di carte, un caricabatterie e una power bank per il cellulare, senza dimenticare gli occhiali da vista”.

Le strategie Ue verranno sviluppate con linee guida ai Paesi da qui al 2027 in 63 punti. Indicazioni sui kit per le prime 72 ore di crisi arriveranno nel 2026. Quando nell’ambito della cooperazione civile-militare si prevedono linee guida su esercitazioni Ue o con anche la Nato. Per la resilienza delle funzioni vitali della società si guarderà a rivedere il meccanismo di protezione civile, a una strategia di stoccaggio Ue o a contromisure mediche (già nel 2025), ma anche a “istituire uno scudo spaziale europeo per difendere meglio l’Ue e gli interessi di sicurezza dei suoi Stati membri” (2027). Vari Stati Ue hanno già linee guida di emergenza. In Francia il kit prevede cibo, acqua, medicine, una radio portatile, una torcia elettrica, batterie di riserva, caricabatterie, denaro contante, copie di documenti importanti tra cui prescrizioni mediche, chiavi di riserva, vestiti caldi e utensili di base come coltelli multiuso. I piani di Svezia, Norvegia e Finlandia affrontano anche rischio bellici includendo compresse con ioduro di potassio per incidenti o attacchi nucleari. Nel vademecum della Svezia “si parla anche di avere buoni rapporti con i vicini perché potreste averne bisogno in caso di emergenza”, ha sottolineato Lahbib.”

Che altro aggiungere. Vogliamo far spiegare cosa succederà dopo le “72 ore”?

Lo dobbiamo chiedere ai nostrani analisti, scienziati, giornalisti, tuttologi di geopolitica, agli esperti di intelligence che neanche hanno fatto il militare e se una divisa indossano od hanno indossato l’unica operazione all’estero è stata una gita in barca negli arcipelaghi greci.

Dobbiamo chiederlo ai professoroni, a quelli che ridono sempre o che indossano maglioncini di cashmere da 3 mila euro e che vogliono insegnare l’Arte della Guerra nei loro inutili convegni e conferenze.

Comunque nelle varie Commissioni Europee dovrebbero imparare dagli italiani.

Un esempio per tutti, come organizzare un “Piano Ferie”:

a) stabilire un fondo spese per il dirigente del personale preposto;

b) calendario alla mano stabilire una strategia che parte da Pasqua e finisce a settembre;

3) munirsi di vari certificati medici a supporto;

4) applicazione metodica delle dinamiche della legge ‘104 per la gestione dei ponti festivi,

Comunque in Arabia Saudita vi è la possibilità di gite nel deserto. Potrebbe essere una idea…

Autore

  • Redazione

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